Va dove ti porta ... la rivoluzione | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Va dove ti porta ... la rivoluzione

Va dove ti porta ... la rivoluzioneOggi, 14 luglio, cade la ricorrenza della rivoluzione francese, è per il mondo moderno l’esaltazione di “liberté, égalité, fraternité”. Questo, infatti,è il motto pubblicitario della rivoluzione francese e da questa straordinaria esperienza politica, volenti o nolenti, derivano tutti i regimi democratici.

Libertà, uguaglianza, fraternità: mai queste parole hanno significato meno e sono state messe meno in pratica che durante la Rivoluzione francese. Le libertà individuali furono limitate e conculcate quando non apertamente violate e disprezzate; le libertà locali, corporative e religiose furono soppresse. La rivoluzione francese fu sì anzitutto un radicale sconvolgimento dell’assetto della società, ma anche il trionfo della riduzione della religione alla sfera strettamente privata. E così dopo di essa il mondo entrò nell’epoca delle ideologie e dei totalitarismi.

Mi chiedo più semplicemente: oggi, dopo più di due secoli dal proclama di libertà, uguaglianza e fraternità siamo veramente tutti liberi, siamo tutti uguali e siamo tutti fratelli? Per rendercene conto proviamo un po’ a confrontare il valore della pensione di chi è stato, anche se per breve tempo, un pubblico amministratore con quella di un contadino o di un operaio, che ha lavorato sodo durante i canonici quaranta anni. E che ritroviamo? Non solo disuguaglianza esponenziale, ma vera e propria rapina ed ingiustizia, il tutto però regolarmente legalizzato!

Si dice poi che, purificandola dagli eccessi del “periodo del terrore”, la rivoluzione francese, come frutto dell’illuminismo, è causa della diffusione del culto della ragione, della scienza e del progresso. Si è tutto vero, ma sarebbe bene ascoltare anche il papa Benedetto XVI che, in una recente enciclica, avverte che pensare che l'uomo possa redimersi solo grazie alla scienza è un grave errore, significa "chiedere troppo" alla scienza stessa. “La scienza può contribuire molto all'umanizzazione del mondo” ma “può anche distruggere l'uomo e il mondo, se non viene orientata da forze che si trovano al di fuori di essa”.

Non è dunque la scienza che redime, perché l'uomo viene redento attraverso l'amore.

14 luglio1789: trionfo della rivoluzione che ha portato alla evoluzione progressiva della società o non piuttosto affermazione verbale di un falso trionfo, dietro il quale si cela una drammatica trasformazione involutiva dell’umanità? In altre parole si celebra un trionfo sponsale che genera il successo della libertà sulla tirannia o si assiste ad un pomposo funerale dell’inizio della fine della spiritualità, della moralità e della coscienza morale?

Ci sono al contrario ben altre rivoluzioni che noi cristiani dovremmo celebrare e testimoniare.

Faccio un solo esempio. Proprio oggi la Chiesa ricorda San Camillo De Lellis, il “gigante buono abruzzese” che, convertitosi alla regola francescana, dopo una vita giovanile gaudente e spensierata, rivoluzionò le regole dell’assistenza sanitaria. I malati fino ad allora negli ospedali erano “accuditi”, per così dire, da semplici carcerati che si muovevano tra le corsie con le catene ai piedi: immaginate voi quanta “cura professionale” potessero prestare sia con il loro incedere affatto silenzioso e discreto, sia con la loro innata delicata accortezza? Proprio per questo lui, san Camillo fondò un ordine religioso con l’intento di preparare e formare persone che potessero dedicarsi all’assistenza dei malati con lo spirito di una vera e propria missione e di una vocazione di vita.

Nasce così l'ordine religioso dei Camilliani: rivoluzione silenziosa, ma immensamente più utile e proficua per noi comuni mortali e malati.

Don Mimì Fazioli

di don Mimì FazioliTrivento (CB), 14 luglio 2008

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