La disarmante semplicità della cenere può spegnere la vacuità dei variopinti coriandoli! | Diocesi di Trivento

Riflessioni

La disarmante semplicità della cenere può spegnere la vacuità dei variopinti coriandoli!

Ma scusa, pure tu ce l’hai con il carnevale?

Contro quello dei bambini proprio per niente, anzi esso mi fa tanta tenerezza. Resto un po’ perplesso davanti a quello dei grandi. E sono sì, veramente, indignato verso coloro che, in rispetto di un inesistente e tutto laico “san carnevale”, portano devotamente la maschera durante tutto il corso dell’anno e, nonostante tutto, vorrebbero essere applauditi e riveriti dalla gente. Mi verrebbe da ironizzare, come fece un cronista che così descrisse, lapidariamente, una festa del vino a Frascati, la prima domenica di ottobre: “come è stata bella la città di Frascati, tutta piena di turisti durante il giorno e come è stato più bello ancora vedere, la sera, i turisti tutti pieni di ‘frascati’ boccheggiare ebri, distesi ad ogni angolo di strada”.

Dopo aver gioito di cuore per il sorriso sincero, pieno di stupore, nascosto dietro le simpatiche maschere degli innocenti bambini, incrociando per caso un chiassoso e scatenato corteo, quanti di noi hanno dovuto a fatica sopportare le tante sguaiate abbuffate di maschere trasgressive e scuotersi, poi, di dosso i fastidiosi e appiccicosi, seppur variopinti, coriandoli?

Il suono lento e solenne del campanone della cattedrale, a mezzanotte, ha spento poi, finalmente, le luci artificiali dei fuochi fatui dell’ultima notte del carnevale, bagliori che inutilmente avevano tentato di illuminare l’oscurità con i loro fuggevoli guizzi e i tipici lampi di un baleno.

Poi è iniziata la Quaresima e la Chiesa ci invita alla riflessione, al digiuno, alla penitenza, alla preghiera, al silenzio, alle opere di carità. Perché?

Ancora quaranta giorni e poi brillerà per tutti la vera luce della Pasqua, quella di Cristo risorto. Ecco perché noi cristiani non temiamo di poter essere suggestionati dalle pazzie del mondo nella notte di carnevale. Per noi Cristo è venuto nel mondo come “la luce vera, quella che illumina ogni uomo”.... Ecco perché io voglio credere che queste luci che si sono spente dicano tutta l’ansia dell’uomo a una luce che non si spegne mai! Peccato che ancora oggi ci sia chi continui spavaldamente a vantarsi di preferire le tenebre e il peccato, come duemila anni fa, allorquando le tenebre non accolsero il Verbo di Dio. E, ciò nonostante, la luce del Suo messaggio e della Sua grazia continua “a illuminare ogni uomo”. Ecco tutto qui il valore e l’importanza, per ciascuno di noi, del saper tacere e pensare: non per dimenticare che gli anni passano velocemente, ma per ricordarmi anche io che il tempo e tutta la mia vita sono nelle mani di Dio. E, anche se affiorano ormai le prime rughe e mi imbarazzano tanto i capelli sempre più bianchi, non deve agitarmi più di tanto il pensiero che adesso sono più vicino al traguardo.

Posso pur farmi contagiare dalla gioia degli altri, ma nello stesso tempo la Parola di Dio saprà insegnarmi altresì ad avere paura della allegria superficiale, ad aver paura del riso squillante, ad aver paura del ritmo e del rumore ascoltati solo per non sentire niente e per non pensare a nessuno. Nel silenzio, essa mi aiuterà a ripensare alle storie devastanti di guerre vicine e lontane, di tangenti pesanti, di disoccupazione dilagante, di complotti segreti, di immani e nascoste sofferenze …

Ma nello stesso tempo essa mi inviterà a riscoprire e conoscere tutte quelle meravigliose pagine di nascosta bontà che sono scritte nel segreto del cuore di ciascun uomo, dietro il dolce sorriso di ciascuna donna e si trovano alla radice dei sacrifici di ciascuno di noi.

In tempo di Quaresima c’è per ogni persona un buon motivo per cantare e ringraziare il Signore, c’è tanta valida ragione per riflettere e gioire, senza dimenticare mai, però, quanti, nascosti in mezzo alla folla dei poveri, dei peccatori e degli emarginati, piangono solitari, in silenzio e da noi si aspettano un gesto, concreto e discreto, di cristiana solidarietà.

don Mimì Faziolidi don Mimì FazioliTrivento (CB), 7 febbraio 2008

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