Datemi il silenzio e sfiderò la notte. (Gibran, Kahlil) | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Datemi il silenzio e sfiderò la notte. (Gibran, Kahlil)

Datemi il silenzio e sfiderò la notte. (Gibran, Kahlil)Alla fine è stato invocato il silenzio.

Grande cosa il silenzio, ma… facciamo un attimo di riflessione: è doveroso sì o no distinguere la differenza che passa tra il silenzio esaltato dai poeti e quello del privato cittadino, tra quello rinunciatario dell’autorità e quello colpevole dei maestri del pensiero?

Vedete, ancora oggi, Pio XII è accusato ingiustamente per essere stato in silenzio, quando invece è dimostrato ampiamente che nessuno come lui ha aiutato e salvato migliaia di vite umane, e forse è denigrato proprio da quelle stesse persone che vorrebbero oggi imporre il silenzio al “Vaticano”.

La Bibbia ammonisce: c’è un tempo per tacere e un tempo per parlare. Il silenzio è consigliato a me, privato cittadino, specialmente se in silenzio ascolto, in silenzio penso, in silenzio amo, in silenzio soffro: la mia vita privata è fatta di molti piccoli silenzi. Ma l’autorità morale deve saper anche parlare, e parlare ad alta voce, proprio quando le coscienze brancolano nel buio dell’incertezza o dell’egoismo...

Nella letteratura troviamo diversi pareri sul silenzio: Dionigi, il Vecchio, esortava: “Fai in modo che il tuo discorso sia migliore del tuo silenzio o taci”; Charles Caleb Colton, scrittore britannico, aggiungeva: “Il silenzio è stupido se siamo saggi, ma saggio se siamo stupidi” ed Elias Canetti, scrittore tedesco, nel 1981, premio Nobel per la letteratura, arriva a questa drammatica conclusione: “Alcuni raggiungono la loro massima cattiveria nel silenzio”.

Permettete, allora, che io descriva così il silenzio nella vita mia quotidiana, facendo riferimento proprio alle parole di Giovanni Paolo I, il quale diceva “sono solo un povero uomo, abituato alle piccole cose ed al silenzio”:

Dove poter appendere
la fragilità delle mie parole,
il tenue chiarore di un’idea,
il delicato sentimento di una lacrima
se non sull’invisibile filo… del silenzio?

Silenzio: è proprio lì che sono allineati
i progetti miei più segreti,
quelli che restano, sempre,
la parte più incorruttibile di me,
una parte separata dal mondo esterno,
e la ritrovo, ogni sera,
quando le funi nodose e ciarliere del giorno
si sciolgono nel sonno della notte.

Silenzio: dolce contenitore
di sogni meravigliosi e di speranze infinite,
amara placenta di lacrime irrorata e di dolore,
impalpabile baluardo di fragili emozioni,
quando potrò trasformarti
in una esondazione continua e controllata
del respiro profondo dell’anima,
per abbattere così l’assoluto confine
della triste incomunicabilità?

Ma, ogni mattina, puntualmente
il rumore fragoroso e assordante
dell’inarrestabile corsa quotidiana
si porta via tutto, anche la quiete,
e il silenzio non ce la fa a resistere,
in un baleno, esso vola via,
e così, all’alba, ogni giorno
… sanguina il silenzio.

Don Mimì Fazioli

di don Mimì FazioliTrivento (CB), 12 febbraio 2009

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