Messaggio natalizio congiunto dei quattro Vescovi Molisani | Diocesi di Trivento

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Messaggio natalizio congiunto dei quattro Vescovi Molisani

Messaggio natalizio congiunto dei quattro Vescovi Molisani Mons. GianCarlo MariaBregantini, mons. Salvatore Visco, mons. Gianfranco De Luca e mons.Domenico Angelo Scotti, i quattro Vescovi del Molise, hanno stilatoquesto accorato e paterno messaggio natalizio:

“Carissimifratelli e sorelle, anche quest’anno porgiamo a ciascuno di voi, instile unitario come Vescovi del Molise, i nostri migliori auguri peril santo Natale 2011, valorizzando la celebre frase di speranza diIsaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce”(9,1-3).
Vi è bendescritta la nostra situazione, cioè la crisi etica, che si fa poiculturale, per diventare anche sociale e politica, oltre cheeconomica. Ma questa notte di tenebre è squarciata da una grandeluce: la luce della grotta di Betlemme, per la presenza del Cristo.
Anzi, proprioperché sentiamo fitte le tenebre, ancor più gustiamo la gioia dellaluce.

“Cristo, tu cisei necessario!” - amava dire Paolo VI. Ed il papa Benedetto haspesso ripetuto: “Con Dio, c’è futuro!”. Senza la fede, calaanche la speranza. E se cala la speranza, diminuisce la fiducia, nonsi investe più, non ci si sposa, non si diventa preti, non sicostruisce il futuro, non si studia più a scuola, si diventa stanchie rassegnati.

2. - Saràuna crisi lunga, durevole, parte ormai della nostra storia attuale.Ma vivere nella crisi non significa vivere nella paura. Certo nellaprecarietà, ma non nella paura. È vero che la precarietà è comeuna coperta corta, troppo corta, che non ci copre mai del tutto.
Un tempopenitenziale, che potrà però essere sorgente di nuove relazioni conla riscoperta dell’essenzialità, nuovi stili di vita, sobrietà diconsumi, più spazio per il cielo, più tempo per la famiglia,capacità di cogliere il cuore dell’altro, condividendone le ansiee le gioie.
Per questo, viesortiamo ad aumentare la fede, a far crescere la preghiera, percogliere che la vita non è solo nelle nostre mani, ma che siamosempre più nelle mani di Dio. Tutto è dono; ogni cosa ci è data,per vivere da fratelli.

3. - Cosìnon entrerà il tarlo pericolosissimo della paura. È la paura che cifa vedere nemici dappertutto, come è successo a Firenze qualchegiorno fa. È la paura che ci impedisce di guardare oltrela siepe. È la paura che ci fa vedere nel vicino un fardello e nonun fratello. Grazie invece all’accoglienza realizzata in diversicomuni della regione nei confronti degli immigrati: sono una risorsa,una forza di rinnovamento spirituale, un dono non un pericolo!
I preti perciòsiano sentinelle che, nella preghiera gustata nella Parola di Dio,sanno aiutare tutti a capire quanto resta della notte. Così imaestri nelle scuole: tanto più preparano il presente concompetenza, quando più sanno guardare il futuro con fiducia. Labellezza del cielo cambia la nostra terra del Molise. L’accoglienza,la fiducia e la stima reciproca possono così vincere la paura!
Ed una buonaConfessione riapre gli orizzonti, per fare gli auguri a tutti, specieai nemici!

4. - Anchela nuova amministrazione regionale, che salutiamo con grande rispettoe a cui auguriamo di poter dare una spinta forte alla speranza, siaanimata da concretezza e stima reciproca. Sappia molto ascoltare,molto capire, molto lavorare insieme, in feconda collaborazione conla minoranza, anche in relazione alla scarsa differenza di voti.
Solo uniti si puòattraversare questa crisi. Il Molise ha tante risorse positive: lasentita religiosità della gente; la bellezza del paesaggio dacustodire anche con apposite e intelligenti leggi in difesa delterritorio; il vigore della fa- miglia tradizionale da aiutare conammortizzatori sociali ben studiati di fronte alla crisioccupazionale; il positivo clima di sicurezza sociale. E come sanGiuseppe ha custodito il bambino Gesù contro Erode, così ognicittadino si faccia custode appassionato del Molise. Cresca il gustodella bellezza, che resta la grande arma contro la delinquenzaorganizzata. E il gusto del bello ci aiuti a costruire scuole sicure,soprattutto innovative nei programmi. Il territorio sia ben difesodalle frane e le strade curate. Tutti gli ospedali siano di buonaqualità. Ogni lavoro abbia pari dignità, specie il lavoro nei campie nell’artigianato, che vanno ripresi, aiutati e sostenuti.

5. -Condividiamo la tristissima trepidazione delle famiglie che perdonoil lavoro, pronti a sostenerle con iniziative specifiche. Siamosempre vicini ai giovani, per accompagnarli, senza reticenze, neigiorni difficili della ricerca del lavoro, anche tramite il progettoPolicoro, alimentato anche da un intelligente utilizzo delle offerteper le feste popolari. Perché ci sia giustizia che diventa pace.Così educheremo i nostri giovani alla pace, proprio tramite illavoro, come ci esorta il Papa per il 1 gennaio 2012. Grazie a chiprogetta, grazie a chi intraprende, grazie a chi investe, grazie achi crede nel futuro dei nostri giovani. E grazie ancor più aigiovani che combattono, che si preparano con cura e qualità, chelottano insieme per rendere più bella la nostra terra.
E come Mariacustodiva nel suo cuore, meditandole, le cose di Dio, così ognimamma sia come la mamma di Nazareth: ascolto, fiducia, amore con losposo (come Maria con Giuseppe), dialogo affettuoso in casa, tempoper i figli diversamente abili, intreccio di differenze, fiducia estima per vincere la paura. Ed anche le Suore siano così: vicinealla gente, in sobrietà e letizia, affettuose nel sollevare ogninostra fragilità, specie i bambini e gli anziani. Continueremo apubblicare e sostenere il nostro periodico: Molisinsieme, che cipermette di stare uniti tra di noi, di collegare reciprocamente ogniparrocchia, creando fiducia di cuore in cuore.

A tutti voi,carissimi fratelli e sorelle, doniamo la nostra presenza e il nostroattento ascolto. Ce lo permette anche il numero limitato delle nostrediocesi, per avere un dialogo sereno, donare tempo alle relazionidirette, pregare insieme ed insieme asciugarci le lacrime nei giornidella durezza di vita.

Buon Natale atutti, con la benedizione del Signore, i vostri Vescovi: GianCarlo,Salvatore, Gianfranco e Domenico Angelo”. Ufficio comunicazioni sociali24 dicembre 2011

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