Da poco sono rientrato a casa. Il tempo di un sorso d’acqua e, visto che sono solo, mi siedo nel mio angolo preferito della stanza. | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Da poco sono rientrato a casa. Il tempo di un sorso d’acqua e, visto che sono solo, mi siedo nel mio angolo preferito della stanza.

Da poco sono rientrato a casa. Il tempo di un sorso d’acqua e, visto che sono solo, mi siedo nel mio angolo preferito della stanza. Le luci sono basse, un po’ di buona musica e un bel libro tra le mani. Passano pochi minuti e mi rendo conto che, forse per il troppo caldo, faccio fatica a leggere stasera. Allora appoggio il libro sul tavolino e mi abbandono alle briglie sciolte alla fantasia, mi faccio un viaggio nel mondo dei ricordi, un viaggio pieno di dolcezza e di sogni, di quei sogni iniziati e, forse, mai finiti.

Se potessimo fermare il tempo, lo faremmo per noi stessi e per i nostri amici, pur di ritrovare i momenti più belli, pur di regalare ai nostri giorni una gioia sempre viva, pur di condividere la bellezza della vita, pur di scacciare quel plumbeo velo di malinconia che si posa sul nostro agire e annulla i dolci germi della serenità e spegne il sorgere di un bel sorriso.

Così lascio scorrere i più bei ricordi, e mi metto a rileggere e rivivere quelle fantastiche sensazioni infantili, proprie di quando ancora riuscivo a sognare un mondo diverso, pieno di incanti e ricco di speranze...
Una volta, credevo anche d’essere il più forte, ma, per carità, stavo sempre con il fucile in mano della tua spavalderia e di fronte mietevo le tante vittime dei miei pregiudizi e del mio orgoglio. Poi un bel giorno è comparso il dolore, intonando la cupa nenia della sua presenza, e non sono stato più poi tanto tranquillo, non potevo perseverare nel mio fingere di essere un leone. Mi sono, finalmente, accorto di essere piccino piccino e senza la grazia del cielo rimanevo impotente, indifeso, fragilissimo.

Ripenso spesso, con un po’ di nostalgia, alla scatola di quei miei sogni infantili, dentro la quale c’erano tutte le aspettative della mia vita e c’erano tutti i miei sogni, le più grandi attese...

Ma poi un bel giorno me ne sono disfatto, l’ho buttata via perché non si può continuare solo a sognare, si entra in gioco, nel pieno della vita, lì dove ogni giorno ti confronti con le tue certezze e i tuoi fallimenti, con le tue debolezze e con il sostegno sicuro che ti vieni dall’alto

Di colpo ci si deve svegliare, si deve pur smettere di viaggiare troppo con la fantasia... e, così, ho preso con decisione le fredde lacrime della vita e le ho scagliate in fondo al mare, perché vi si sciolgano come il sale.

Si possono cominciare ad affrontare decisamente i propri problemi, si può iniziare ad essere più risoluti, ci si può afferrare all’arcobaleno luminoso della speranza e tenerselo, per sempre, stretto stretto al cuore.don Mimì FazioliTrivento (CB), 16 luglio 2012

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