Dopo quarantatre anni di sacerdozio sento ancora giovane e felice il mio cuore | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Dopo quarantatre anni di sacerdozio sento ancora giovane e felice il mio cuore

Dopo quarantatre anni di sacerdozio sento ancora giovane e felice il mio cuore In questi giorni moltissimi sacerdoti ricordano, con emozione e gratitudine, pregano con riconoscenza e invitano i propri fedeli a pregare per l’anniversario della loro ordinazione sacerdotale, che di solito veniva conferita al termine dell’anno scolastico.

Mons. Scotti, già nell’omelia durante la Messa crismale di giovedì santo, ha ricordato espressamente i sacerdoti che quest’anno celebrano anniversari significativi di ordinazione e in particolare: Mons. Giovannino Santangelo che celebra il 65° di ordinazione, a Mons. Giovanni Fangio che celebra il 60°, don Antonio Guglielmi e Padre Luciani Proietti che celebrano il loro 25°.

A loro, al nostro Vescovo mons. Scotti, per il suo quarantacinquesimo anniversario, al vescovo emerito mons. Santucci, per il sessantunesimo giubileo, e a tutti gli altri presbiteri, dal sito ufficiale della Diocesi, giungano gli auguri più sinceri e cordiali, pieni di viva riconoscenza.
Un particolare pensiero, di ringraziamento e di lode a Dio, vogliamo riservare per mons. Giovannino Santangelo, parroco emerito di Pietrabbondante, decano del nostro presbiterio. In occasione del suo ritiro dalla parrocchia avevamo scritto: “Don Giovannino è un prete carico di anni sì, ma ancora giovanile e per nulla segnato dalla fatica. Un presbitero che in tutta la sua vita ha avuto tanta voglia di predicare, di insegnare (quanti professionisti del paese sono tali grazie alle sue lezioni private!), di educare, di testimoniare, di essere disponibile nell’ascolto e nella confessione dei suoi fedeli, nel sacrificarsi e senza nessuna arroganza poi di gridare ai quattro venti quello che riusciva a realizzare. Egli ha capito che nel mondo c’è bisogno di “ora et labora”: agire e pregare, dopo tanti anni di azione pastorale si riserva ancora maggior tempo di silenzio per pregare, per intercedere l’intervento del Cielo, nella piena consapevolezza che la preghiera è azione ancora più certa, perché riesce a muovere e a coinvolgere nei nostri umani progetti lo stesso Dio. Il nuovo programma di vita di don Giovannino? Eccolo: sentinella vigile ed orante, presenza silenziosa che continua a rimanere accanto alle persone sempre, sia nei momenti felici e gioiosi come in quelli difficili, dolorosi e problematici. Mons. Santangelo avrà più tempo non dico per riposare, ma per pregare, per consigliare, per confortare, per confessare... Infatti qualcuno ha scritto che “Il dono di essere buoni confessori non abbandona mai il prete, anzi può intensificarsi con il passare degli anni e diventare prezioso nel sacerdote anziano...”. Su ali d’aquila: ogni fedele di Pietrabbondante, ben confortato e confermato nella sua fede, saprà che Padre Giorgio, nuovo pastore e fedele continuatore nella scia del buono e proficuo lavoro di don Giovannino, lo “rialzerà, lo solleverà, su ali d'aquila lo reggerà, sulla brezza dell'alba lo farà brillar come il sole, così nelle Sue mani vivrà”.

Agli auguri, sentiti e cordiali per tutti, aggiungo una mia riflessione personale.

Dopo quarantatre anni di sacerdozio sento ancora giovane e felice il mio cuore, perché batte ancora fortemente. Esistono dentro di me parole, pensieri, idee, frammenti di riflessioni, progetti e tante frasi che ho tenuto nascosto per molto tempo, sono quelle parole che camminano nel mio sangue e che, per timida riservatezza, non le ho mai fatte uscire all’esterno, non le ho mai rivestite della mia tremula voce.

Il battito del mio cuore per il Signore è così forte che se lo tirassi fuori dal petto tremerebbe tutto, sposterebbe perfino le nuvole, ripulendo il cielo e rendendolo azzurro e felice. Potrebbe battere ancora più forte in modo che le sue onde d’urto asciugherebbero le lacrime di chi soffre ogni giorno e ogni notte. Batterebbe così forte da fare scomparire tutto l’odio del mondo, eliminandolo dalla terra, spezzando ogni missile e spuntando ogni arma ingiusta, fino a rendere finalmente felici i bambini del terzo mondo, facendoli sorridere e divertire.

Vorrei, perciò, dire al mio Signore: è troppo bello il tuo fascino, sei Tu così lucente e vivo che mi bruci l’anima, e più sei invisibile e più il mio cuore batte e brucia per te. Quando ripenso alla tua chiamata, sento battere il mio cuore giorno e notte, sento forte il profumo della tua ascosa e meravigliosa presenza che pervade tutto il mio intimo: Tu sei sempre al centro dei miei pensieri e dei miei sogni, non c’è notte né pensiero dove non entri anche Tu. Tu sei ovunque e, ogni volta che ti penso, il mio spirito comincia a tremare, perché ho un po’ di santo timore, di concreta paura, paura di non essere all’altezza e di sentirti ad un tratto distante da me....

Quindi ora guardami nel cuore, dimmi che potrò continuare ad averti vicino per sempre, che non te ne andrai mai lontano da me, come hanno fatto tanti altri, che di te posso avere la garanzia di una presenza rassicurante. Dimmi che potrò ogni sera tranquillamente chiudere i miei occhi, perché Tu vegli su di me, e poterli poi riaprire con il sorgere del sole, tranquillo e fiducioso che Tu non ti stanchi di me, ma che continuerai a camminare nei miei pensieri, a vigilare sul mio cuore, un po’ arrugginito, e a risplendere nei miei sogni.

Rassicurami, Signore, che resterai sempre qui e che, con la tua luce, illuminerai la mia vita, con la tua grazia, ravviverai le tante speranze e che non mi lascerai mai al buio. Dammi la sicurezza che Tu sei qui davanti a me, che io potrò continuare ad avere l’onore e la felicità di un vero amico, fino impazzire d’amore per la tua presenza e per tutta la vita.don Mimì FazioliTrivento (CB), 28 giugno 2012

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