Ancora non ci posso credere… | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Ancora non ci posso credere…

Ancora non ci posso credere…

"Non esiste
vento favorevole
per il marinaio
che non sa
dove andare"

(Seneca)


A Tombolo (vicino Padova) e dintorni, vi sono alcune meridiane costruite dall’allora seminarista Giuseppe Melchiorre Sarto, colui che divenne Papa col nome di Pio X e poi Santo! Infatti una lapide, sotto una meridiana dipinta ed ora restaurata, lo ricorda così: “ QUESTO OROLOGIO SOLARE. E’ OPERA DEL REV. DON GIUSEPPE SARTO. CAPPELLANO A TOMBOLO. ORA PAPA PIO X 1899. I CITTADINI POSERO”.

Durante le vacanze lo vedevano spesso girare per le contrade con una lunga scala sulle spalle e in cerca di campanili e facciate di chiese su cui allestire meridiane.
C’è anche un episodio umoristico che vale la pena ricordare: divenuto Papa, un giorno un gruppo di suoi ex parrocchiani andò a rendergli omaggio a Roma. Nel congedarsi da loro all'ultimo momento, sovvenendosi, chiese della precisione di quel suo Orologio Solare. Con una smorfia, gli risposero che non era tanto affidabile. Ma lui di rimando, e con molta ilarità, continuò: "Non c'è poi da stupirsi, allora, non eravamo ancora infallibili!

Ognuno di noi porta una scala invisibile, certo, ma con tanti gradini quanti sono gli anni di vita o di servizio comunitario: una scala per salire verso la santità di vita e delle virtù, e non sia mai per precipitare nelle bassezze dell’ozio e del vizio.

“Custodiscimi perché sono fedele; tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera”. (Slm 85)
Ancora non ci posso credere, son passati tanti anni… Non ci posso credere, ma... è proprio così!
Lo so che non si può fermare il tempo, ma ci si deve saper soffermare nel tempo.
Non si può arrestare lo scorrere delle ore, ma ci si deve concedere dei minuti, fossero solo minuti secondi, per fermarsi in tempo, per gioire di tutto questo fantastico tempo che è passato.
Ho aperta, allora, una finestra sulla mia vita passata, mai grigia, come grigia è la nebbia che sta salendo dalla valle, ma tutta così ben colorata di tanti fatti e di tante parole, dette, sentite, perse… Così ricca di ricordi, di attimi di dolore e di intense emozioni, di spirituali abbandoni in Dio e di splendide gioie, di beata solitudine e di festosa compagnia, di momenti indimenticabili e di qualche sconfitta...
Stasera non ho guardato le stelle, perché non avrei più smesso di contarle, perché mi son perso nella trama dei ricordi dei giorni trascorsi, degli anni passati e mi son fatto una ragione dei tanti miei viaggi, con la voglia di non volermi mai più fermare...

“Lodate il nome del Signore, lodatelo, servi del Signore”. (Slm 134)
Mi son soffermato, è vero, a fantasticare, a ricordare, a sognare, ad immaginare..., ma mi son detto anche con estrema sincerità:
E’ questo il momento per accorgerti che, forse, fino ad oggi hai seminato... solo nebbia, quando invece le tue parole, qualora fossero state semplici ed umili, potevano arrivare diritte al cuore dei tuoi interlocutori...
E’ questo il momento per accorgerti che le tue parole, se fossero state più semplici ed umili, non avrebbero fatto del male, comunque ricordati che non hai ancora seminato abbastanza Amore...
E’ questo il momento per accorgerti che dovevi seminare più amicizia e tanta gioia, solo se le tue parole non avessero ferito e fatto del male, ma se fossero uscite veramente dal cuore potevano mirare a rendere gli altri più felici...
E’ questo, sei ancora in tempo, il momento per accorgerti che hai troppo poco da raccogliere, che la sabbia delle illusioni ti sfugge dalle mani, che la nebbia dei tuoi timori e delle tue paure non lascia alcun segno profondo…

“Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore, Dio onnipotente; giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti!”. (Ap 15, 3)
Quante altre valige mi serviranno per il viaggio che ancora mi rimane, quante valige piene di ricordi, di persone e di cose. Sì piene di tante cose, ma in fin dei conti piene di tanto… o forse piene di nulla, come direbbe qualche persona scettica e delusa!
Giammai, perché esse sono piene soprattutto di tanta fede.
E’ stato bello vivere questi primi quaranta anni di sacerdozio: spesi tutti nel correre e giocare, nel sognare e cantare, nel pregare e nell’Amare, nel soffrire e nel gioire, nel confortare e nell’incoraggiare. Quaranta gradini che danno insieme l’ebbrezza della grazia e del timore del Signore.
E’ stato bello, insomma vivere quest’avventura esaltante, tutta a servizio del Signore.

Don Mimì Fazioli

di don Mimì FazioliTrivento (CB), 7 luglio 2009

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