Un autunno caldo | News

News

Un autunno caldo

In un documento del 27 aprile elaborato da un gruppo d’intellettuali ed amministratori regionali dal titolo “E tu a quali servizi culturali pensi per il territorio in cui vivi?” si è cercato di porre in essere un tentativo di elaborazione programmatica per un sistema scolastico alternativo a quello proposto dal ministro Gelmini.

Tale studio, pubblicato integralmente dalla rivista “il Ponte” e da questo sito ed al quale vi rimandiamo per un’analisi di confronto, è stato fin qui firmato da più di centocinquanta persone e cerca di delineare un’ipotesi di servizi scolastici funzionali ai bisogni ed alle necessità culturali non solo della regione Molise, ma anche dell’intero Paese.

Crediamo sia convinzione comune che il governo stia cercando di ridimensionare in maniera pesante l’offerta formativa sul piano dell’istruzione nel sistema pubblico, dimenticando che uno Stato senza una seria ricerca culturale ed una forte innovazione scientifico-tecnologica non può avere uno sviluppo accettabile ed una qualità della vita soddisfacente.

La scuola ha grandi problemi da risolvere che vanno da quelli relativi alla sicurezza degli edifici, alla organizzazione strutturale del sistema, alla modulazione del tempo di apprendimento fino alla formulazione dei piani di studio, all’utilizzo ed alla riqualificazione del personale.

Dovremmo, come si sostiene nel documento sopra citato, convincerci della necessità di un potenziamento dei servizi culturali puntando sulla realizzazione dell’educazione permanente.
Nel Molise abbiamo come la sensazione a pelle che rispetto al tema di cui ci stiamo occupando ci sia nei più una sorta di assuefazione ad un sistema di mediocrità dei servizi scolastici; chi poi si mobilita per rivendicare diritti spesso lo fa in maniera settoriale ed allora ecco i comitati per le scuole sicure o i coordinamenti per la garanzia del lavoro ai precari; esistono perfino amministratori e capi d’istituto che si muovono in una sorta di mercato delle iscrizioni pensando di difendere classi di un plesso scolastico a danno di altri. Sovente siamo davanti a scelte amministrative che mettono in conflitto genitori e responsabili della Res Pubblica.

In taluni modi di pensare e di agire francamente ci pare di riscontrare ancora una forma di individualismo pericoloso a livello personale o di categorie sociali.
Nel caso specifico siamo convinti che i problemi della scuola sul piano sistemico e territoriale vadano affrontati nella loro complessità e totalità con una serie di azioni di lotta di rivendicazione di diritti in un forte movimento solidale tra personale di ruolo e precario, genitori, studenti, amministratori, organizzazioni sociali e forze politiche.

L’anno scolastico si sta per aprire in mezzo a mille difficoltà e con un forte arretramento qualitativo nel diritto allo studio ed ancora non vediamo l’organizzazione di un’azione comune per rivendicare non un anno in più di lavoro per i precari o l’allungamento provvisorio di certe forme di contratto, ma una qualità alta dei servizi formativi per tutte le fasce di età e la garanzia del lavoro sicuro per tutti.
Questi obiettivi sono passaggi fondamentali lungo il cammino verso l’equità sociale che ormai sembra quasi una chimera per una politica sempre più indirizzata verso interessi personali.
Il balletto indecoroso negli accordi Stato-Regioni degli ultimi giorni è la testimonianza chiara di come i problemi della scuola non si vogliono risolvere nella loro radicalità, ma solo con toppe provvisorie capaci di buttare cenere negli occhi ad un’opinione pubblica spesso scarsamente informata e di conseguenza poco partecipe ed attiva.

Mons. Giancarlo Brigantini in un suo recente comunicato sul tema della scuola ha invitato tutti a lavorare in modo sinergico per approntare un serio piano regionale sul sistema scolastico, ma, come dicevamo, finora né l’assessorato regionale alla cultura, né l’Università del Molise, né le forze politiche presenti sul territorio hanno presentato almeno un progetto di massima sul futuro del sistema scolastico in regione.

Non siamo catastrofici se diciamo che la scuola ha un domani molto grigio o addirittura nero.

Che l’autunno allora sia veramente caldo non per fare sterili proteste, ma per operare seriamente e pragmaticamente per il bene culturale dei nostri figli e nipoti che sono la speranza per un futuro migliore al quale tenacemente dobbiamo sentirci orientati.

di Umberto BerardoTrivento (CB), 11 settembre 2009

Ultime news

  • descrizione

    Il nuovo parroco di Pietracupa don Simone Iocca

    Pietracupa, 21 ottobre 2017Foto e Video
  • descrizione

    Trivento ricorda con ammirata venerazione il Vescovo mons. Epimenio Giannico

    Trivento, 20 ottobre 2017News
  • descrizione

    Cinquantesimo di sacerdozio di don Alessandro Di Sabato e don Lino Mastrangelo

    Agnone, 18 ottobre 2017News
  • descrizione

    Don Simone Iocca nuovo parroco di Pietracupa

    Pietracupa, 18 ottobre 2017News
Licenza Creative CommonsLe informazioni e gli articoli pubblicati su questo sito sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia