Lettera aperta alle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore per l’anno giubilare 150° di fondazione | Diocesi di Trivento

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Lettera aperta alle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore per l’anno giubilare 150° di fondazione

Lettera aperta alle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore per l’anno giubilare 150° di fondazione Scrivo da Duronia in provincia di Campobasso, da dove desidero comunicare i più sinceri auguri per l’anno giubilare alle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore.
A Duronia per questo evento il parroco don Gino D’Ovidio ha chiamato per sabato 30 aprile tutta la comunità parrocchiale a pregare e festeggiare con la presenza del vescovo, S.E. mons. Domenico Scotti.

Il percorso storico di fede e di speranza di questa congregazione, come ha scritto la superiora generale, suor Emmapia Bottamedi, “si esprime nella carità al prossimo ormai in ben ventuno Paesi nel Mondo, dove con la grazia delle origini voi suore siete chiamate ad essere donne profetiche, ricche di vita interiore e credibili, impegnate in mezzo ai poveri ed alla gente che soffre”.
Ho letto con cura le pubblicazioni sulle origini e sul percorso storico della comunità religiosa di cui francamente ero al corrente dell’attività missionaria, culturale ed assistenziale, ma che non immaginavo fosse così ricca e diffusa in tanti Paesi; ho potuto altresì conoscere la ricchezza spirituale ed umana dei fondatori: Laura Leroux de Bauffremont e padre Gregorio Fioravanti, persone la cui vita resta per tutti noi un esempio di coerenza al Vangelo e di amore per gli altri.

Partite dal monastero di “S. Maria degli Angeli” in Gemona del Friuli con 53 novizie, attraverso le tante difficoltà che ogni esperienza comporta, siete riuscite con tenacia a costruire questa grande famiglia delle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore che rappresenta davvero una enorme ricchezza per l’intera Chiesa.

Non sono qui ovviamente, perché non è il mio compito, a fare memoria storica e tanto meno a disegnare un quadro commemorativo o celebrativo.
Io vivo in una piccola comunità parrocchiale che è quella di Duronia nella diocesi di Trivento e vorrei condividere con tutte voi suore questo momento di gioia al quale spero di portare un umile contributo di testimonianza che è quella di un laico che nel 1965 viene per la prima volta a contatto con un gruppo di tre Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore giunte nel mio paese per aprire una scuola materna e diventate successivamente cinque con l’apertura di una casa di riposo per anziane.

Queste cinque suore coraggiose collaborarono fattivamente alle due opere volute dall’allora parroco don Giovanni Russo e si inserirono nel tessuto religioso e sociale della comunità parrocchiale cercando anzitutto una profonda sinergia con quanti tra la popolazione erano disponibili a fare con loro un percorso di fede, di testimonianza del Vangelo e di amore per il prossimo.
Lavoravano in una realtà difficile sul piano religioso, umano, culturale, economico e sociale, ma rimboccandosi le maniche, hanno operato per promuovere l’evangelizzazione attraverso la catechesi e gli altri servizi in parrocchia, ma anche con la totale disponibilità a mettersi al servizio di soggetti bisognosi di aiuto quali appunto i bambini della prima infanzia e gli anziani privi fino ad allora di qualsiasi struttura educativa e di assistenza.

La sensibilità, la dedizione e l’amore incondizionato al prossimo bisognoso sono state le prime virtù grandi che da laico ho maturato proprio a contatto con il duro lavoro giornaliero di queste cinque donne della Provvidenza giunte nel nostro piccolo paese del Molise centrale, dove oggi altre suore, che hanno sostituito le prime, continuano, in perfetta comunione con il nuovo parroco, don Gino D’Ovidio, ad essere per la gente un punto di riferimento sul piano religioso, culturale e sociale.

La popolazione ha saputo apprezzare il servizio della vostra Congregazione all’intera comunità parrocchiale e sicuramente intende esprimervi la riconoscenza più grande proprio in questo giorno in cui celebrate il 150° anno giubilare.

La seconda testimonianza che desidero portare è il rapporto che ho avuto con la vostra esperienza missionaria in Camerun dove allora operava Suor Maria Teresa Anasseril a Yaoundè.
Anche lei, partita dall’India, è approdata a Duronia con compiti di infermiera presso la casa di riposo “Villa Serena”.

Il rapporto di fede in parrocchia e di amicizia nella vita è continuato anche quando lei ha scelto di andare missionaria in Camerun, dove nel 2007 con i proventi di un mio romanzo appena pubblicato le ho finanziato un progetto, poi interamente realizzato, per la costruzione di un dispensario farmaceutico.
Suor Maria Teresa oggi è tornata a lavorare in India e sono sicuro che il nostro rapporto di collaborazione continuerà.

La terza testimonianza di cui voglio farvi partecipi è la relazione spirituale ed umana che sin dal 1965 lega i Duroniesi alle suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore presenti a Duronia, cui abbiamo dato molto poco, ma dalle quali abbiamo sempre avuto esempi straordinari di fede, preghiera e dedizione piena al prossimo. Sì, perché la fede è sicuramente un dono del Signore, ma matura e si arricchisce a contatto con persone che la testimoniano ogni giorno con la preghiera e con la vita.

Questa comunicazione ovviamente non vuole avere nulla di auto celebrativo, ma ha l’unico scopo di proporre il rafforzamento delle relazioni tra le suore della vostra congregazione ed il mondo del laicato, perché da un lavoro sempre più sinergico tra religiose e laici si possa migliorare l’attività di evangelizzazione e di promozione umana che poi sono le finalità fondamentali alle quali il Signore chiama tutti noi.

Georges Bernanos diceva che Dio non ha altre mani che le nostre per agire nella storia e noi abbiamo bisogno oggi, in quella crisi di appartenenza che ormai apertamente sociologi e teologi chiamano la notte del cattolicesimo italiano, di un forte impegno di nuova evangelizzazione che dovrà io credo riguardare anzitutto gli uomini e le donne della Chiesa, perché, tornando da poveri ad una profezia credibile, siano capaci di rendere ascoltabile il messaggio cristiano.

È chiaro che, come molte suore nell’umiltà di una vita coerente al Vangelo hanno dimostrato, solo questo impegno al servizio del Signore darà un senso alla nostra vita secondo la prospettiva di Dio.
Prima di chiudere questo mio breve intervento, lasciate che a nome dell’intera collettività parrocchiale di Duronia nella quale vivo io esprima anzitutto la più sentita e profonda gratitudine per tutto quanto la vostra comunità religiosa dà alla collettività duroniese con l’educazione religiosa e con la cura delle anziane a “Villa Serena” e per quello che esprime nel mondo in termini di testimonianza della fede e di solidarietà agli ultimi; l’augurio poi che contestualmente vi rivolgo è quello di rafforzare sempre più la capacità di comunicare agli altri la Verità ed i valori evangelici e di essere con la vostra capacità di condivisione degli stessi lievito forte in realtà umane e sociali nelle quali l’individualismo, il materialismo o al contrario la miseria impediscono a tanti di riconoscere il messaggio di Cristo.

Grazie per la vostra testimonianza di amore al prossimo ed auguri sinceri dal più profondo del cuore.Umberto Berardo2 maggio 2011

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