Per queste vacanze è assolutamente proibito surgelare la fede | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Per queste vacanze è assolutamente proibito surgelare la fede

Per queste vacanze è assolutamente proibito surgelare la fedePiuttosto eccoti: una barzelletta, un pensiero del Papa e altro …per delle vere vacanze.

Girava, tempo fa, questa simpatica barzelletta.
Un carabiniere tutto contento, prima di partire per le ferie, dice al suo superiore:
- Maresciallo, visto l'approssimarsi dell'estate, mi sono comprato un gommone di otto metri!
- Bravo, ma... che cosa ci devi cancellare con un gommone così lungo?

Ha detto Benedetto XVI°, in occasione dell’inizio dell’anno sacerdotale: "I sacerdoti non dovrebbero mai rassegnarsi a vedere deserti i loro confessionali, né limitarsi a constatare la disaffezione dei fedeli nei riguardi di questo sacramento. Al tempo del Santo Curato, in Francia, la confessione non era né più facile, né più frequente che ai nostri giorni, dato che la tormenta rivoluzionaria aveva soffocato a lungo la pratica religiosa. Ma egli cercò in ogni modo, con la predicazione e con il consiglio persuasivo, di far riscoprire ai suoi parrocchiani il significato e la bellezza della penitenza sacramentale, mostrandola come un’esigenza intima della presenza eucaristica…”.

Anche il cardinale Martini si trova d’accordo, in questo, con papa Joseph Ratzinger, infatti ha scritto di recente: "C'è anche un altro argomento che un prossimo Concilio dovrebbe affrontare: quello del percorso penitenziale della propria vita. La confessione è un sacramento estremamente importante ma ormai esangue. Sono sempre meno le persone che lo praticano, ma soprattutto il suo esercizio è diventato quasi meccanico: si confessa qualche peccato, si ottiene il perdono, si recita qualche preghiera e tutto finisce così, nel nulla o poco più. Bisogna ridare alla confessione una sostanza che sia veramente sacramentale, un percorso di pentimento e un programma di vita, un confronto costante con il proprio confessore, insomma una direzione spirituale".

Ricordo, ancora, un’espressione del santo curato d’Ars, in onore del quale si è appena iniziato l’anno sacerdotale: “Nel fare il bene, non ci sono mai vacanze”.

Allora perché la vita spirituale, per alcuni, va così a rilento specialmente durante le vacanze? Perché durante le vacanze si cancellano tante belle, buone e fruttuose abitudini spirituali?

Forse perché c’è in noi una certa pigrizia spirituale che permette alla fatica fisica di avere il sopravvento sulla volontà, che ci fa dimenticare i pur buoni propositi di non arrendersi mai, di non lasciarsi avvilire dalle delusioni, di non permettere alla noia di atterrarci e soprattutto di non lasciarci schiacciare dal peso dei nostri peccati!

E’ vacanza: ricominciamo a vegliare.

Scrive, infatti, il cardinale John Henry Newman: “Dobbiamo non soltanto credere, ma vegliare; non soltanto amare, ma vegliare; non soltanto obbedire, ma vegliare… Voi sapete cosa significa attendere un amico, attendere che arrivi e vederlo tardare? Sapete cosa significa essere in compagnia di gente che trovate sgradevole e desiderare che il tempo passi e scocchi l’ora in cui potrete riprendere la vostra libertà? Sapete cosa significa essere nell’ansia per una cosa che potrebbe accadere e non accade; o di essere nell’attesa di qualche evento importante che vi fa battere il cuore quando ve lo ricordano e al quale pensate fin dal momento in cui aprite gli occhi? …Vegliare nell’attesa di Cristo è un sentimento di rassomiglianza a questo, per quel tanto che i sentimenti di questo mondo sono in grado di raffigurare quelli dell’altro mondo. Veglia con Cristo chi non perde di vista il passato mentre sta guardando all’avvenire, e completando ciò che il suo Salvatore gli ha acquistato, non dimentica ciò che egli ha sofferto per lui”.

William Shakespeare osservava: “Se tutto l’anno fosse di allegre vacanze, divertirsi sarebbe più noioso del lavorare”.

Perciò nella mia valigia, per le vacanze, metto questo semplice e, allo stesso tempo, impegnativo ed esaltante programma: “Semina un sorriso fin dal mattino, e nel tempo fiorirà un giardino. Semina grani di certa speranza, ci sarà molta esultanza. Semina nella fede e con l’ardore e l’angolo più grigio della tua vita avrà un nuovo colore. Semina parole e fatti d’amore e nel mondo avrà più senso il primato del cuore. Semina entusiasmo e semplicità e sarà facile la felicità. Semina sempre con forza e coraggio e la paura avrà nuovo linguaggio. Semina in pazienza e perseveranza e la terra avrà frutti in abbondanza. Semina gesti di vera dolcezza. perché la violenza genera solo tristezza. Semina dovunque germi di pace e di certo l’urlo di guerra tace. Semina, semina, semina e il bene: crescerà ed ogni seme nuova vita ci darà”. Buone vacanze… a tutti quelli che se le possono permettere!

Don Mimì Fazioli

di don Mimì FazioliTrivento (CB), 26 giugno 2009

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