12 gennaio - Battesimo del Signore | Commento al Vangelo

Catechesi di Avvento del Vescovo Claudio Palumbo

Su TLT Molise, durante questo periodo di Avvento, potrai seguire le catechesi del Vescovo Claudio ogni sabato sera alle 21.00, oppure in replica la domenica alle 14.30.

Commento al Vangelo

12 gennaio - Battesimo del Signore

Liturgia: Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17: Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui12 gennaio - Battesimo del Signore

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Il tempo liturgico di Natale si chiude con la festa del Battesimo del Signore. In realtà, nella vicenda storica di Gesù di Nazareth, il tempo intercorso tra la sua nascita e il battesimo nelle acque del Giordano, ad opera di Giovanni il Battista, è di circa 30 anni. Di questo lungo periodo poco dicono i Vangeli, poco la tradizione. E' col Battesimo che inizia la "vita pubblica" di Gesù, l'intenso periodo che lo vedrà per le strade di Palestina annunciare, guarire, proclamare, liberare… fino all'evento di pasqua, avvenuto presumibilmente nella notte tra l'8 e il 9 aprile dell'anno 30.

Il battesimo al Giordano, dunque, è importante nella vicenda del Nazareno e va compreso alla luce dello Spirito. Anche il battesimo, come la nascita e la prima manifestazione ai magi venuti da lontano, è nel segno dell'umiliazione, dell'abbassamento; della kenosi come dicono i teologi. Giovanni amministrava un battesimo di penitenza, invitava tutto il popolo a prepararsi alla venuta ormai imminente del Messia, del Salvatore. Sulle rive del Giordano, dinanzi a Giovanni - uomo scarnificato da una impressionante vita da asceta e profeta grande che ripeteva come tuono le parole di verità -, si presentavano file di uomini e donne peccatori e penitenti che, anche ad alta voce, invocavano da Dio il perdono e la salvezza. Gesù si mette in fila con loro e Giovanni sbalordisce nel vederselo davanti: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?". Da Gesù quasi nessuna spiegazione: "Lascia fare per ora".

Solo dopo il battesimo, che ha visto Gesù farsi uno di noi, abbassato fino a terra, il cielo – che fu chiuso dalla disobbedienza del primo uomo che aveva chiuso il suo cuore alla voce di Dio – si riapre. E lo Spirito scende. E la voce del Padre indica Gesù come "il Figlio mio prediletto". Come all'origine del mondo, come ad ogni creazione, Dio torna a parlare e il cielo ad aprirsi. E tutto converge su quell'uomo, in fila con gli altri uomini, che è il Figlio di Dio, il Messia, il Salvatore di ogni uomo e di tutto l'uomo. Si comprende, ora, perché la vita di Gesù, proprio dal battesimo, diviene "pubblica": perché ora il discepolo credente sa che Egli è "il Figlio prediletto" e che nelle sue opere e nelle sue parole ci sono le parole e le azioni di Dio stesso, con la forza dello Spirito.

Forse mai come in questi giorni i desideri di ogni profeta e di ogni uomo di buona volontà sono racchiusi nel grido di Isaia: "Oh, se tu squarciassi i cieli e scendessi!". In Gesù Dio ha risposto, è sceso come Spirito santo. Spirito significa "vita"; santo significa "di Dio". A noi è data la stessa vita di Dio e il mondo attende, in ogni luogo e in ogni volto, che questa vita nuova si manifesti. Il mondo attende uomini e donne che vivono in terra, ma col "cielo aperto" sopra di loro.

Mons Angelo Sceppacerca12 gennaio 2020
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