Domenica 23 Settembre | Commento al Vangelo

Catechesi di Avvento del Vescovo Claudio Palumbo

Su TLT Molise, durante questo periodo di Avvento, potrai seguire le catechesi del Vescovo Claudio ogni sabato sera alle 21.00, oppure in replica la domenica alle 14.30.

Commento al Vangelo

Domenica 23 Settembre

Liturgia: Sap 2, 12.17-20; Sal 53; Gc 3, 16-4, 3; Mc 9, 30-37 Gesù sta andando a Gerusalemme per vivere la sua Pasqua di morte e resurrezione. E’ la seconda volta che lo ha annunciato. E loro, i discepoli, cosa fanno? Discutono su chi sia il più grande tra di loro. La pasqua di Gesù è l’ultimo avvenimento nel tempo ma il primo nel valore per la vita. I discepoli non comprendono il rovesciamento dei valori operato da Gesù su quello che conta e quello che non serve; temono perfino di porre domande. Mentre i suoi sognano altre strade di onore e grandezza, Gesù cammina verso la massima umiliazione, quella della croce.

Gesù torna ad insegnare ponendo dinanzi ai discepoli il segno di un bambino. Lo abbraccia perché è segno suo; lui è il segno del Padre che lo ha mandato e il bambino è segno della tenerezza di Dio e dell’obbedienza filiale del suo unigenito. Obbediente fino ad essere crocifisso tra i malfattori. È un bambino piccolo, ma è segno di Lui che viene da Dio; e le parole che pronuncia («Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato») sono cariche di grande rivelazione. Il bambino posto in mezzo e abbracciato è allo stesso tempo immagine del Cristo, immagine del cristiano e immagine di Dio. Accogliere il bambino nel nome del Cristo è ricevere il mistero stesso di Dio.

Gesù dice di essere il figlio dell’uomo. Il Vangelo di oggi è un insegnamento forte sull’umanità del Figlio di Dio. Per questo la sua morte e la sua resurrezione, sono cose concrete, vere. E poi c’è quel colloquio in casa quando il Signore si ritrova coi suoi, in intimità. Li chiama e non li rimprovera, ma spiega loro il modo nuovo di essere primi: accogliere un piccolo è accogliere Lui e il Padre. I discepoli sanno già che seguire Gesù significa prendere la propria croce, ma hanno paura. Il loro non capire è un non voler capire. Quel bambino abbracciato e messo in mezzo è il segno del mistero di Dio che si consegna nelle mani dell’uomo.

Mons Angelo Sceppacerca23 settembre 2012
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