Il saluto del nuovo Vescovo Domenico Scotti | News

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Il saluto del nuovo Vescovo Domenico Scotti

Carissimi fratelli nel sacerdozio.
Carissimi fratelli e sorelle nel Battesimo della diocesi di Trivento.
Nel giorno in cu viene notificata la mia designazione, da parte del santo Padre a vostro Vescovo, il mio pensiero corre a voi tutti salutandovi con pastorale affetto e invocando su ciascuno di voi la grazia e la pace di Dio nostro Padre e del Signore nostro Gesù Cristo.
La trepidazione con cui mi accingo a venire tra voi con la responsabilità di pastore e padre delle vostre anime, sarà certamente mitigata dalla vostra benevola accoglienza, comprensione e soprattutto dal sostegno della preghiera di essere degno della vocazione di Dio.

Il mio saluto più affettuoso va particolarmente ai carissimi sacerdoti che condividono con il vescovo l'onore e l'onere del triplice ministero di evangelizzare, santificare e guidare il popolo di Dio affidato alle nostre cure pastorali. Sono a conoscenza nonché ammirato e confortato dal vostro zelo e dalla vostra unione fraterna che, particolarmente ispirata al magistero del Vaticano II, ha prodotto frutti consolanti per l'intera comunità diocesana. Il merito preminente è ascrivibile certamente al mio predecessore S.E. Mons. Antonio Santucci che nei venti anni del suo ministero pastorale ha dedicato tutte le sue energie per la crescita spirituale, morale e sociale della comunità diocesana. A lui il mio affettuoso fraterno saluto, il mio grazie, il mio pensiero augurale sapendo di poter contare sulla sua amicizia e i suoi consigli.

Voglio ora confidarvi che quando sono stato convocato dal Nunzio in Italia S.E. Mons. Paolo Romeo, che ringrazio per la sua amabile attenzione alla mia persona, per essere informato della mia nomina a Vescovo, dopo il naturale smarrimento e timore per la mia inadeguatezza al compito, ho trovato conforto nelle parole che proprio in quel giorno facevano parte dell'ufficio delle letture del breviario: "So che il vostro vescovo � scrive sant'Ignazio di Antiochia ai cristiani di Filadelfia � non ha ottenuto né da se stesso né dagli uomini il ministero che esercita a servizio della comunità, né per propria ambizione, ma gli è stato affidato dall'amore di Dio Padre e del Signore Gesù Cristo".

Richiamo tanto più volentieri queste parole perché la mia nomina viene pubblicata nel giorno in cui la liturgia della Chiesa fa memoria di sant'Ignazio di Antiochia. Penso di potervi umilmente dire che la certezza di questa affermazione ignaziana mi ha portato a svolgere serenamente i compiti pastorali affidatimi durante gli anni del mio ministero sacerdotale sia nelle indimenticabili Comunità parrocchiali che nei Seminari.

Ora vengo a voi con la stessa certezza e gli stessi sentimenti. Mi faccio carico di conoscere la realtà diocesana in tutte le sue espressioni per poter dedicare le mie forze, coadiuvate dalle vostre, a rendere sempre più luminoso il volto della Chiesa Triventina, sposa di Cristo.

L'Eucarestia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa, anche dietro l'impulso dell'anno dell'Eucarestia che sta per concludersi e del Sinodo che è in corso, sarà in cima al nostro comune impegno perché la nostra Chiesa diocesana di essa nutrendosi e per essa vivendo trovi gli stimoli per ogni sua attività missionaria.

Un saluto affettuoso, carico di speranza, rivolgo ai ragazzi ed ai giovani della Comunità diocesana. Un pensiero e una parola di conforto ai malati ed ai sofferenti confidando nell'offerta delle loro pene al Signore per la fecondità del nostro ministero.

Affido il mio ministero alla regina degli Apostoli che so venerata in diocesi con il titolo di Madonna di Canneto ed a San Casto primo vescovo della nostra diocesi.

Unitevi a me nell'elevare un pensiero di devota gratitudine al santo Padre Benedetto XVI per questo segno di attenzione alla nostra diocesi ricambiandolo con una diuturna preghiera per il Suo ministero di successore di Pietro.

A tutti l'effusione della mia benedizione.
Mons. Domenico Scotti

Chieti (CH), 17 ottobre 2005

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