Capodanno di botti: tante le interviste e le conferenze autoelogiative, furbeschi specchietti per le allodole? | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Capodanno di botti: tante le interviste e le conferenze autoelogiative, furbeschi specchietti per le allodole?

Capodanno di botti: tante le interviste e le conferenze autoelogiative, furbeschi specchietti per le allodole?

Le immagini delle interviste scontate scorrono questa sera ripetitive sullo schermo della TV, con le solite celebrative banalità, con parole accattivanti, nel vano tentativo di rubare consensi ed applausi, ma si tratta di fiumi di parole che mai nessuno assolverà e si perderanno, presto, nel buio della notte.

Mentre in tante case in questo momento scorrono lacrime di dolore, di rabbia e di disperazione che i guardiani della politica e della finanza non riescono a fermare, forse perché nemmeno sanno vederle, ubriachi come sono della propria sete di potere e di autocelebrazione.

Basta con coloro che si accontentano di quel poco che hanno fatto e, poi abilmente, nascondono il molto che ci hanno tolto: vivono nascosti e protetti dietro vetrine dorate, ma ci rubano il sorriso di un futuro migliore. Restano le tante promesse mancate, le affermazioni di rito, le mille attenzioni riservate solo agli amici e centellinate per i propri fedelissimi.

Ci sono ancora famiglie che piangono composte e che stendono al sole i panni bagnati delle speranze perdute, e mangiano pane condito di tanto dolore; sono le famiglie che si sanno accontentare, che si accontentano di poco; sono le famiglie che ci hanno cresciuti, difesi e protetti; sono le famiglie che tanto amore ci hanno donato ed ora sono rimaste sole.
Anch’io faccio scorrere il mouse sul sentiero dei ricordi, ripercorro la mappa degli eventi del 2010 e trovo tante pagine d’amarezza e pochissimo materiale per avere di che veramente rallegrarmi nell’anima. Potrebbe esser un gioioso viaggio di soddisfazioni, rivestite di canti e poesia, invece è il colore viola a tingere, ad orchestrare e a modulare sui tratti grami della nostra vita sociale, con la solita musica, sottofondo monotono di una calma piatta e avvilente.
Appostato dietro il filo dei fatti concreti, con gli occhi spalancati a fissare il futuro, ordito ancora di speranze e di fantasie forse irrealizzabili, rosicchiando pensieri di ottimismo, contrattando col tempo in questo importante giro di boa, mi rivolgo alle stelle e… penso!

...Ma i nostri politici conoscono davvero il dolore, le ansie della gente comune?
Eppure le stelle, così lontane ma tanto sensibili, sanno piangere vere lacrime di luce sugli uomini che tribolano inghiottiti, ogni giorno, dalla bocca vorace della disoccupazione e della precarietà?
Abituiamoci una buona volta ad ascoltare e a comprendere il significato profondo delle urla che si alzano al cielo, sotto le macerie di mille esistenze schiacciate dalla mano gelida della globalizzazione e del finto progresso!
Quanti cristiani non conoscono né il tormento né la sofferenza degli ultimi e se ne stanno sospesi, beati, nel firmamento del proprio egoismo, rimirando la pallida luna della sorte, ingannando se stessi con la falsa credenza di non poter raddrizzare la sorte né realizzare i desideri di chi sta precipitando nel fangoso baratro della disperazione.
Le conferenze di fine d’anno potrebbero generare speranze bugiarde, vane allucinazioni, perché non appartengono alla terra dei comuni mortali che pure hanno lo sguardo rivolto verso l'alto, sognando di raggiungere la stella della propria sistemazione, una stella dove sia bandita ogni disperazione, una stella capace di garantire pane da mangiare e acqua da bere per tutti.
La buona stella che annuncia il sorgere del nuovo anno deve essere la stella grazie alla quale i bambini potranno giocare spensierati e non ci sia più nessuno a rubarli alla famiglia che li ha generati; dove i giovani possono preparare e costruire fiduciosi il loro futuro, senza pericoli di tormentose distruzioni; dove tutti hanno il diritto di vivere in una pace serena e in una feconda tranquillità.

Una stella apportatrice di speranze e che guidi i nostri passi, che ci faccia sentire protetti e difesi, ogni giorno, dalle braccia di Dio.

Per scoprire il valore di un anno, chiedilo a uno studente che è stato bocciato all'esame finale.
Per scoprire il valore di un mese, chiedilo a una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.
Per scoprire il valore di una settimana, chiedilo all'editore di una rivista settimanale.
Per scoprire il valore di un'ora, chiedila agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.
Per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo.
Per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.
Per scoprire il valore di un millisecondo, chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto solo la medaglia d'argento.
Il tempo non aspetta nessuno.
Raccogli ogni momento che ti rimane, perché ha un grande valore.
Condividilo con una persona speciale, e diventerà ancora più importante.
(presa dal WEB)

di don Mimì FazioliTrivento (CB), 31 dicembre 2010

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