Ottobre Missionario - CARITÀ E OFFERTA (Quarta Settimana) | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Ottobre Missionario - CARITÀ E OFFERTA (Quarta Settimana)

Ottobre Missionario - SACRIFICIO E IMPEGNO (Seconda Settimana) Domenica 22 ottobre – XXIXa del tempo ordinario – GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA: DIO AMORE SORGENTE DELLA MISSIONE

CARITÀ E OFFERTA
CHI VUOL ESSERE IL PRIMO TRA VOI SARÀ IL SERVO DI TUTTI. IL FIGLIO DELL’UOMO È VENUTO PER LA PROPRIA VITA IN RISCATTO PER MOLTI

SIGNIFICATO DELLA SETTIMANA
Carità e offerta non sono semplicemente elemosina. Il gesto della condivisione è atteggiamento credente, fraterno, solidale. Se il crudo bisogno, la fame, la ricerca di lavoro e di casa, umiliano e gettano a terra chi li soffre, il gesto della carità solleva e ridona dignità. Un amorevole atto di solidarietà e condivisione aiuta a ricominciare, a non disperare, ad avere fiducia. Questa è la settimana in cui vogliamo essere particolarmente generosi, vicini, prossimi; condividendo quello che abbiamo e scegliendo di donare non in base a quanto “ci avanza”, ma sul metro di quanto “occorre”. Anche a noi “occorre” condividere per corrispondere alla nostra vocazione di cristiani e per partecipare alla sollecitudine universale della Chiesa, manifestata nella sua missione alle genti.

Atto penitenziale
Celebrante Signore, tu ci hai amato senza misura. Sei Tu stesso il dono del Padre. Tutta la tua vita è stata la manifestazione dell’amore e della condivisione. Perdona le nostre incoerenze e sostieni i nostri propositi. Abbi pietà di noi. Signore, pietà!
Tutti Signore, pietà!
Celebrante Cristo, Tu che ti sei fatto crocifiggere per amore, insegnaci la signoria della croce e aiutaci ad essere generosi fino al dono di noi stessi. Abbi pietà di noi. Cristo, pietà!
Tutti Cristo, pietà!
Celebrante Signore, Tu che apprezzi l’obolo della vedova e prometti la ricompensa anche per un solo bicchiere d’acqua, perdona i nostri egoismi e convinci i nostri cuori che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Abbi pietà di noi. Signore, pietà!
Tutti Signore, pietà!

Lectio divina
Vangelo: Marco 10, 35-45
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?”. Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”. Gesù disse loro: “Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?”. Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato”.
All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.

COMMENTO
Due logiche di vita a confronto: quella di Gesù e quella del mondo. L’episodio segue il terzo annuncio della Passione e anche qui i discepoli mostrano di non comprendere. Man mano che Gesù rivela la sua identità, crescono attorno a Lui e fra i suoi incomprensione e ostilità. Eppure i discepoli hanno assistito alla professione di fede di Pietro (Mc 8,29), hanno riconosciuto in Gesù il Cristo, il Figlio di Dio, tuttavia non riescono ad accettare il Suo modo di essere Messia mite e umile, servo che dà la vita. Nel dialogo fra Gesù e Giacomo e Giovanni la confusione fra la gloria di Cristo e il potere secondo il mondo si risolve in un’opposizione radicale. Giacomo e Giovanni, che non l’hanno ancora capito, si avvicinano a Gesù non con lo stile di chi lo segue, mettendosi dietro, ma con l’atteggiamento di chi avanza pretese, mettendosi davanti a Gesù. Gesù cambia orizzonte: aver parte alla gloria di Gesù significa seguirlo fino in fondo. La grandezza consiste nel dare la vita e nel partecipare al Suo destino di morte e risurrezione, “per partecipare anche alla sua gloria” (Rm 8,17), quella della croce. Il cuore del racconto è nel versetto finale: “Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”.

ATTUALITÀ
Non si scampa dalla scelta fra la logica del servizio e quella del potere. Senza la prima, la passione e morte del Maestro restano incomprensibili; con la seconda non c’è salvezza. Giacomo e Giovanni sono testimoni privilegiati di alcuni episodi-chiave della vicenda di Gesù: la resurrezione della figlia di Giairo, la trasfigurazione, il discorso sulle “cose ultime” sul monte degli Ulivi, l’agonia nell’orto. Eppure anche loro non sfuggono alla tentazione di “misurarsi” con gli altri apostoli e di chiedere posti di preminenza. Gesù ammaestra: fra voi non deve essere così. E per ben quattro volte, in soli tre versetti, indica e propone la figura del servo, la Sua figura di Servo obbediente fino alla morte.
A differenza degli apostoli noi, oggi, abbiamo la riprova e l’esempio di tanti discepoli del Signore che, in questi duemila anni di cristianesimo, hanno vissuto la sequela evangelica. Proprio in questa domenica della Giornata Missionaria Mondiale, tre anni fa, venne beatificata – nel senso del raggiungimento di quella gloria cui aspiravano i figli di Zebedeo – Madre Teresa, l’angelo di Calcutta. Dinanzi a lei è più facile comprendere l’insegnamento del Signore, il farsi servi di tutti, sempre, con gioia.

PER LA MISSIONE
In questa domenica si celebra anche la Giornata Missionaria Mondiale. E’ la giornata della carità, di quella più grande perché si dona il vangelo, che è Gesù, il servo di tutti. E’ questo il senso profondo del tema-slogan di questa Giornata: DIO AMORE SORGENTE DELLA MISSIONE. La carità cammina come i cerchi concentrici in un lago: di dono in dono. Se siamo aperti all’Amore la carità prende corpo e casa in noi e comincia a dilatarsi fino agli ultimi confini. Gli spazi preferiti dalla carità sono le frontiere: quella del cuore dell’uomo e quella degli estremi confini della terra. La carità si decide, infatti, nel segreto del cuore, ma raggiunge tutti gli uomini e i popoli della terra. Chiede di aprire la vita a popoli e culture diverse, ma inizia a fiorire quando apriamo la porta della nostra casa a tutti quelli che si affacciano sempre nuovi alla nostra vita. La Giornata Missionaria è uno dei cerchi concentrici attraverso cui si dilata la carità. Possa la carità, in questa Giornata, attraversare tutte le frontiere del cuore dell’uomo, della Chiesa, dei confini del mondo e farne una casa per tutti i popoli.

Preghiera dei fedeli
1 Per i missionari, uomini e donne. Per i sacerdoti, i religiosi, le persone consacrate, i laici, i volontari. Perché vivano in rendimento di grazie e nella gioia il loro ministero per una scelta che li rende simili a Cristo. Preghiamo.
2 Per tutti i missionari italiani sparsi nel mondo. Perché sentano la nostra vicinanza nella preghiera, nell’aiuto concreto, nell’amicizia e nella condivisione. Preghiamo.
3 Per la nostra comunità parrocchiale. Perché sia luogo e casa in cui si vive un’esperienza forte della fede, della preghiera, dell’apertura universale. Perché sia feconda di missione e di dialogo col mondo. Preghiamo.

Proposta di gesti concreti da vivere nella settimana
1 In questa domenica della Giornata Missionaria Mondiale, tutte le offerte raccolte in Chiesa saranno destinate al fondo internazionale di solidarietà delle Pontificie Opere Missionarie. Facciamoci confluire anche i risparmi e i salvadanai di questo mese. E forse, alla fine, potremo ancora aggiungere qualcosa.
2 In questa settimana ci impegniamo a recitare ogni giorno una preghiera per tutti i missionari sparsi nel mondo. Spiritualmente ci sentiremo uniti a ciascuno e per ognuno offriremo anche qualche sacrificio personale.
3 E’ importante far conoscere l’attività missionaria della Chiesa. In questa settimana ci impegneremo – utilizzando soprattutto il materiale delle Pontificie Opere – a darne informazione, anche negli spazi fuori dalla Parrocchia. E a quanti si mostrano più interessati, faremo la proposta di gesti e iniziative concrete, compresa l’adesione alle Opere Missionarie.

20 ottobre 2006

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