Un Patriarca molisano nell'olimpo del volley | Diocesi di Trivento

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Un Patriarca molisano nell'olimpo del volley

Un Patriarca molisano nell'olimpo del volley È di origine agnonese Stefano Patriarca, classe ’87, 205 centimetri di altezza, ruolo centrale, il gigante del volley chiamato quest'anno ad indossare la casacca azzurra.

La sua è una carriera sportiva a dir poco folgorante, al suo primo anno di serie A1 a Castellana Grotte, Stefano Patriarca ha raggiunto un importantissimo e prestigioso traguardo della sua già splendida carriera. Mauro Berruto, neo commissario tecnico della nazionale azzurra di pallavolo, ha deciso di convocarlo per la World League che inizierà il 27 maggio prossimo con l’Italia impegnata nella pool D al pari di Francia, Cuba e Corea del Sud, L’esordio degli azzurri è previsto a Lione (27 maggio – ore 20,30), mentre la prima gara in casa verrà giocata il 2 giugno ad Ancona (18,30) contro Cuba. Stefano è cresciuto nel vivaio della Lube Macerata che a soli 14 anni lo aveva prelevato dall’Asp Agnone. È stato capace di bruciare tutte le tappe e dopo le stagioni in A2 con i Lupi Santa Croce e Crema, dove si è fatto le proverbiali ossa, quest’anno è arrivato nel massimo campionato quello di A1. Enormi sono le potenzialità tecniche che il gigante agnonese possiede infatti era già stato convocato nella nazionale juniores e nell’estate del 2008 era stato aggregato con la nazionale seniores B nel collegiale guidato da Monti. Tuttavia l'ultima sua convocazione dimostra, se ne fosse ancora bisogno, la consacrazione definitiva per Patriarca nel panorama del gota del volley italiano.

Le prime parole dei Stefano subito dopo appresa la notizia della convocazione sono state: “Stento quasi a crederci credetemi faccio ancora fatica a farmene una ragione. E’ un risultato straordinario, un sogno che si realizza. Vedere il mio nome nella lista dei 25 convocati della nazionale A è stata davvero una sensazione indescrivibile, non nascondo il fatto di essermi pure commosso. A chi la dedico? In primis ai miei genitori – ammette senza alcuna perplessità - se sono arrivato fin qui grandi meriti vanno a loro, e poi a tutti quei dirigenti (il riferimento va in particolare alla Lube Macerata, ndr) che mi hanno cresciuto come un figlio insegnandomi come si diventa un giocatore professionista. Ed ancora al mio paese Agnone a cui sono particolarmente legato e dove spero di tornare i primi di aprile per festeggiare con i miei amici”.

Onore e merito a questo giovane e, soprattutto ad una disciplina sportiva che da noi fatica ad affermarsi, pur avendo valenze di praticità, di economicità, di sportività, di qualità di formazione, di tradizione e di brillanti risultati concreti di gran lunga superiori a quello che non può mai offrire il tanto decantato mito del calcio.

La foto di Stefano Patriarca è stata concessa da Gianni Consaga Ufficio comunicazioni sociali - Trivento4 aprile 2011

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