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La comunicazione di Mons. Santucci alla Diocesi di Trivento

La comunicazione di Mons. Santucci alla Diocesi di TriventoCarissimi, oggi il Santo Padre ha accolto le mie dimissioni dal servizio pastorale in questa diletta Diocesi. Queste mie dimissioni, come già sapete, furono da me presentate il 30 ottobre 2003, al compimento del 75� anno d'età a norma del canone 401 del codice di diritto canonico.

Il signore ha voluto che rimanessi in servizio tra voi ancora due anni, durante i quali ogni giorno per me è stato come se fosse il primo e l'ultimo nello stesso tempo. Ora è giunto l'ultimo giorno: sia benedetto il Signore.

Ringrazio la divina Provvidenza che ci ha donato il nuovo Pastore, nell'amabile persona di Sua Eccellenza Reverendissima, Monsignor Domenico Scotti, vicario generale dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, conosciuto per il suo zelo, la sua umiltà, la sua fede ardente, sono certo che farà molto meglio di me e sarà vera immagine di Gesù, Buon Pastore. Da tempo ho deciso di passare gli anni che il signore vorrà ancora donarmi su questa terra a San Giovanni Rotondo, presso la tomba di San Pio da Pietralcina, accolto dalla comunità dei Padri Cappuccini, che ringrazio di cuore. Avrò così modo di dedicarmi con più calma alla preghiera e, finché avrò forza, di dedicarmi al ministero del Sacramento della Riconciliazione.

In questi 20 anni, pur nella mia pochezza, ho dato tutto me stesso nell'impegno di costruire una comunità diocesana dalla fede matura. Ringrazio voi, carissimi sacerdoti, religiosi, religiose, e voi tutti laici impegnati, che avete profuso le vostre energie per collaborare e supplire alle mie manchevolezze. Divenuto cittadino di questa terra, ho denunciato, in ogni occasione, l'abbandono e il degrado in cui essa è lasciata. Con fermezza ho difeso i diritti della chiesa contro i soprusi. Ho difeso con fermezza la sopravvivenza di questa diletta Diocesi.

Dal primo istante della nomina annunciata l'8 maggio 1985, proprio nell'ora in cui in tutte le chiese si elevava la supplica alla Regina del Rosario, la Madre celeste, con premurosa tenerezza mi venne in soccorso e mi fece balenare nella mente il programma dell'Apostolo: " Caritas Christi urget nos". Fu lei, la Madonna del Sorriso, ad accogliermi nel bel santuario di Canneto e a darmi coraggio appena misi i piedi in questa Diocesi il 27 luglio dello stesso anno.

Una persona a cui non solo io, ma l'intera Diocesi deve serbare eterna gratitudine è la signora Domenica Scappaticci.Su pressante invito dell'allora vescovo di Avezzano, mons. Biagio Terrinoni, ha lasciato tutto per essere, per venti anni, più che mamma per me e vigile custode dell'Episcopio, tenuto sempre con crescente decoro. Tutto questo gratuitamente, per puro amore verso Dio e verso la santa Chiesa, pur in mezzo a sofferenze ed incomprensioni.

Dinanzi a tanta benevolenza divina, chiedo perdono al signore per la mia poca generosità nel servizio e per non aver corrisposto all'abbondanza delle sue grazie. In particolare chiedo perdono se non sempre sono stato di buon esempio, ostacolando l'opera della grazia per la vostra santificazione.

Prepariamoci ora ad accogliere il nuovo Pastore. Rimarrò qui fino al giorno in cui con gioia potrò consegnare a lui il Pastorale. Poi, fidando nella Divina Misericordia, con lo sguardo proteso al futuro, mi dirigerò verso la nuova missione.

Vi porterò tutti nel cuore. Vi benedico. Il vostro vecchio Vescovo, Antonio Santucci. Trivento (CB), 17 ottobre 2005

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