Il Santo Curato d’Ars, modello dei sacerdoti e testimone della misericordia verso i peccatori | Diocesi di Trivento

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Il Santo Curato d’Ars, modello dei sacerdoti e testimone della misericordia verso i peccatori

Il Santo Curato d’Ars, modello dei sacerdoti e testimone della misericordia verso i peccatoriLa Chiesa cattolica celebra oggi, 4 agosto, la memoria del santo Curato d' Ars: un modello di sacerdote ed un esempio che tutti noi dovremmo seguire con attenzione e zelo.

Per la Chiesa, il Curato d’Ars è un esempio ammirabile per tutti i fedeli perché nel cuore del suo ministero di pastore vi era quello colmo della misericordia e del perdono. Lo dimostra la stima che gli ultimi due pontefici hanno espresso nei suoi confronti e i continui riferimenti che ne fanno nelle loro esortazioni.

Giovanni Paolo II diceva: “Quando si fa misericordia, si riceverebbe tanto quanto si dona e più si dona più si riceve”.

Nella Pastores dabo vobis (la Lettera di Giovanni Paolo II sulla formazione dei sacerdoti del 1992), ci si accorge che l’esempio che Giovanni Paolo II utilizza (al n° 24) per parlare della carità pastorale, è il vangelo della festa del santo Curato (Matteo 9, 35 – 10, 1). Questo vangelo illustra non solamente ciò che è stato il Curato d’Ars, ma la sua carità pastorale: Gesù che ha pietà della folla disorientata e perduta, ed egli non solamente li guarisce, ma dona loro il perdono. La carità pastorale è questa attenzione personale, sgorgata da un cuore di pastore, verso coloro che gli sono confidati. “La misericordia come un beneficio all’altro ma anche come un dono fatto per me” precisava Giovanni Paolo II (DV n° 14) fino ad insistere sul fatto che la misericordia è un atto d’amore che si riceve allo stesso tempo che si fa.

“Siate misericordiosi come il Padre è misericordioso” non è semplicemente l’ordine di un insegnamento presso il Curato d’Ars, ma una regola di vita. Mercoledì 1 luglio 2009 il papa Benedetto XVI osservò che nella lettera che aveva scritto in occasione dell’indizione dell’anno sacerdotale (vedi appendice) aveva voluto sottolineare quel che maggiormente risplende nell’esistenza di questo umile ministro dell’altare: la sua totale identificazione col proprio ministero. Benedetto XVI sottolinea a riguardo un detto che spesso il santo curato d’ars ripeteva: “un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che il buon dio possa accordare ad una parrocchia e uno dei doni più preziosi della misericordia divina”. Ed il papa osservava che san Giovanni Maria Vianney quasi non riuscendo a capacitarsi della grandezza del dono e del compito affidati ad una povera creatura umana sospirava: “Oh come il prete è grande!... se egli si comprendesse, morirebbe … Dio gli obbedisce: egli pronuncia due parole e Nostro Signore scende dal cielo alla sua voce e si rinchiude in una piccola ostia”. “In verità –continuava il santo padre- proprio considerando il binomio “ identità-missione”, ciascun sacerdote può meglio avvertire la necessità di quella progressiva immedesimazione con Cristo che gli garantisce la fedeltà e la fecondità della testimonianza evangelica”.

L’arcivescovo di Trani, mons. Pinchieri, ha scritto di recente: “Il Santo Curato d' Ars con i fatti esprimeva coerenza ed attaccamento al sacerdozio sacramentale. Il sacerdote deve essere pastore attento e scrupoloso, amministratore di sacramenti, sensibile alle esigenze del suo gregge e ci si aspetta dal prete, oltre che buona formazione dottrinale e liturgica, anche coerenza nelle condotte e linearità nell' esempio. Un buon sacerdote invoglia a seguire la Chiesa, cattivi sacerdoti la colpiscono e feriscono sotto il profilo della credibilità. Speriamo che il santo Curato d' Ars che abbiamo a lungo ricordato in questo anno sacerdotale, possa aiutarci con il suo esempio e la sua luminosa figura ad onorare con la parola e i fatti le nostre tonache. Non é facile, ma posiamo farcela perché la chiesa é giovane, ottimista allegra e sa resistere davanti agli attacchi del mondo. Poche pecore nere non ne intaccano la credibilità davanti agli occhi di chi sistematicamente la scredita. Ricordate che la chiesa é santa e meretrice in quanto composta da uomini con le loro fragilità e bisogna pregare per loro".Se è vero che tutto ciò che sale si sublima e converge nell’unità, così è anche vero che tutti coloro che cercano il volto di Dio in qualche modo misterioso si assomigliano. Proprio per questo, se si vuole sempre meglio conoscere la figura di san Giovanni Maria Vianney, ritengo che la si debba anche cercare nella vita nascosta, umile e laboriosa dei nostri preti diocesani: questi appunto, come il Curato d’Ars, tra le mille miserie quotidiane e inevitabili fragilità, grazie al dono della divina chiamata e alla grazia di Dio, si sforzano di fare di tutta la loro vita un’unica ricerca del volto di Cristo.Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaTrivento (CB), 4 agosto 2010

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