IL PROFUMO DELLA ROSA | Diocesi di Trivento

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IL PROFUMO DELLA ROSA

IL PROFUMO DELLA ROSA Carissimi amici,
riprendo il contatto con voi cogliendo lo spunto da un aneddoto che ho appena letto sulla famosa rivista indiana di teologia “Vidyajyoti Journal of Theological Reflection”. Come ben sapete, in questa parte del mondo la verità viene narrata in parabole, che in lingua bengalese sono chiamate upoma kahini o golpo. Anche Gesù, che apparteneva al mondo asiatico, si esprimeva in parabole.

Eccovi allora l’aneddoto o la parabola: “I discepoli erano tutti presi dalla discussione sul detto di Lao-Tzu: “QUELLI CHE SANNO NON PARLANO; QUELLI CHE PARLANO NON SANNO”. Quando il Maestro entrò, i discepoli gli chiesero che cosa le parole significassero. Il Maestro disse: “Chi di voi conosce la fragranza di una rosa?” Tutti la conoscevano. Allora il Maestro disse: “Esprimetela in parole”. I discepoli rimasero in silenzio.

Questo aneddoto esprime molto bene la situazione in cui mi trovo in questo momento mentre mi accingo a riferirvi sull’evento dello scorso 28 ottobre, che ha visto il coronamento di oltre 30 anni di presenza e annuncio dei Missionari Saveriani tra i fuori-casta di Chuknagar e dintorni. L’esperienza non si racconta, la si vive. Al termine della cerimonia della consacrazione della chiesa, dedicata alla Vergine Maria, Regina dei Poveri, che ha visto convenire assieme una folla straordinaria di Cristiani, Hindu e Musulmani, ho detto due parole di circostanza per ringraziare i convenuti. Qualche giorno prima avevo ricevuto, via email, un messaggio da mio fratello Giovanni,, che è stata l’unica voce di partecipazione lungo tutto il mese di ottobre,mese missionario. Allora ho esordito facendo riferimento al messaggio di mio fratello Giovanni, che tutti ritengono un miscredente, che si porta dietro l’etichetta di comunista dagli anni del ’68.

Eccovi il messaggio: “Carissimo Antonio,avrei voluto tanto esserti vicino in questi giorni così intensi a Chuknagar mentre stai per portare a termine una impresa così importante per te e per le tua comunità e così grande e affascinante per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di seguirla dall’inizio e da lontano, offrendo il proprio aiuto sincero alla tua fede, alla tua passione, alla tua caparbietà ed al tuo infinito amore per la tua “gente”.

Invece sono qui a Roma immerso, come tanti altri, nei problemi che questa società in dissolvenza sta creando. Fra qualche giorno la campana di Agnone suonerà a festa anche a Chuknagar e noi la sentiremo. Sentiremo il tuo cuore esplodere di gioia e vedremo finalmente i tuoi occhi bagnati di lacrime. Papà e mamma saranno sicuramente seduti davanti a te ai primi posti. Anche io, Silvana e Elio siamo orgogliosi di te e condividiamo la tua gioia”.

Mentre riferivo queste parole, nell’assemblea si è creato un maestoso silenzio. Mi è venuto un nodo alla gola, simile a quello del 25 aprile 1977, quando, dopo aver salutato i miei venuti all’aeroporto, mi avviavo verso la linea di partenza per il Bangladesh.

Cari amici, perdonatemi questa esplosione di emozione. Per il momento non sono in grado di dire altro. Qualche cosa aggiungeranno le poco foto che vi includo. Un grande, cordiale saluto con grato ricordo nella preghiera.P. Antonio Germano Das, S. X.Chuknagar - Bangladesh, 14 novembre 2011

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