UNA TAPPA IMPORTANTE NELLA STORIA DELLA DIOCESI: la ricostituzione del Capitolo della Cattedrale | Diocesi di Trivento

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UNA TAPPA IMPORTANTE NELLA STORIA DELLA DIOCESI: la ricostituzione del Capitolo della Cattedrale

UNA TAPPA IMPORTANTE NELLA STORIA DELLA DIOCESI: la ricostituzione del Capitolo della Cattedrale

La festa di San Casto costituisce una tappa molto importante nella storia della Diocesi di Trivento e qualifica l'Episcopato di Sua Ecc. Mons. Domenico Scotti.

Come ha accennato lo stesso Vescovo nell'omelia, lui ha avuto sempre molto a cuore la celebrazione della festa di colui che è stato il primo evangelizzatore della nostra Diocesi. Sono convinto, inoltre, che questa giornata rimarrà impressa nella mente e nel cuore di quanti hanno avuto la fortuna di parteciparvi.

Tre i momenti qualificanti: la conferenza di Don Erminio Gallo, la presa di possesso dei membri del Capitolo Cattedrale, la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo.

Le mie riflessioni sulla conferenza. Non ho avuto il tempo di leggere il volume, baso le mie riflessioni su quello che ho potuto memorizzare della conferenza.

Mi ha colpito molto la sintesi del Relatore sulla figura di San CastoVescovo Itinerante. Negli ultimi decenni si è spesso detto: "Il Sacerdote deve uscire dalla sagrestia e andare dalle persone; non deve aspettare che gli altri vadano in chiesa, deve essere lui che va da loro". Che il primo Evangelizzatore ha fatto questo è motivo di grandissima gioia per noi. Mi piace immaginare il Vescovo Casto che incontra le persone di Trivento nelle case, nei posti di lavoro, nelle stradine; che dal centro abitato va nelle campagne, nei villaggi circostanti per parlare, per ascoltare, per capire i problemi e i bisogni spirituali e materiali delle persone.

Il Sacerdote non può stare nella propria casa, nel suo studio, nel suo mondo....

È troppo poco leggere studi di pastorale, fare programmi....

È necessario andare, bisogna uscire e stare dove stanno gli altri.

Il Sacerdote ha bisogno di conoscere la vita delle famiglie, le difficoltà che incontrano nella formazione dei figli. Deve incoraggiare, deve stimolare, deve illuminare con la Parola di Dio la vita, deve stimolare alla vita sacramentaria per poter stare in grazia di Dio, deve invitare le famiglie ad aprirsi agli altri.

Secondo momento: il Capitolo della Cattedrale. Per ascoltare meglio il relatore, avevo preso posto nel primo banco sistemato nella cappella dell'Addolorata.

Terminata la Relazione, ho visto che alcuni sacerdoti sono andati in Sagrestia: hanno chiuso la porta. Ad un certo punto sono usciti in processione.

Descrivo le mie impressioni, con la mente di quando frequentavo le elementari.

Mi colpisce il loro abbigliamento: sono molto grandi rispetto a me, camminano lentamente, hanno in testa un copricapo con un fiocco rosso e, nella parte superiore del corpo, una mantella rossa; le ritengo persone molto importanti.

Guardandoli con gli occhi di oggi noto: nove su dodici sono della "zona di Trivento e precisamente: tre sono nate a Trivento (Don Antonino Scarano, Don Angelo Sceppacerca, Don Gino D'Ovidio); due lavorano a Trivento alla Curia di Trivento (Don Mimì Fazioli, Don Erminio Gallo); quattro hanno questi incarichi pastorali: Don Alfonso Cerrone, Rettore di Canneto, Don Orlando Di Tella, parroco di Pietracupa, Don Gigino Moscufo, parroco di Roccavivara, Don Antonio Guglielmo, parroco di Salcito. Quattro sono della "zona" di Agnone e precisamente: Don Elio Venditti, parroco di Capracotta, Don Nicola Mosesso, parroco di Sant'Angelo del Pesco, Don Francesco Martino, cappellano dell'ospedale di Agnone.

Con grande gioia, vedo che, dopo il giuramento, prendono posto negli scanni, da sempre riservati ai Canonici. Con grande sofferenza vedevo, nelle feste solenni che in quegli scanni prendevano posto i Confratelli della Congrega della Santissima Trinità e, vicino al Vescovo, c'era solo il sottoscritto (Don Mimì Cerimoniere, Don Antonino confessava).

I compiti dei Canonici? Si è molto insistito, sia nelle monizioni che nelle preghiere: saranno presenti in Cattedrale, Madre di tutte le chiese della Diocesi, nelle Feste perrendere solenni le Celebrazioni presiedute dal Vescovo.

Per questo motivo, dicevo all'inizio, "festa di San Casto costituisce una tappa molto importante nella storia della Diocesi di Trivento e qualifica l'Episcopato di Sua Ecc. Mons. Domenico Scotti". Vedremo dodici canonici occupare i loro posti, essere vicino al Vescovo, rendere solenne le celebrazioni.

Durante la celebrazione il mio pensiero è andato alla Messa della notte di Natale del 1964, quando ero giovane parroco a Casalciprano. Tornato a casa, mia madre disse: "Come era bello la notte di Natale nella Cattedrale di Trivento: il Vescovo, i Canonici, i Seminaristi".

Torneranno così ad essere belle e solenni le celebrazioni in Cattedrale con la presenza dei Canonici.

don LuigiTrivento, 8 luglio 2012

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