Quarta settimana - Via Crucis della Carità | Diocesi di Trivento

Editoriale

Quarta settimana - Via Crucis della Carità

“Se non avessi la carità, niente mi giova”

Ripercorriamo con Gesù il cammino della Via Crucis, lasciandoci guidare dalla lettura di uno dei brani più celebri e ispirati delle lettere di san Paolo: l’inno alla carità. Solo l’amore che Dio ci ha mostrato con il sacrificio di suo Figlio può dare senso alla nostra vita, al nostro impegno, alla sofferenza che proviamo.

I STAZIONE
Gesù condannato a morte

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

La carità non tiene conto del male ricevuto.

Si compie un’ingiustizia: Pilato non trova in Gesù nessuna colpa, ma lo condanna a morte per timore della reazione dei giudei. Gesù non prova a difendersi dalle accuse infondate, non si interessa della sua sorte. Si preoccupa invece di offrire testimonianza della Verità. Il suo messaggio non viene compreso dal governatore romano, ma la sua morte e resurrezione getteranno il seme per una sua diffusione in ogni parte del mondo. L’accettazione silenziosa di un’ingiustizia subita per il bene altrui è la prima grande azione missionaria.

Per avere sempre la forza di offrire le ingiustizie subite per la salvezza del mondo: Padre nostro.

Preghiamo.

Signore, condannato a morte senza colpa, insegnaci come tu hai fatto, a denunciare con coraggio ogni ingiustizia, rinunciando alla violenza e senza avere in odio coloro che ci offendono, ci calunniano, ci accusano.

II STAZIONE
Gesù riceve la croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

La carità tutto sopporta.

Gesù riceve la croce. Uno strumento di morte, che diventerà il simbolo della fede per tutti i suoi discepoli, dai primi apostoli fino ai nostri giorni. La crocifissione, un marchio di infamia, si trasforma in strumento di salvezza. Gesù non attua questo capovolgimento dei valori comuni con un prodigio, ma assumendo su di sé tutto il peso della fragilità della condizione umana. Un Dio che rinuncia a far uso della sua onnipotenza, per mostrarci che l’unica cosa che conta davvero è il suo amore per noi. Il cristiano non conquista il mondo con la forza, ma con l’amore con cui porta la propria e l’altrui croce.

Perché impariamo a sentire sulle nostre spalle il peso delle sofferenze di tutto il mondo: Ave Maria.

Preghiamo.

Signore, che per noi hai sopportato l’umiliazione della croce, rendici capaci di scoprire nell’amore che ci hai donato, il bene più prezioso che supera e dà senso a tutte le sofferenze della vita.

III STAZIONE
Gesù cade sotto la croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

Il peso della sofferenza fisica e spirituale porta Gesù allo stremo delle forze, quasi a soccombere. E’ finito il tempo in cui aveva predicato e convertito alla fede centinaia di discepoli. Sulla via del Calvario, non ci sono più parole. Quando, prima di morire, grida al cielo “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”, la folla non comprende nemmeno quello che dice. Con il suo sacrificio, Gesù lascia che a parlare sia la sua testimonianza di vita, che la morte in croce rende pienamente convincente. Perchè le parole lascino sempre più spazio alla testimonianza della vita: Padre nostro. Preghiamo.

Signore, tu ci hai salvato perché le tue parole si sono trasformate in gesti d’amore. Nutrici ogni giorno con il tuo Vangelo e aiutaci a metterlo in pratica, perché la nostra vita sia una continua testimonianza di fede.

IV STAZIONE
Gesù incontra sua Madre

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato.

Maria ha cresciuto amorevolmente Gesù per molti anni. Ora ha di fronte un uomo, che ha scelto una strada difficile, ha abbandonato le sicurezze di una vita tranquilla e va incontro alla morte più crudele. Suo figlio, il Figlio di Dio, condannato alla crocifissione: un dolore indescrivibile. Maria soffre come madre, ma mai ostacola le decisioni di suo figlio, che va incontro alla sua missione. Forse, in quel breve incontro sulla strada del Calvario, avrà pensato che fu proprio lei ad aver dato inizio alla missione di Gesù, a Cana. Molte madri nel mondo, a causa della povertà, assistono impotenti alla partenza dei propri figli che forse non vedranno mai più nella vita.

Per la sofferenza delle mamme di tutto il mondo:
Ave Maria. Preghiamo.
Signore, il tuo amore renda salde le nostre famiglie e ne sostenga la crescita spirituale. Alle mamme dona la gioia di vedere realizzata la vocazione dei propri figli e a coloro che saranno chiamate ad assisterli sul letto di morte, dona pace e conforto.
V STAZIONE
Gesù aiutato dal Cireneo

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

La carità non cerca il suo interesse, non si adira.

Della vita di Simone di Cirene non sappiamo nulla, a parte il nome. Di ritorno dalla campagna, fu costretto dai soldati romani a prendersi carico della croce di Cristo, ormai stremato. L’amore di Dio non cerca la fama, è privo di orgoglio: è un sentimento puro, che porta a occuparsi solo del bene del prossimo, senza calcoli né aspettative, con un autentico spirito missionario. Quanto la nostra solidarietà con situazioni di estrema povertà nel mondo è frutto di uno stile di vita che la renda espressione di vero e disinteressato amore?

Per una solidarietà totale verso tutti i poveri della terra: Padre nostro. Preghiamo.

Signore, fa’ che, contemplando la grandezza del tuo amore mentre sali al Calvario, percepiamo il valore secondario dei nostri interessi personali e, messo da parte l’egoismo, rivolgiamo lo sguardo ai nostri fratelli che vivono situazioni di difficoltà.

VI STAZIONE
Gesù asciugato dalla Veronica

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

La carità è paziente, è benigna la carità.Gesù aveva aiutato i poveri, soccorso gli afflitti, guarito i malati. Ora è lui, solo e indifeso, che trae un breve conforto dall’aiuto di una donna che ha saputo attendere con pazienza il suo arrivo sulla via del Calvario. La generosità di Dio si mostra anche quando ci offre l’occasione per far parte del suo amore attraverso l’aiuto che ogni giorno ci è chiesto da chi ha bisogno.

Perché possiamo avere sempre la pazienza necessaria per amare: Ave Maria.

Preghiamo.

Signore, donaci la pazienza di cercare in ogni persona bisognosa i tratti del tuo volto sofferente, perché non esitiamo a offrire il nostro aiuto con entusiasmo e spirito di fraternità.

VII STAZIONE
Gesù cade la seconda volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

Se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, ma non avessi la carità, non sarei nulla.

L’immagine di Gesù caduto a terra sotto il peso della croce, sporco e insanguinato, senza più forze, non sembra essere quella di un uomo sapiente. Cristo ci insegna che la vera sapienza non si ferma agli studi scientifici e alla conoscenza razionale della realtà. Nasce, invece, dal sentimento più profondo che l’uomo possa provare: la carità. Essere missionari significa dare un senso ai propri talenti e alle proprie conoscenze, mettendoli al servizio dell’amore di Dio.Per i laici che attraverso la loro professione testimoniano l’amore di Dio nel mondo:
Padre nostro. Preghiamo.

Signore, fonte di vera sapienza, ti ringraziamo per i talenti che ci hai donato. Fa’ che non siano per noi mai motivo di superbia, ma portino frutto a beneficio nostro e dei nostri fratelli.

VIII STAZIONE
Gesù incontra le donne di Gerusalemme

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

L’amore tutto crede, tutto spera.

L’agonia di Gesù è interrotta da brevi consolazioni. Sono la Madre, Veronica, le donne di Gerusalemme che gli offrono conforto un’ultima volta sulla via del Calvario. Alcune di loro sono presenti anche sotto la croce, nei suoi ultimi istanti di vita, e di nuovo saranno loro le prime ad annunciare agli apostoli la resurrezione. Solo il cuore delle donne è capace di credere laddove c’è solo rassegnazione, sperare laddove c’è solo disperazione.

Per le donne che mantengono viva la speranza del mondo: Ave Maria. Preghiamo.

Signore, ricordati di tutte le donne che ancora oggi sono vittime di discriminazione nel mondo. Fa’ che il loro ruolo fondamentale nella società sia riconosciuto e la loro dignità sia protetta.

IX STAZIONE
Gesù cade la terza volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

Se anche possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.

Le cadute di Gesù ben rappresentano le fragilità umane. Tra queste, c’è la tendenza a creare distinzioni, separazioni, conflitti. L’amore di Dio, al contrario, ricompone tutto, riconduce tutto a unità. Per questo la fede non potrà mai essere motivo di distinzione ed elemento di divisione, ma sempre un prezioso strumento di riconciliazione e di fraternità. Non può esistere vera fede, senza conseguenti opere d’amore.

Perché l’amore dei cristiani sani le tante divisioni nel mondo: Padre nostro.
Preghiamo.

Signore, spesso la fede in Te, invece di favorire l’armonia tra i popoli, viene usata come pretesto per conflitti e divisioni. Aiuta i tuoi fedeli ad essere sempre messaggeri di pace, per favorire il dialogo e il rispetto reciproco con chi professa altre religioni.

X STAZIONE
Gesù spogliato delle vesti

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

Quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.

Di fronte alla croce, Gesù si spoglia di tutto. Non solo delle vesti, ma anche di tutti quei segni esteriori che avevano affascinato molti: il dono della profezia, la capacità di fare miracoli, di guarire i malati. Prima di essere innalzato sulla croce, rimane in lui solo la debolezza della sua condizione umana. L’uomo raggiungerà la sua perfezione soltanto quando accetterà la liberazione che Dio gli offre da qualsiasi forma di schiavitù e di dipendenza.

Perché in ogni parte del mondo l’uomo sia libero da qualsiasi schiavitù: Ave Maria.

Preghiamo.
Signore, solo e spogliato di tutto, hai offerto la tua vita per noi. Vieni in nostro aiuto e, nel momento della prova, aiutaci ad abbandonarci a te, liberi da ogni paura e timore.

XI STAZIONE
Gesù inchiodato in croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

L’amore non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità.

Il corpo deturpato di Gesù sulla croce doveva essere un chiaro monito verso tutti coloro che avessero avuto idee non conformi alla legge. La sorte di Gesù, la peggiore che si potesse immaginare a quel tempo, diviene invece quella più auspicabile per i suoi discepoli, che sacrificano se stessi per la diffusione della Parola. Morire per Cristo, come dice san Paolo, è un guadagno. Solo un amore totale per la Verità, disposto a subire perfino l’ingiustizia, permette di mettere da parte il presunto “buon senso” e mostrare il coraggio della fede.

Per tutti coloro che nel mondo accettano la croce per amore di Dio: Padre nostro. Preghiamo.

Signore, rinsalda la nostra fede infondendo in noi il tuo amore, perché abbiamo sempre il coraggio di annunciare la tua Parola senza dubbi e timidezze, anche quando di fronte al mondo può apparire sconveniente.

XII STAZIONE
Gesù muore in croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

L’amore non avrà mai fine.

Il suo corpo è inerte. Gesù ha terminato le sue sofferenze terrene, portandole al culmine, nel fisico come nello spirito. Ha condiviso la nostra vita fino alla morte che ne decreta la conclusione. Quanti uomini nel mondo ancora oggi muoiono crocefissi! Eppure qualcosa di loro continua a vivere in ciascuno di noi: l’amore che hanno saputo offrire a Dio nella vita, specie se sulla croce del loro martirio. Davvero - come dice san Paolo - “l’amore non avrà mai fine”.

Per tutti i crocefissi che nel mondo muoiono nell’amore di Dio: Ave Maria. Preghiamo.

Signore, con la tua morte e resurrezione ci hai mostrato che l’amore di Dio non ha limiti. Infondi in noi la capacità di sperare in te, per essere pronti ad affrontare con serenità le prove della vita.

XIII STAZIONE
Gesù è deposto dalla croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa…

La folla che si era radunata attorno al patibolo se ne è andata. Restano accanto al corpo di Gesù solo poche persone care. Le donne e gli apostoli provano dolore, sconforto e smarrimento, come accade a noi nel momento in cui siamo colpiti da un lutto: la morte crea confusione nell’anima. Per questo, stare accanto a chi è stretto nella morsa del dolore per una malattia o per la morte di un proprio caro è un fondamentale modo di annunciare e testimoniare l’amore di Dio nel mondo.

Per quanti nel mondo vivono il dolore della morte di una persona cara senza il conforto di nessuno: Padre nostro. Preghiamo.

Signore, sei andato consapevolmente incontro alla morte, per amore della Verità. Aiutaci ad accettarla come passaggio necessario per giungere alla vita eterna e rendici capaci di dare conforto a chi ne è terrorizzato.

XIV STAZIONE
Gesù è posto nel sepolcro

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

…ma allora vedremo a faccia a faccia. Allora conoscerò perfettamente.

Gesù è posto in quel sepolcro da cui presto risorgerà. Attraversando la morte e il dolore, la nostra fede ci assicura che conosceremo le cose nella loro pienezza, come mai avremmo potuto fare senza questo doloroso passaggio. Gesù ci invita a prendere coscienza che la nostra missione non ha un obiettivo terreno, ma va oltre il sepolcro, verso la vita eterna.

Perché la conoscenza di Dio aiuti chiunque nel mondo a dare un senso alla morte: Ave Maria. Preghiamo.

Signore, rafforza la nostra sete di conoscenza di te. Rendici capaci di pregustare nella preghiera, nella lettura della Parola e nell’esperienza quotidiana, i segni della pienezza di cui potremo godere oltre la vita.

CONCLUSIONE

Al termine della Via Crucis, si può riproporre la lettura dell’inno alla carità di san Paolo, la cui comprensione risulta certamente diversa alla luce delle riflessioni appena suggerite.

Dalla Prima Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1 Cor 13

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

Preghiamo. O Dio, tu ci hai mostrato il tuo amore infinito attraverso il sacrificio di tuo Figlio, che sulla croce ha scelto liberamente di donare la sua vita per noi. Guida i nostri passi verso di te, per contemplare le meraviglie del tuo amore. Per Cristo, nostro Signore.

Don Antonio Mascia

don Antonio Mascia20 ottobre 2008

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