Ricordato ieri 14 Luglio San Camillo De Lellis | Diocesi di Trivento

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Ricordato ieri 14 Luglio San Camillo De Lellis

Ricordato ieri 14 Luglio San Camillo De LellisAnche nel complesso monumentale del Convento di Sant'Antonio, alle porte della città di Trivento e dove con tanta cura e con lodevole dedizione sono assistite le nonnine che non possono stare in casa con i propri familiari dalle Suore francescane della carità, si è ricordata la festa di san Camillo De Lellis, con grande sobrietà e con notevole fede.

Viene visitata ancora oggi la cella nella quale il santo dei malati è vissuto alcuni mesi nel 1575: il cappellano e le suore la conservano con apprezzabile amore e ammirevole rispetto. In essa il santo abruzzese si ritirava per il riposo notturno, per la preghiera personale e per trovare sollievo al grande dolore che una ferita purulenta gli procurava di notte e di giorno. Proprio in questo luogo san Camillo maturò la decisione di uscire dall'ordine francescano e di fondare una sua propria congregazione religiosa i cui membri si dedicassero precipuamente all'assistenza dei malati che non di rado erano affidati alle discutibili attenzioni dei carcerati.

Ebbe l'intuizione della necessità di formare e preparare persone che avessero grande sensibilità e profondo rispetto per ogni fratello sofferente, che lo facessero non come ripiego e come professione, ma semplicemente come missione evangelica, applicando le parole del divino Maestro: quello che avete fatto agli altri lo avete fatto a me.

Stupisce e fa riflettere la francescana ristrettezza, la sobrietà disarmante e lo spartano arredamento della cameretta, soprattutto se rapportati alla corporatura gigantesca del frate: nel piccolo e con poco san Camillo si è fatto santo, mentre noi che siamo alla ricerca di sempre maggiori comodità, ma non riusciamo ad imboccare la strada della santità, anzi scivoliamo sempre più nel declivio dell'ozio e dei vizi.


LA PRESENZA DEL NOSTRO SANTO
"Perseverò nel sudetto rigor di vita Camillo fin che giunse in Manfredonia il Procurator Generale di quei Padri chiamato Padre Fra Montefiore, il quale havendo havuta ottima informatione di lui, l'accettò nella Religione per Chierico, et lo mandò a pigliar l'habito, et a fare il noviziato à Trivento.

Nel qual viaggio parve che l'Angelo santo, à guisa d'un altro giovanetto Tobia, lo guardasse, er accompagnasse; poichè andando egli con molto suo contento à pigliar detto habito, giunse di sera ad un fiume, e perche non sapeva il passo, né il pericolo di quello, v'entrò dentro per passarlo à guazzo; ma non era ancora arrivato nel mezo, dove era il pericolo d'esser portato via dalla corrente, che sentì dalla cima di una montagna una voce, che gli disse tre volte: Non fare, non fare, non passare. Dalla qual voce spaventato, ritornò subito indietro, non havendo mai possuto vedere chi l'havesse così avvisato. E perché era l'hora tarda, fu costretto per quella notte riposarsi sotto una macchia di bruchi, senza gustare alcuna sorte di cibo. La mattina dopo fu sopragiunto da alcuni altri Capuccini, ch'andavano anch'essi à Trivento per fare il Capitolo, da' quali gli fu detto, che quella era il più pericoloso passo di quel fiume; dove senz'altro sartebbe restato morto nella corrente, come era occorso à molti altri, se fosse passato più avanti. Del che egli rendè infinite gratie al Signore et al Sant'Angelo suo custode d'haverlo da tanto pericolo liberato.

Dove subito che fù vestito (vedendosi esso stesso saper poco, e desiderando servire a Iddio in santa simplicità) si contentò d'esser frate Laico rinuntiando il Chiericato."
Era il convento costruito poco prima al tempo del Vescovo GrifonioUfficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaTrivento (CB), 15 luglio 2009

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