PRANZO OFFERTO DAL SANTO PADRE AI POVERI OSPITI DELLE CASE ROMANE DELLE MISSIONARIE DELLA CARITÀ | Diocesi di Trivento

La voce del Papa

PRANZO OFFERTO DAL SANTO PADRE AI POVERI OSPITI DELLE CASE ROMANE DELLE MISSIONARIE DELLA CARITÀ

PRANZO OFFERTO DAL SANTO PADRE AI POVERI OSPITI DELLE CASE ROMANE DELLE MISSIONARIE DELLA CARITÀ

Alle ore 13 del 26 Dicembre 2006, Festa della Santa Famiglia, nell'Atrio dell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha partecipato a un pranzo da lui offerto alle persone assistite dalle diverse comunità romane delle Missionarie della Carità, in occasione del 100° anniversario della nascita della Beata Madre Teresa di Calcutta.

Con oltre 350 ospiti dei Centri di accoglienza a Roma, erano presenti 150 Sorelle, i Fratelli contemplativi, i Sacerdoti e i seminaristi, guidati da Sr. Mary Prema Pierick, Superiora Generale delle Suore Missionarie della Carità; Fr. Sebastian Vazhakala, Co-Fondatore e Superiore generale dei Fratelli Contemplativi; Fr. Brian Kolodiejchuk, Superiore generale dei Sacerdoti Missionari della Carità e Postulatore della Causa di Canonizzazione della Beata Teresa di Calcutta.

Al termine del momento conviviale, il Papa ha rivolto ai partecipanti le seguenti parole:

Cari amici,
sono molto contento di essere oggi con voi e rivolgo il mio cordiale saluto alla Reverenda Madre Generale delle Missionarie della Carità, ai Sacerdoti, alle Suore, ai Fratelli contemplativi e a tutti voi presenti per vivere insieme questo momento fraterno.

La luce del Natale del Signore riempie i nostri cuori della gioia e della pace annunciata dagli Angeli ai pastori di Betlemme: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama"(Lc 2,14). Il Bambino che vediamo nella grotta è Dio stesso che si è fatto uomo, per mostrarci quanto ci vuole bene, quanto ci ama: Dio è diventato uno di noi, per farsi vicino a ciascuno, per vincere il male, per liberarci dal peccato, per darci speranza, per dirci che non siamo mai soli. Noi possiamo sempre rivolgerci a Lui, senza paura, chiamandolo Padre, sicuri che in ogni momento, in ogni situazione della vita, anche nelle più difficili, Egli non ci dimentica. Dobbiamo dirci più spesso: Sì, Dio si prende cura proprio di me, mi vuole bene, Gesù è nato anche per me; devo avere sempre fiducia in Lui.

Cari fratelli e sorelle, lasciamo che la luce del Bambino Gesù, del Figlio di Dio fatto uomo illumini la nostra vita per trasformarla in luce, come vediamo in modo speciale nella vita dei santi. Penso alla testimonianza della beata Teresa di Calcutta, un riflesso della luce dell'amore di Dio. Celebrare 100 anni dalla sua nascita è motivo di gratitudine e di riflessione per un rinnovato e gioioso impegno al servizio del Signore e dei fratelli, specialmente dei più bisognosi.Il Signore stesso voleva essere bisognoso, come sappiamo. Care Suore, cari Sacerdoti e Fratelli, cari amici del personale, la carità è la forza che cambia il mondo, perché Dio è amore (cfr 1Gv 4,7-9). La beata Teresa di Calcutta ha vissuto la carità verso tutti senza distinzione, ma con una preferenza per i più poveri e abbandonati: un segno luminoso della paternità e della bontà di Dio. Ha saputo riconoscere in ognuno il volto di Cristo, da Lei amato con tutta se stessa: il Cristo che adorava e riceveva nell'Eucaristia continuava ad incontrarLo per le strade e per le vie della città, diventando "immagine" viva di Gesù che versa sulle ferite dell'uomo la grazia dell'amore misericordioso. A chi si domanda perché Madre Teresa sia diventata così famosa, la risposta è semplice: perché è vissuta in modo umile e nascosto, per amore e nell'amore di Dio. Ella stessa affermava che il suo più grande premio era amare Gesù e servirlo nei poveri. La sua figura piccola, con le mani giunte o mentre accarezzava un malato, un lebbroso, un moribondo, un bimbo, è il segno visibile di un'esistenza trasformata da Dio. Nella notte del dolore umano ha fatto risplendere la luce dell'Amore divino e ha aiutato tanti cuori a trovare quella pace che solo Dio può donare.

Ringraziamo il Signore, perché nella beata Teresa di Calcutta tutti abbiamo visto come la nostra esistenza può cambiare quando incontra Gesù; può diventare per gli altri riflesso della luce di Dio. A tanti uomini e donne, in situazioni di miseria e di sofferenza, Ella ha donato la consolazione e la certezza che Dio non abbandona nessuno, mai! La sua missione continua attraverso quanti, qui come in altre parti del mondo, vivono il suo carisma di essere missionari e missionarie della Carità. La nostra gratitudine è grande, care Sorelle, cari Fratelli, per la vostra presenza umile, discreta, nascosta agli occhi degli uomini, ma straordinaria e preziosa per il cuore di Dio. All'uomo spesso in ricerca di felicità illusorie, la vostra testimonianza di vita dice dove si trova la vera gioia: nel condividere, nel donare, nell'amare con la stessa gratuità di Dio che rompe la logica dell'egoismo umano.

Cari amici! Sappiate che il Papa vi vuole bene, vi porta nel cuore, vi raccoglie tutti in un abbraccio paterno e prega per voi. Tanti auguri! Grazie per aver voluto condividere la gioia di questi giorni di festa. Invoco la materna protezione della Santa Famiglia di Nazareth che oggi celebriamo - Gesù, Maria e Giuseppe - e benedico voi tutti e i vostri cari.

www.vatican.itRoma, 28 dicembre 2010

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