Domenica 17 ottobre | Commento al Vangelo

Catechesi di Avvento del Vescovo Claudio Palumbo

Su TLT Molise, durante questo periodo di Avvento, potrai seguire le catechesi del Vescovo Claudio ogni sabato sera alle 21.00, oppure in replica la domenica alle 14.30.

Commento al Vangelo

Domenica 17 ottobre

Liturgia: Is 53, 10-11; Sal 32, Eb 4, 14-16; Mc 10, 35-45Domenica 17 ottobre

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Una di fronte all'altra: la logica di vita di Gesù e quella del mondo. Per la terza volta il Signore annuncia la sua Passione ai discepoli e questi ancora non capiscono, pensano ad altro. Più si fa conoscere nel profondo, più cresce attorno indifferenza e ostilità. Pietro lo aveva professato "Cristo, figlio di Dio", ma non accettano il suo modo di esserlo senza gloria e potenza, tutto mitezza e umiltà; un servo consapevolmente incamminato verso la morte!

Giacomo e Giovanni fanno confusione fra la signoria di Cristo e il potere secondo il mondo; invece si oppongono totalmente. Gesù lo chiarisce: l'ordine di valori del regno è capovolto rispetto a quello del mondo. Giacomo e Giovanni dovrebbero star dietro, invece si fanno avanti avanzando la pretesa di un'autoaffermazione che pensano legittima e che invece è tutta secondo la logica del mondo. Gesù fa da maestro e li riporta sulla strada dei discepoli, la cui vera grandezza è fatta bevendo il calice e ricevendo lo stesso battesimo. Il posto è sempre quello: dietro di lui fino in fondo. La grandezza del cristiano porta in alto, ma non troppo: giusto a misura di quel piccolo colle dove piantarono il patibolo per farne spettacolo di umiliazione e invece innalzarono la salvezza per tutti quelli che sono stati morsi dal serpente antico.

Gli altri del gruppo si indignano perché si sentono scavalcati da Giacomo e Giovanni. E Gesù allora "li chiamò a sé" per spiegare la truffa nascosta sotto la tentazione del potere. E mostra loro il comportamento dei "capi delle nazioni" e dei "grandi" che spadroneggiano e dominano con potere. "Tra voi non sia così!". È detto a loro, a noi, ai discepoli di ogni tempo. La logica è quella della strada già battuta da Gesù e raccontata nell'ultimo verso: "Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti".

"Santa Madre del Signore, il tuo Figlio, ha detto ai suoi discepoli: ?Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore'. Tu, nell'ora decisiva della tua vita hai detto: ?Eccomi, sono la serva del Signore' e hai vissuto tutta la tua esistenza come servizio. Questo Tu continui a fare lungo i secoli della storia. Il tuo potere è la bontà. Il tuo potere è il servire. Insegna a noi a vivere in questo modo la nostra responsabilità. Aiutaci a trovare la forza per la riconciliazione e per il perdono. Aiutaci a diventare pazienti ed umili, ma anche liberi e coraggiosi, come lo sei stata Tu nell'ora della Croce". (Benedetto XVI)

Mons Angelo Sceppacerca17 ottobre 2021
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