Don Luigi Ciotti a Trivento | Diocesi di Trivento

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Don Luigi Ciotti a Trivento

Don Luigi Ciotti a Trivento

Per l’apertura del sedicesimo anno della Scuola di Formazione all’impegno sociale e politico “P. Borsellino” venerdì 9 aprile nell’auditorium di Colle San Giovanni a Trivento don Luigi Ciotti ha tenuto davanti ad una sala gremitissima una relazione sul tema “Legami di legalità, legami di responsabilità”.

Dopo un saluto del vescovo, mons. Domenico Scotti, ed una introduzione di don Alberto Conti, fondatore della Scuola “P. Borsellino”, che ha ricordato il lavoro di quindici anni di attività, ha preso la parola don Ciotti, vero profeta nella Chiesa ed intellettuale intelligente, libero, creativo, responsabile ed attento alle strategie da mettere in campo per indirizzare la vita della collettività sulla strada dell’onestà, della democrazia e dell’amore.
A Trivento il suo intervento, come al solito, è stato lucido, appassionato, penetrante, con un pensiero che da lui non viene solo veicolato con la parola, ma con una gestualità ed una mimica facciale che sono lo specchio di un cuore che esprime tutta la forza delle sue convinzioni.

Ha definito con chiarezza i concetti di legalità e di responsabilità perché non restino solo bandiere formali da mostrare per sentirsi in pace con la coscienza anche da chi poi ne calpesta la sostanza, ma siano strumenti di impegno per combattere le mafie, la corruzione e l’illegalità riuscendo almeno a delineare la strada per eliminare egoismi ed ingiustizie e costruire una società fondata sull’amore e la condivisione.
Don Ciotti ha detto che è importante avere una visione non individualistica della vita, perché nell’esistenza non ci deve essere un io, ma un noi. Ha invitato pure a lavorare con umiltà ed a diffidare sempre da chi non è in ricerca, ma ha la presunzione della verità in ogni momento.

Il relatore, citando poi David Maria Turoldo, ha detto che, facendoci guidare dallo Spirito che è come un vento che non lascia mai dormire la polvere, siamo chiamati a non essere spettatori degli eventi, ma ad entrare nella storia per illuminare le coscienze e saldare la Terra con il Cielo.
Viviamo, secondo don Ciotti, una crisi che non è solo economica, ma etica, politica, una crisi di diritti.
Il nostro compito è allora quello dell’impegno come cittadini attivi, decisi ad estirpare dalla società il cancro dell’illegalità e del malaffare per dare testimonianza a chi si è battuto contro di loro e per creare nelle nostre comunità un’etica rivolta al bene comune come giustizia sociale e godimento pieno per tutti dei diritti umani.

È per questo che, rispetto alla situazione critica del Paese, è necessaria un’alta attenzione propositiva.
Molto interessanti gl’interventi nel dibattito di Franco Novelli, coordinatore di Libera Molise, di suor Maria Rosa e della dirigente scolastica Anna Di Monaco che hanno sottolineato il ruolo importante degl’intellettuali e degli educatori nel compito di osservare ed interpretare i fatti, di creare una coscienza critica capace di snidare la mafia che è in noi come forma mentis e modo individualistico ed egoistico di vivere ed infine nell’essere capaci di dialogare educativamente con i giovani che hanno bisogno di adulti credibili, coerenti ed onesti.

Don Ciotti, dialogando con le riflessioni esposte nella discussione, ha letto delle pagine toccanti prese dai diari dei tanti martiri caduti nella lotta contro la mafia e seguite dalla platea con un silenzio rispettoso e commosso.
Ha invitato ad avere una forte responsabilità nell’affrontare il problema di quella che ha chiamato la cultura mafiosa, perché, citando il giudice Livatino, ha detto che alla fine dell’esistenza non ci verrà chiesto se siamo stati credenti, ma credibili.
“La vita - ha concluso il relatore – è l’unico spazio che abbiamo per amare: non buttiamolo via!”.

Un applauso lungo per lui, da vera ovazione, ha chiuso i lavori di una serata davvero di grande respiro culturale per tutti quelli che hanno raggiunto Trivento da molte comunità del Molise.
Lo ha sottolineato in chiusura il prof. Leo Leone che ha manifestato la soddisfazione per la ripresa dei lavori della scuola ed ha comunicato che i prossimi incontri ci saranno con Rita Borsellino e Giancarlo Caselli.

Umberto BerardoTrivento (CB), 11 aprile 2010

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