Domenica 10 Maggio | Commento al Vangelo

Catechesi di Avvento del Vescovo Claudio Palumbo

Su TLT Molise, durante questo periodo di Avvento, potrai seguire le catechesi del Vescovo Claudio ogni sabato sera alle 21.00, oppure in replica la domenica alle 14.30.

Commento al Vangelo

Domenica 10 Maggio

Liturgia: At 10, 25-27.34-35.44-48; Sal 97; 1Gv 4, 7-10; Gv 15, 9-17Domenica 10 Maggio Lo stesso amore di Dio! Gesù ha per noi lo stesso amore con il quale è amato dal Padre. La sola cosa che vale è rimanere in questo amore osservando i comandamenti, vivendo in essi e di essi, anche in questo somigliando a Gesù stesso. La nostra gioia è rimanere nel Signore. E’ un rapporto del tutto nuovo con Dio, quello portato e offerto da Gesù.

Il comandamento dell’amore reciproco (“amatevi gli uni gli altri”) non è solo orizzontale, perché riguarda anche il rapporto con il Signore (“come io vi ho amati”). Lui stesso è l’adempimento completo del comando, perché ha dato la vita, come un atto sacrificale di offerta per noi, suoi amici. L'amico non è meno del fratello, ma di più, se possibile, perché indica una predilezione all’interno della comune fraternità dei discepoli. E sono gli amici quelli che assumono e mettono in pratica il comandamento dell'amore.

C’è circolarità fra l’Amore di Dio e il rimanere in questo Amore attraverso l’osservanza dei comandamenti. Questi, però, nella loro molteplicità e varietà, si raccolgono nell'unico che Gesù chiama “suo”: “che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”. Ogni comandamento è via dell'amore. E il peccato è sempre esperienza di assenza o rinuncia all'Amore.

Invitandoci a vivere della pienezza della sua gioia, Gesù si presenta come colui che ne è pieno. Una vera sproporzione rispetto alla nostra condizione abituale, a causa dei nostri peccati. Per meritare e custodire il dono occorre, innanzitutto ricordare che esso è, appunto, un dono di Dio. Ognuno riceve il dono, qualunque sia la sua persona e la sua storia.

E’ il grande passaggio di Dio in mezzo all’umanità. La fede cristiana non è la salita religiosa dell’umanità verso Dio, ma l’abbassarsi del Dio d’Israele che nel Figlio Gesù scende nella nostra umanità, fino alla morte. Dio si è tutto dato – si è letteralmente messo nelle nostre mani – nella persona di Gesù. Dio è tra noi e in noi. Nel nostro vicendevole donarci la vita.Mons Angelo Sceppacerca10 maggio 2015
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