Dedicazione della Cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore | Diocesi di Trivento

Segnalazioni

Dedicazione della Cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore

Dedicazione della Cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore

Mons. Scotti sta per iniziare la Visita pastorale nella Diocesi di Trivento: mercoledì, 20 gennaio giorno della Dedicazione della Cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore, durante una concelebrazione insieme a tutti i presbiteri sarà letto il decreto di indizione.

Mercoledì 20 gennaio 2010
Solennità della Dedicazione della Cattedrale
(nel 1726 il Vescovo Alfonso Mariconda consacrò la nostra chiesa Cattedrale)
Ore 11.30
Concelebrazione del Presbiterio Diocesano con il Vescovo mons. Domenico Angelo Scotti
e Lettura del Decreto di Indizione della Visita Pastorale

Per capire cosa è la Visita Pastorale sarebbe opportuno rileggere cosa suggeriva in proposito il card. Montini, quando era ancora arcivescovo di Milano. Egli nel 1955 ha scritto: “La Visita Pastorale richiama in pieno la visione della vita cattolica qual è e quale dovrebbe essere. Può passare e non lasciare traccia. Non sia così per questa nostra prossima Visita Pastorale. Essa non porta novità; ma deve portare vitalità». Successivamente, nel 1957, aggiungeva: «È difficile dire quanto sia ardua e consolante la Visita Pastorale. Essa pone in gioco tali idee, che danno ogni volta un senso inebriante della realtà della Chiesa, sia in chi sente il peso della responsabilità pastorale, la forza dell’autorità apostolica, la letizia della paternità spirituale, l’umiltà del servizio evangelico, sia, io penso, in chi avverte la propria appartenenza ad una società religiosa, la Chiesa, non solo tuttora viva ed operante, ma estremamente capace di vivere e di operare con una pienezza meravigliosa, che sembra svelare il senso dei bisogni, dei doveri e dei rimedi moderni».

Si tratta, quindi, di una verifica seria ed approfondita sulla vita di Fede e di Chiesa di ogni Parrocchia inserita nella attività pastorale delle singole foranie e in quella più pregnante e generale della Diocesi, analisi formulata con la memoria del recente passato, con uno sguardo vigile ed attento sul presente e sulle sue mutazioni che stanno avvenendo rapidamente, ma anche e soprattutto con una fiduciosa speranza proiettata verso l’avvenire.

In sintesi, la Visita Pastorale che mons. Scotti, il vero maestro e pastore della Diocesi, egli che già da quattro anni ascolta, suggerisce, conforta e orienta la vita della nostra della Diocesi, farà nei prossimi mesi, potrà dunque essere l’occasione provvidenziale di un incontro leale tra il pastore, i presbiteri, i religiosi e i laici responsabili, affinché abbiano la pazienza e l’accortezza di confrontarsi sui problemi del momento, per impegnarsi poi a correggere il male che riscontriamo nei vari settori della vita ecclesiale e per testimoniare una reale e coraggiosa conversione per incarnare quotidianamente il comandamento dell’amore verso Dio e verso il prossimo.

La Cattedrale di Trivento, (con il suo bel campanile che svetta su tutta la città, come un dito puntato verso il cielo, per indirizzarvi tutte le nostre preghiere, e come un’antenna, per raccogliere e convogliare sulle nostre case tutte le grazie e benedizioni celesti) è già, di per se stesso, un edificio monumentale, pregevole e straordinario per storia e per ricchezza del patrimonio artistico e archeologico, troppo spesso purtroppo sottovalutato. Come custode della cattedra dei successori di San Casto, riveste anche un forte valore simbolico di unità, di dialogo e di superamento delle difficoltà, di diffusione dei valori spirituali e di coordinamento delle azioni quotidiane che sono alla base del nostro vivere insieme. I nostri antenati, quando hanno dedicato questo luogo all’uso sacro, hanno inteso non solo consegnare a Dio un nuovo tempio, ma hanno voluto spogliarsi della proprietà, per donarla a Cristo, che è la pietra viva, la pietra angolare della Chiesa.

Apprezziamo, frequentiamo e valorizziamo di più la nostra bella e antica Cattedrale: è la Casa di Dio, in essa si rinnovano i misteri della morte e resurrezione di Cristo e si attende il ritorno del Signore Risorto, che ci farà passare dal tempio di pietra al tempio celeste. Celebrare e venerare questo sacro tempio, vuol dire, dunque, camminare verso il cielo e vuol dire anche approfondire la comunione ecclesiale, perché tutti, con diverse mansioni e differenti servizi, siamo in cammino verso la Pasqua, che non avrà mai fine.

Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaTrivento (CB), 18 gennaio 2010

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