La Messa Crismale! La Diocesi ... vera famiglia | Diocesi di Trivento

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La Messa Crismale! La Diocesi ... vera famiglia

La facciata della Cattedrale di Trivento

Partecipare alla Messa Crismale per ogni Sacerdote è motivo di una gioia immensa, grandissima, straordinaria! Vi partecipai, la prima volta, il 26 marzo 1964, cinquantacinque anni fa! L'emozione fu fortissima! Stare vicino a Sua Ecc. Mons. Pio Augusto Crivellari che mi aveva ordinato Sacerdote nel giugno dell'anno precedente. Stare vicino ai Sacerdoti che erano stati miei educatori ...  Vicino al mio Parroco Don Furio Fiocca (ha lasciato questa terra il 16 aprile di quaranta anni fa!), al Parroco della Cattedrale Don Edmondo De Simone (chiamato alla Casa del Padre, venti anni fa), vicino al Rettore, ai Superiori e ai Professori del Seminario di Trivento, vicino ai Canonici, vicino ai Sacerdoti di tutta la Diocesi.

Il mio pensiero, quest'anno, va da Don Antonino Scarano chiamato lo scorso anno nella Casa del Padre. Lui successore del mio parroco ed io suo successore! Il pensiero va a Don Nicola D'Amico, dal giugno 1974 fino a pochi anni fa di Don Vittorio Cordisco del quale sono stato vice parroco nel mio primo anno di Sacerdozio. Penso a Don Rosario D'Ambrosio, chiamato alla Casa del Padre, da poco tempo.

La Messa Crismale. Tutto questo accade ogni anno ... con delle novità. Da Sua Ecc. Crivellari a Sua Eccellenza Mons. Claudio Palumbo ....

Ogni anno Sacerdoti novelli che si sono uniti e si uniscono alla Famiglia Sacerdotale della Chiesa Triventina. Ed ogni anno un "grazie" sentito al Signore! Mano nella mano con tutti .... mi sento immerso nella grazia che ci lega uno all'altro e ognuno è Sacerdote come l'altro.

Anziani e giovani, fervorosi e zelanti, attaccati al Signore e alla Diocesi di amore filiale, Sacerdoti colti e infiammati con il Curato d'Ars. I parroci si muovono all'alba per essere a tempo debito in Cattedrale ...

Ed è un lento e gioioso convergere da ogni parrocchia e da ogni centro verso Trivento che attira e risplende. Le antiche pietre della Cattedrale fremono di gioia, le ossa dei Santi Vescovi si fanno attente alla Cattedra su cui furono assisi come Padri e Maestri per alcun tempo.

Abbracci di fratelli che s'incontrano per vivere momenti di intensa comunione spirituale ... si sentono membri di una vera e cara famiglia ... la famiglia Sacerdotale,

Le campane cantano a distesa sui tetti della città che è in festa per la grandiosità di questa festa. Penso ai miei nonni, ai miei genitori, ai miei zii e cugini sempre presenti in Cattedrale alla Messa Crismale.

Ogni anno, nella Messa Crismale, avverto, quasi palpabile, una comunione profonda tra tutti i Sacerdoti, uniti come vasi comunicanti ...

Mi appoggio al Confratello e, con i miei limiti, sono molto contento quando l'altro mi fa l'onore di poter prestare servizio alla sua comunità ...e tutti ci appoggiamo a Gesù Sacerdote sommo ed eterno.

Da quando ho lasciato il servizio nella parrocchia, mi sento onorato quando i Confratelli mi offrono la possibilità di servire le loro comunità nella Celebrazione Eucaristica, nell'ascoltare le confessioni e nell'annunciare la Parola di Dio.  

La Messa Crismale! E' il momento più alto della vita liturgica della Diocesi! E' la massima manifestazione della Chiesa diocesana: Vescovo, Sacerdoti, Religiosi, Religiose, Diaconi, Ministri straordinari, Associazioni cristiane, Catechisti, Coro, i Cresimandi, fedeli della Chiesa di Dio che è a Trivento.

La Messa Crismale! E' la sorgente della vita sacramentale della Chiesa Diocesana!  E' il solenne rito di apertura di una "dispensa della Grazia". A questa "dispensa" dimessamente ed efficacemente, si ricorre perché, nel corso dell'anno, si serva Dio e i fratelli, nelle parrocchie, nei santuari, nelle rettorie, fino alle cappelle più piccole sparse nelle campagne e nelle valli.

Dalla Chiesa Cattedrale, Madre di tutte le chiese della Diocesi, scorre l'olio in abbondanza a consacrare, sostenere, guarire, consolare, rafforzare Sacerdoti e fedeli.

E' olio – profumato che rende belli, è olio – medicina che risana e guarisce, è olio – dorato che incorona, è olio – lucente che risplende e rende lampade viventi, è olio – crisma che scolpisce poveri abbozzi umani in artistica ripresentazione del Cristo Capo e Pastore.

Dalla Chiesa Cattedrale, in mille rigagnoli, o in boccette d'argento e cristallo, portate sul petto dei Parroci, quell'olio santo invade le chiese di tutta la Diocesi per donare gioia, infondere speranza e coraggio nel servizio di Dio e dei fratelli, per cantare esultanza, per aiutare tutti ad aprire scenari nuovi di trasfigurazione quanto il peccato ha sfigurato singoli e comunità.

Nella domenica delle Palme i rami d'ulivo sventolano in mille riflessi di verde e d'argento per salutare Gesù che entra in Gerusalemme tra i piccoli in festa. Quei rami fioriscono e portano frutto: bacchiati, donano bacche preziose che, pressate sotto la mola del dolore, lasciano fluire dalle piaghe l'olio biondo, orgoglio delle terre mediterranee.

Momenti molto forti sono due. Il primo, il Vescovo, con voce sicura, dice: "Carissimi presbiteri, la santa Chiesa celebra la memoria annuale del giorno in cui Cristo Signore comunicò agli Apostoli e a noi il Sacerdozio. Volete rinnovare le promesse ...".

La Cattedrale rimbomba del grido, al tempo stesso, forte e pacato del "Sì, lo voglio" dei Sacerdoti presenti. Tutti insieme eppure nessuno tenta di sopraffare l'altro, come nelle discussioni che seguono l'enunciazione di un tema agli incontri di clero. Si fondono le voci nel "NOI" del Presbiterio, come gli strumenti di un'orchestra in un accordo dove non distingui più gli archi dai fiati e tanto meno una viola dal violoncello.

Il secondo momento quando il Vescovo dice: "Volete essere fedeli dispensatori dei misteri di Dio per mezzo della Santa Eucaristia e delle altre azioni liturgiche, e adempiere il ministero della Parola di salvezza sull'esempio del Cristo, Capo e Pastore, lasciandovi guidare non da interessi umani, ma dall'amore verso i fratelli?". Nuovamente compatto si eleva il grido del Collegio dei Presbiteri, rimbalzato in alto fino alla cupola e poi rimandato in basso come un boomerang.

Don Luigi Di LellaTrivento, 18 aprile 2019

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