Ultima conferenza quaresimale: "I Testimoni di Geova: chi sono e cosa dicono" | Diocesi di Trivento

Editoriale

Ultima conferenza quaresimale: "I Testimoni di Geova: chi sono e cosa dicono"

Ultima conferenza quaresimale: Sabato 28 marzo, ore 17.30, presso il salone del Centro sociale di Colle San Giovanni, ci sarà l'ultima conferenza quaresimale. Interverrà il prof. Abeta del GRIS di Napoli e ci intratterrà sul tema: "I Testimoni di Geova: chi sono e cosa dicono".

Per esperienza personale so che se il postino suona solo due volte; quante volte i cosiddetti pionieri dei Testimoni di Geova picchiano alle nostre porte nessuno lo sa o, forse, sì: settanta volte sette? Per inciso, quando, ai bei tempi delle scuole ginnasiali, traducevamo a scuola le favole di La Fontaine ce le aggiustavamo a nostro uso e consumo nelle conversazioni, con sfiziose modifiche; ecco un esempio: "Perché la formica non aprì alla cicala quando questa, dopo aver cantato tutta l'estate, d'inverno, ebbe fame e andò a bussare alla sua porta? Perché avrà pensato che fosse un testimone di Geova!".

Cosa devo fare, quando queste volenterose persone picchiano alla mia porta di casa? Come meglio posso comportarmi? Sbattere la porta in faccia: non è un atteggiamento cristiano! Dire di non avere tempo da perdere con le loro discussioni: è solo nascondere, rimandare la soluzione del problema o camuffare la propria ignoranza! Meglio sarebbe cercare di documentarsi bene sui presunti errori di dottrina da parte della nostra Chiesa da loro spavaldamente denunciati... Ecco il senso, il valore, l'importanza della conferenza di sabato prossimo.

Il dott. Abeta, membro nazionale del GRIS, ci farà conoscere l'esperienza di chi abbandona un movimento religioso dopo tanti anni di appartenenza, specialmente dopo avervi svolto incarichi di rilievo, lo fa sempre dopo ripetute valutazioni critiche, confronti, dispute con i fratelli e le autorità; dopo aver cercato in primo luogo di rendersi conto lui stesso della veridicità o meno delle affermazioni del suo movimento, cercandone una ragione logica. E non trovandola, ha deciso di lasciare.

I Testimoni di Geova costituiscono un movimento relativamente giovane e le sue origini sono riconducibili all'esperienza religiosa di Charles Taze Russel, un commerciante della Pennsylvania che nella seconda metà del XIX secolo a Pittsburg, negli U.S.A, sospinto dal desiderio di conoscere meglio i Testi Sacri formò, con altri cinque amici, un piccolo gruppo che si riuniva regolarmente per studiare la Bibbia al di fuori di ogni struttura ecclesiale, costituendo il primo nucleo della setta con il nome di "Bibbiani" o "Russelliti" (1878).
C'è da dire che Russel fu un abile organizzatore, scrisse un'opera in sei volumi "LA CHIAVE DELLA BIBBIA", tradotta in 20 lingue. Nella sua dottrina, nelle affermazioni dei T. d. G., non ci sono semplici, marginali errori, ma gravissimi orrori che riguardano specialmente Cristo, la sua divinità, la sua "croce". Ecco che cosa ha scritto tra l'altro il padre fondatore: "Gesù è un dio, ma non Geova Iddio", ed il suo successore Rutheford fu ancora più categorico: "Alcuni affermano che Gesù Cristo sulla terra era vero Dio e vero uomo.
Questa teoria è errata". Ecco qualche altra citazione dove è evidente il loro rifiutare la dottrina della Divinità di Cristo: "Prima di nascere sulla terra come bambino maschio, Gesù aveva prestato servizio nei cieli, dove era conosciuto come la PAROLA, il portavoce di Geova Iddio. Questo bambino, Gesù, non era Dio ma il Figlio di Dio". "Gesù era con Dio quando Dio fece l'uomo e la donna. Gesù fu la prima persona che Dio fece. Egli fu un Angelo, visse e operò col Padre suo".
Purtroppo i geovisti hanno ridotto la figura del Cristo a rappresentante di Dio e citano, a conferma, alcuni testi del Vangelo di Giovanni. Si può benissimo rispondere a loro che, prima di tutto, non è esatto chiamare Gesù rappresentante di Dio, questo è un titolo che si presta ad equivoci, come usano sempre fare i T. di G. La scrittura chiama Gesù, Figlio di Dio, Unigenito del Padre, Signore, Immagine di Dio, Irradiazione della sua Gloria, Parola di Dio, ecc. Tutti questi titoli dicono molto di più del semplice "rappresentante".

Queste sconcertanti citazioni ci testimoniano chiaramente quale sia la dottrina cristologica dei T. di G. e ci fanno pensare anche come la Bibbia dei T. di G., che ha questo titolo: "TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO DELLE SACRE SCRITTURE, non è tradotta dai testi originali ebraici e greci, ma dalla Bibbia Inglese, è quindi una traduzione della traduzione, priva di ogni garanzia di esattezza: è come se diffondessi in Italia testi di Shakespeare che ho ripreso e tradotto da testi dell'autore usati in Cina; nè certamente è sufficiente scrivere all'inizio che i testi originali sono stati consultati, sarebbe meglio tradurli direttamente dall'originale.
Altro esempio eclatante è la loro negazione della crocifissione di Gesù, Egli fu semplicemente messo su un palo: passando a piè pari su tutta la iconografia cristiana e parzializzando la traduzione della parola greca stauròs che significa palo, ma anche croce, come spiega ogni buon vocabolario greco.
Siamo nell'anno giubilare di san Paolo. Se l'apostolo delle genti passasse oggi tra le nostre città, anche di noi potrebbe dire: "Camminando per le strade delle vostre città, ho visto quanto numerosi siano i segni delle religioni che avete raccolto".

Anche oggi infatti si può parlare di una molteplicità di culti e di un pluralismo religioso affiancato da una privatizzazione dell'appartenenza religiosa. L'uomo contemporaneo pretendendo un'autonomia ed un affrancamento dal religioso, si è ritrovato invaso da una foresta di simboli ed una molteplicità di segni religiosi. Di questo pullulare di nuove sette e religioni la Chiesa se ne è preoccupata a tal punto da tenere nei decenni passati un Concistoro Straordinario, indicando poi l'attenzione ai nuovi movimenti religiosi come una delle priorità pastorali degli anni '90.

Mons. Scotti, il Vescovo di Trivento, quando ha suggerito il tema dell'incontro di sabato lo ha fatto perché, conoscendo noi meglio questo movimento religioso e le sue promesse di futuro benessere, si finirà col riscoprire, prima o poi, che tutta la sua dottrina e tutta la sua storia non soltanto non coincidono con la verità biblica, ma contrastano perfino con le affermazioni della medesima Setta, le quali si danno a numerose contraddizioni, cavilli e artifici. Se non vogliamo tener conto che gli stessi componenti del gruppo dirigente all'origine affermavano tutto l'opposto di quanto dicono attualmente i nuovi responsabili: quante volte è stata cambiata la data della fine del mondo, possiamo accettare una proposta religiosa che annienta la figura e l'opera di Maria, affermando che ella non è Madre di Dio, e neppure colei che "ha cooperato in modo tutto spe¬ciale all'opera del Salvatore"?

È proprio il caso di dire: chi cambia la via vecchia per la nuova... completate voi! Trivento, 26 marzo 2009

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