L’annuncio della verità dell’amore di Cristo nella società | Diocesi di Trivento

Riflessioni

L’annuncio della verità dell’amore di Cristo nella società

L’annuncio della verità dell’amore di Cristo nella societàHo partecipato, insieme al vescovo della diocesi di Trivento, mons. Domenico Scotti, al convegno nazionale dei direttori degli uffici di pastorale sociale che si è tenuto ad Assisi dal 19 al 22 ottobre.
Provo a trasmettere una sintesi dei lavori, perché credo che le idee emerse non riguardino solo il mondo cattolico, ma l’intera società italiana.
I temi in discussione sono stati davvero tantissimi ed hanno impegnato ben duecento convegnisti in rappresentanza di novantacinque diocesi su centotrenta che hanno istituito l’ufficio pastorale per i problemi sociali e del lavoro.

Per passare dalla riflessione teorica all’impegno concreto come uffici pastorali per i problemi sociali e del lavoro, sarebbe stato più utile ai momenti centrati sulle relazioni affiancarne altri destinati al lavoro di ricerca di gruppo; rimane tuttavia la grande ricchezza di pensiero espressa nei lavori del meeting.

Le riflessioni, tenute tutte da eminenti docenti universitari, sono partite dal testo della recente enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate” e si sono occupate del governo responsabile della natura, dell’arte del servizio politico, dell’impegno per la giustizia e la pace, della costruzione di un sistema economico pienamente umano, della struttura del lavoro e del suo rapporto con la festa, dell’educazione della persona nello spirito critico e verso la verità, di una pastorale integrata per promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo ed una spiritualità del quotidiano attraverso la preghiera e l’incontro con Dio.
In tutti gl’interventi è stato sottolineato come nella “Caritas in veritate” si cerchi di delineare una riflessione sulla struttura sociale e sull’esistenza umana per dare un senso alla vita degli esseri umani garantendo a tutti un lavoro non solo funzionale, ma capace di esprimere la creatività della persona e di darle dignità.

In un momento in cui la politica in Italia sembra come assente rispetto alle grandi questioni sociali o al più balbetta soluzioni poco convincenti, il mondo cattolico italiano in questa quattro giorni di Assisi dimostra dinamismo, attenzione ai problemi, grande voglia e capacità di ricerca finalizzata al raggiungimento di quel bene comune che sembra stare molto a cuore all’intera comunità del popolo di Dio.
Nelle relazioni tenute e negl’interventi dei delegati diocesani si è tentato di intercettare le sofferenze e le ansie dei poveri e degli emarginati, ma di sostenere anche le speranze dei tanti uomini e donne giusti che si impegnano con coraggio per costruire giustizia e pace in una società in cui purtroppo la struttura economico-commerciale genera ancora discriminazioni e disuguaglianze.

In piena crisi economica, dunque, la Chiesa italiana, alla luce della recente enciclica, prova attraverso la voce di insigni economisti a trovare strade per il bene comune.
L’ambientazione francescana del convegno ed i ricchi momenti di preghiera nelle celebrazioni eucaristiche hanno sicuramente contribuito a porre al centro di taluni interventi i temi della pace e della fraternità ed allora abbiamo sentito il prof. Zamagni affermare che le linee di un sistema economico efficiente vanno ricercate all’interno della logica d’impresa affiancando quella sociale alle altre di tipo capitalistico, ma abbiamo anche colto il passaggio profondo nell’omelia di mons. Domenico Sorrentino che ha parlato di “un’economia della fraternità” ed ascoltato con piacere il prof. Lo Presti sostenere che la fraternità cristiana non può essere sostituita da sinonimi impropri come solidarietà o sussidiarietà e che essa non può essere relativa, ma è sempre universale.

Per delineare un tipo di società corrispondente al principio della condivisione dei beni, così fortemente affermato da Gesù nei Vangeli, provo a schematizzare alcune questioni da me già poste nel convegno di Assisi in un breve intervento in dialogo col prof. Stefano Zamagni.

Abbiamo, come da lui affermato, la necessità di sanzionare come Chiesa l’immoralità della finanziarizzazione dell’economia fine a se stessa, o meglio al profitto ed alla speculazione, di dare al risparmiatore un’alternativa all’attuale sistema borsistico e di orientare invece il sistema economico al miglioramento della qualità della vita per tutti , ma questo è possibile se, seguendo un sistema fiscale più rigoroso, siamo in grado di tassare molto di più le rendite e di spostare i capitali verso gl’investimenti produttivi.

Personalmente credo che per avvicinarci all’eguaglianza ed alla condivisione, idee e concetti purtroppo dimenticati nell’azione politica, abbiamo la necessità di incamminarci verso una ricerca creativa aperta di un sistema economico a misura di essere umano, uscendo possibilmente dall’idea che il sistema capitalistico di mercato, con le sue leggi ingiuste e generatrici di continue disuguaglianze, possa essere definitivo o il solo accettabile.

Molti ad Assisi hanno messo in evidenza la necessità, secondo le indicazioni della “Caritas in veritate” di ridefinire un’antropologia capace di dare senso ed orizzonte alla vita dell’uomo.
Conveniamo perfettamente, ma siamo anche convinti che a livello culturale e politico questo vada fatto rideclinando con chiarezza i diritti umani per tutti i popoli ed affermando con forza quello alla vita, alla tutela della salute piena, alla cittadinanza nel luogo in cui si sceglie di vivere stabilmente, al lavoro secondo logiche di occupazione certa e per tutti.

In questa direzione non può essere la globalizzazione il fine della storia, ma la fraternità e quella civiltà dell’amore che ci sembra così ben delineata nella “Caritas in veritate”.
Al raggiungimento di questo obiettivo ci pare debbano lavorare con una pastorale integrata tutti gli uffici diocesani perché appunto l’amore di Cristo si affermi nella storia.
Nella diocesi di Trivento l’auspicio del vescovo, mons. Domenico Scotti, è quello di portare tra il popolo di Dio la riflessione sui temi dibattuti ad Assisi partendo da una conoscenza della “Caritas in veritate”.

Ci sembra un’ottima idea per far crescere tra i cristiani la coscientizzazione sulla necessità di un forte impegno sociale e politico rispetto ai problemi comuni da risolvere per realizzare il bene comune.di Umberto BerardoAssisi (PG), 26 ottobre 2009

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