1 dicembre -I Domenica Avvento | Commento al Vangelo

Catechesi di Avvento del Vescovo Claudio Palumbo

Su TLT Molise, durante questo periodo di Avvento, potrai seguire le catechesi del Vescovo Claudio ogni sabato sera alle 21.00, oppure in replica la domenica alle 14.30.

Commento al Vangelo

1 dicembre -I Domenica Avvento

Liturgia: Is 2, 1-5; Sal 121; Rm 13, 11-14; Mt 24, 37-441 dicembre -I Domenica Avvento

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».

Non conoscere l'ora del ritorno del Signore può provocare paura, ma è il solo modo per vivere il presente. Il cuore trova pace perché sa che è il Padre a "prendere" o "lasciare" e Lui solo sa vedere nel segreto, nel fondo della vita. A noi tocca star pronti, come quelli che erano stati invitati al pranzo di nozze, o come quelle dieci vergini che attendevano lo sposo.

Non conosciamo l'ora, ma sappiamo che il Signore verrà, anzi viene, per questo stiamo vigili, in attesa. La veglia addirittura rende presente il Signore nel desiderio quotidiano, anche se la pienezza è in un tempo futuro.

Sappiamo che Noè è entrato nell'arca prima del diluvio (mentre tutti se la godevano lui, per fede, costruiva un'immensa barca all'asciutto!) e si è salvato; sappiamo che Cristo è venuto e che il suo sacrificio ha cambiato la storia. Perciò viviamo come se fosse presente - ma lui è già presente - nella pace e nella quiete vigile che è la carità.

Gesù si paragona a un ladro che viene nella notte e a un padrone di casa che non sorveglia. Tutta la vita è tensione a quell'ora. La vigilanza è vivere ogni frammento di vita come fosse prezioso, il solo a disposizione. Quando a santa Teresina morente fu chiesto se non aveva paura del ladro che stava per giungere, ella rispose che lo aspettava con desiderio.

L'Avvento è certo. E ora sappiamo anche quando: in ogni frammento di tempo.

"Gesù,
fammi parlare sempre
come fosse l'ultima
parola che dico.
Fammi agire sempre
come fosse l'ultima
azione che faccio.
Fammi soffrire sempre
come fosse l'ultima
sofferenza che ho da offrirti.
Fammi pregare sempre
come fosse l'ultima
possibilità,
che ho qui in terra,
di colloquiare con Te". (Chiara Lubich)

Mons Angelo Sceppacerca1 dicembre 2019
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