Alla fine dell’anno liturgico un bel po’ di ricordi e tanta speranza | Diocesi di Trivento

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Alla fine dell’anno liturgico un bel po’ di ricordi e tanta speranza

Alla fine dell’anno liturgico un bel po’ di ricordi e tanta speranza Nei giorni scorsi, la coincidenza di una sfilza di 11 ha fatto impaurire tantepersone. Queste sono quelli che temono la fine, ma sono inconsapevoli del finedella propria vita e della nostra intera esistenza. La Chiesa, maestra e madre,ogni anno, un mese prima di Natale, ci invita a riflettere, a pregare, arinnovare a rinvigorire il significato profondo e il senso vero della nostraesistenza.

Immagini immerse nel buio del tempo si ravvivano e scorronodavanti alla memoria, mentre un gattino discreto e taciturno passeggia lungo iviali del parco che non odorano più di glicine, di tiglio ed di acacia, ma solodi vento, umido e leggero.

Alcune rare gocce di pioggia si posano sul mio viso, elavano, e ravvivano il dolce mosaico dei cari ricordi e di immagini lontane,che si stagliano lentamente e si ricompongono accanto all'architetture possentidi un vecchio castello, avita e temuta dimora dei Caldora guerrieri, tuttosolitario, ombroso e triste, mentre la sua facciata screpolata s'illuminanell'accogliere il crepuscolo che avanza.

Giunge al suo finir un altro anno liturgico e, per unmomento quasi magico, anche il pensiero e l'anima stessa s'involano seguendonote nostalgiche che, come d' incanto, fluiscono giocose e vive dallefinestre dell'antico Seminario che,dischiuse appena, sembrano sonnecchiare.

Nel mentre che la luna si appresta con i suoi leggeripennelli d'argento a dipingere i muri con gli esili fili bianchi cheattraversano i rami denudati delle foglie, il cuore mio si fa compagno di uno spazio e di un tempo deiquali la parola balbetta nel tentare di ricordare, di riordinare e di narrare.

Nel caldo silenzio dell'anima in cui le cose terrene siabbandonano, pur restando vicine, un lontano passato mi compare dinanzi... edio procedo piano nei ricordi, mentre un dolce refolo di vento scandisce iltempo, dissipa lo sbigottimento, vince le incertezze, e vola lieve il pensiero,sospinto dalla carezza della preghiera che allontana le quotidiane paure escompiglia la patina di egoismo che continuamente si deposita e si accumulanella mente e nel cuore.

Voglio ancora un po' di tempo, dopo aver vagato per sentieriimpenetrabili e aver visto, recentemente, immagini di fiumi d'acqua sommergerele cinque terre, i cieli lontani tracciati da lampi minacciosi e troppi voltiinnocenti solcati dalle lacrime amare della disperazione.
Desidero ancora un po' di tempo... per non udire più alcunpianto disperato di chi ha perso tutto e non sa da dove ricominciare e miaffanno a cercare un canto, un salmo di speranza e un inno di rinascita.

Le note delle campane della Cattedrale s'infrangono suitetti, vi rimbalzano, via via riecheggiano nei vicoli e sembra che siattenuano, ma poi si librano ancora più leggere e tremule, come uno sciame dilibellule, sfiorano le orecchie dei passanti e, come in un lieve fruscio,svaniscono nell'aria, andando a dileguarsi nell'ampia vallata sottostante delTrigno.

Sul mio viso, ora, il nuovo anno liturgico sarà come la carezzalenta e leggera di una mano intenta a placare la mia inquietudine e che miriporta dolcemente dai sogni di una infanzia, ormai troppo distante, allaquotidiana responsabilità di una vita fatta di attenzione e di aiuto aifratelli, ad ogni fratello, a quello che mi guarda con i suoi occhi vacui eassenti, a quello che mi rivolge il suo grido lacerante ed acuto del dubbio, aquello che attende da me una parola di speranza.

Così mi sale, a fior di labbra, una preghiera, capace disgretolare gli argini dell'inerzia e in grado di esondare in un torrente caricodi parole di consolazione e di fragili perle di una fraterna e cordialeattenzione.

Un ultimo soffio di vento, che si è levato ancora più forte,riporta il fruscio dei miei pensieri e dei buoni propositi nel caldo respirodel darsi da fare, dell'agire subito, in un presente così nuovo, tutto dacostruire e tutto da inventare...

E intanto prego con ilSalmo 120 che mi dà tanta pace e immenso conforto: “Il Signore non ti lasceràcadere, veglia su di te, senza dormire. Su di te veglia il Signore, ti proteggecon la sua ombra, sta sempre al tuo fianco. Il Signore proteggerà la tua vita,ti proteggerà da ogni male. Il Signore ti proteggerà quando parti e quandoarrivi, da ora e per sempre”. Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 21 novembre 2011

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