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Messa in suffragio di suor Delfina

Messa in suffragio di suor DelfinaMartedì 13 gennaio, alle ore 18.00, Mons. Scotti celebrerà in Cattedrale una messa di suffragio per l’anima eletta di suor Delfina Scarano, nell’ottavo giorno della sua morte avvenuta, proprio il giorno dell’Epifania, a Briano (Ce).

Suor Delfina era nata a Trivento nel lontano 1928 e a soli diciotto anni decise di andare in Convento, facendo la sua professione perpetua nella Congregazione delle Suore degli Angeli adoratici della Santissima Trinità, fondata da Madre Serafina Miceli. Assistita amorevolmente con autentica carità fraterna dalle consorelle infermiere, è tornata alla casa dello Sposo celeste proprio il giorno dell'Epifania, portando in dono al divino Salvatore i frutti di una lunga vita fatta tutta di profonda spiritualità e di immensa carità.

Suor Delfina ha trascorso una vita intera a servizio delle consorelle e dei malati, è stata una persona che si è sentita di potersi fidare del tutto di questo Dio il quale conosce quello che ognuno di noi vive, per esperienza diretta, e che, proprio per questo, è disposto ad accogliere ognuno di noi, qualunque sia stata la condizione di vita, perché egli sa, lo ha provato concretamente nella sua vita terrena, e ci può perdonare, accogliere, confortare, pacificare, migliorare...

Parlando di una suora meravigliosa come è stata suor Delfina, possiamo solo avvicinarsi in punta di piedi al mistero della vocazione di colei che è stata capace di lasciarsi inondare dalla felicità straripante del Cielo, serenità così forte che giunge ad allargare i confini della terra, senza pensare che tutto quello che nella nostra vita sembra morto e spento ha ancora la forza e la possibilità di rifiorire, e di portare nuovi frutti. La vocazione religiosa è una cosa veramente esaltante, ti fa gustare la gioia e la certezza di sentire che, donandoti al Signore, qualcosa di nuovo e straordinario germoglia nella tua vita!

Suo Delfina: una intera esistenza per non giudicare mai nessuno, e, qualora vedeva qualche difetto nelle consorelle, era sempre pronta a scusarle e ad incoraggiarle. In ogni caso, lei stimava e sentiva ogni altro superiore a sé. Tutto questo, col tempo, ciò era divenuto ben più che un costume, era l’esercizio di una carità fuori dell’ordinario e la semplicità con la quale la viveva era per tutti la dimostrazione dell’alto grado al quale era finalmente giunta. Le consorelle possono testimoniare di averla incrociata lungo i corridoi col suo passo caratteristico, corto e svelto, deciso e silenzioso, spesso con il volto assorto e come illuminato, ma sempre col sorriso sulle labbra e così pronta a un lieve inchino, per onorare la Santissima Trinità che, diceva, risiede in ognuno di noi.

L’ultima volta che l’ho incontrata, nella Cattedrale di Trivento, sette anni fa, prima che la malattia le impedisse di ritornare annualmente in vacanza tra i suoi, mi diceva sorridendo: "Sono felice, sono sempre felice per aver dato al Signore la mia risposta affermativa e generosa alla sua chiamata! Sì, ho qualcosa, ho tanto ancora da migliorare... ma sono contenta lo stesso, perché nella mia vita ho sempre servito il Signore". E’ questa la testimonianza di una sublime e disarmante semplicità, ma che rivela tutta la grandezza di questa umile e, a tanti triventini, sconosciuta suora, che però ha saputo seguire il suo Signore fino al dono totale della giovinezza e della vita.

Il Vescovo di Trivento mons. Scotti, durante l’omelia, conforterà il fratello Vincenzo, la sorella Maria e i nipoti tutti di suor Delfina con l’esortazione alla speranza cristiana di non lasciarsi mai condizionare più di tanto dal pensiero della morte, ma solo dalla certezza che il Signore è veramente risorto e che porta con sé ogni nostro dubbio, fatica, dolore, disperazione, per trasformarli in consolazione, gioia, pace, speranza. Infatti solo confidando in Lui, crocifisso, morto e Risorto, in Lui che ci ha amato fino alla fine, possiamo noi ricominciare ogni giorno una vita nuova e così ritorna per noi a brillare la luce dell'Amore, di quell’Amore sublime del quale suor Delfina andava fiera, perché è una forza e una grazia che rasserena i cuori, allontana la paura e riscalda la vita.Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaTrivento (CB), 13 gennaio 2009

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