Dalle parole nemiche del silenzio al silenzio ricco della Parola | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Dalle parole nemiche del silenzio al silenzio ricco della Parola

Dalle parole nemiche del silenzio al silenzio ricco della ParolaViviamo, siamo immersi, ogni giorno di più, nel mondo della comunicazione, che in fondo è un mondo, un marasma fatto di tanto rumore, di frastuono e di confusione. Comunicare invece non è solo parlare, e nemmeno saper parlare bene, ma per riuscire a comunicare utilmente è essenziale e indispensabile anche l’ascolto, il saper ascoltare.

Ma l'ascolto, quello vero e sincero, quello che permette di stringere relazioni autentiche, rapporti di qualità, si basa soprattutto sul silenzio. Senza silenzio non può esserci vera comunicazione, il silenzio è sempre presente anche tra le parole, è proprio il silenzio che dà risalto e importanza alle parole, ad ogni parola.

E vero anche che molti tacciono quando dovrebbero parlare e parlano tanto quando dovrebbero semplicemente tacere. Per esempio quante volte sono rimasto silenzioso dinnanzi agli uomini, colpevolmente, di fronte a coloro che operano il male, proprio allora che sarebbe stato più giusto e doveroso per me protestare, sia come uomo che come credente nel Dio della giustizia?

Se, però, cerco il rapporto con Dio, allora una tranquilla comunione con Dio si può trovare anche, soprattutto senza parole, e questo me lo indica il salmista: "Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre".

E non sembri ciò contraddittorio, non deve scandalizzare coloro che pensano di saper pregare solo perché sanno dire tante cose a Dio. Sì perché di fronte a Dio io ricerco sempre l’ascolto umile e devoto di una parola più grande, trasmessa attraverso un’onda invisibile, da quel raggio muto, pregnante, onnisciente di una Voce che solo chi è munito dell'orecchio del Silenzio sa udire. Una Voce che balza verso di noi, rimbalza su di noi, emessa da una scintilla eterna di Luce, per incendiare il cuore del credente.

Il silenzio dell’Avvento è un umile, ma sicuro cammino verso l’Amore che tra pochi giorni tornerà a nascere tra noi.

E quando rifuggo dal silenzio o, spudoratamente, lo infrango per inseguire il solletico di qualunque rumore, parola o distrazione, non è forse perché la pace interiore potrebbe essere una cosa rischiosa: mi farebbe scoprire come sono vuoto e povero, disintegrerebbe le mie false certezze e mi condurrebbe alla scoperta di una schiavitù insidiosa, fragorosa e alienante?

Se le vuote parole ed i rumorosi pensieri si fermeranno, davanti alla grotta di Betlemme, il Dio Bambino potrà essere da me lodato, adorato, ascoltato in un silenzio prezioso, colmo di innocente stupore, di autentica e di santa ammirazione.

Don Mimì Fazioli

di don Mimì FazioliTrivento (CB), 15 dicembre 2008

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