"Morire... in pace?" | Diocesi di Trivento

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"Morire... in pace?"

Venerdì 24 luglio 2009 alle ore 18.00 presso il Centro Pastorale di Colle San Giovanni in Trivento si è tenuta la Tavola Rotonda. “Morire… in pace?” – Testamento Biologico, Nutrizione ed Idratazione, dintorni sul fine vita – posizioni etiche a confronto, organizzata dall’AMCI Sezione Diocesana San Giuseppe Moscati di Trivento.

Ha aperto i lavori il saluto del dott. Giovanni Sparano, presidente AMCI Regionale, già primario di Nefrologia dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso, che ha sottolineato la delicatezza e la complessità del problema etico del fine vita per il mondo cattolico. Quindi il presidente dell’AMCI di Trivento, Dott. Americo Pandolfo, ha presentato l’incontro, che vuole fare chiarezza e avviare una serena discussione sui punti delicati che oggi dividono la comunità scientifica e anche sociale : divisione che nasce dall’assolutizzazione della libertà individuale da un lato, che porta il medico ad essere semplice esecutore della volontà del paziente, e dall’altro dall’identità deontologica della professione, che vorrebbe il principio della tutela della vita posizione non negoziabile con il paziente. Quindi il Dott. Dario Sacchini ha illustrato il problema etico di fondo, in merito al Testamento Biologico, Dichiarazione Anticipata di Trattamento, che se presenta le sue positività, tuttavia presenta negatività dovute alla distanza dalla redazione all’evento, il problema dell’abbandono terapeutico, il problema della rigidità nel rapporto medico paziente. Il tutto andrebbe ricondotto ad una giusta e sana relazione medico-paziente, dialogica, anche se contrattualistica tra i due soggetti, nell’ottica della ricerca del maggior bene possibile per il soggetto coinvolto. Sulla Nutrizione ed Idratazione lo scontro essenziale è se esse sono da considerare sempre terapie oppure in alcuni casi sostegni vitali. Se sono terapie, esse possono essere sempre interrotte se il paziente nega il consenso; se sono sostegni vitali, no. Lo scontro di base è tutto qui.

Il Dott. Gerano Barone, Presidentedell’Ordine dei Medici di Campobasso, ha inteso presentare le risposte che dà il Codice di Deontologia Medica vigente, quello del 2006 : no ad Eutanasia, no ad Accanimento Terapeutico, sulle dichiarazioni anticipate di trattamento si attende il pronunciamento della legislazione statale, il tema dell’acquisizione del consenso del paziente è fondamentale per il medico per tutte le terapie in un contesto di informazione calibrata, vera, e secondo il grado di comprensione dello stesso, la funzione medica non è un semplice assecondare i desideri del paziente, ma impone un confronto serrato con lui in una relazione vera e costruttiva, che deve mirare alla cura ottimale. Ha ricordato come nella recente assemblea di Terni del maggio 2009 l’Ordine ha stabilito che la Nutrizione è terapia mediche, perché configurano un atto medico

Nella tavola rotonda seguente, il Dott. Barone ha confermato che la stessa è sempre terapie in quanto configurano atti medici e devono essere gestite dai medici, mentre l’Idratazione andrebbe considerata più sostegno vitale: il problema della Nutrizione Artificiale, in fine vita, è quello di poter essere mezzo di accanimento terapeutico. Il Dott. Mariano Flocco, anestesista presso l’Ospedale Cardarelli di Campobasso e responsabile della Terapia del Dolore, ha ricordato l’importanza delle cure palliative nel fine vita ed in modo particolare del controllo del dolore: dopo aver presentato i fondamenti di dolore e sofferenza, si è soffermato sul principio di cura, che non comporta mai l’abbandono terapeutico nelle situazioni più disperate, ma è accompagnamento del paziente dando a lui la possibilità di una migliore qualità di vita possibile fino alla morte. Intervenendo sulla Nutrizione, ha confermato che in fine vita per l’anestesista è una terapia, perché la sospensione della stessa accentuerebbe il danno delle piaghe da decubito e costituirebbe un procurare maggior sofferenza al paziente, mentre vice versa potrebbe configurarsi come accanimento terapeutico nelle situazioni più estreme.

Il Dott. Dario Sacchini, intervenendo sull’argomento, ha invitato a considerare che, seppure atto medico, la nutrizione e l’idratazione sono necessari al sostegno della vita di una persona: definirli semplicemente terapie, è insufficiente o quantomeno riduttivo. Occorre stabilire meglio, in un sereno confronto medico e scientifico, quando esse lo sono e quando no, perché il definirle semplicemente terapie, in casi come la SLA o lo StatoVegetativo possono aprire la porta proprio a ciò che il Codice di Deontologia Medica non vuole :l’Eutanasia. Nel corso degli interventi in sala, è stato evidenziato che la legge attuale, allo studio delle camere, può correre nel rischio contrario: affermando la necessità assoluta di Nutrizione ed Idratazione come sostegni vitali, può condurre ad altro accanimento terapeutico in fine vita: è necessario chiarificare meglio la questione.

Si è poi precisato che tali questioni non sono guerre tra laici e cattolici, tuttavia esse rimandano ad un problema ben più alto: qual è la visione etica comune possibile sull’uomo, quando le varie correnti che si scontrano partono da punti di vista diversi e non comuni, non negoziabili, assolutizzando da un lato la libertà, l’utilitarismo, l’organicismo e dall’altro il personalismo? In realtà sembra che la vera fatica è quella di ritrovare un codice comune sull’uomo, su ciò che è umano e ciò che non lo è.

Concludendo i lavori, S.E.R. Mons. Domenico Angelo Scotti ricordava che in questo contesto, soprattutto nelle tematiche del fine vita, è necessario riandare e ricorrere al buonsenso, che comunque è ancora presente e guida gli uomini, nel servire l’uomo nella sua verità, senza guerre ideologiche o preconcettuali che impediscono questo alto e necessario servizio.Don Fracensco MartinoTrivento (CB), 27 luglio 2009

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