Viva , viva l’Inghilterra! | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Viva , viva l’Inghilterra!

Viva , viva l’Inghilterra! Una curiosa notizia sta facendo il giro del mondo: finalmente aspetta un figlio (o una figlia) dalla giovane moglie Kate il principe William, il figlio di Carlo e Diana, erede al trono d'Inghilterra, sul quale siede da mezzo secolo l'ultraottantenne e intramontabile nonna Elisabetta.
L'ultimo concepito di casa Windsor sta suscitando un'ondata di simpatia nel Regno Unito e, per ridondanza, nel mondo. Addirittura, in un finto account di twitter intitolato al "Royal fetus", viene la reale creaturina immaginata e raffigurata con tanto di preziosa corona di diamanti...

Riflettiamo: l'erede che non ancora nato, è appena ai primissimi mesi, ma è universalmente considerato da tutti, mezzi di comunicazione e sudditi, già una persona, una nuova vita, un essere umano titolare di diritti, tra i quali c'è perfino il trono d'Inghilterra. Siamo felici anche noi per questo, ci mancherebbe, come tutti sono contenti, come tutti sono proprio entusiasti... Come dire: Dio salvi la regina e gli eredi dalla prima alla terza generazione, passando allegramente per la seconda.

Ma, c'è un ma..., pesante come un macigno: come si fa a conciliare tutta questa delicata e interessata attenzione con le centinaia di migliaia di bambini, sfortunati e non altrettanto coronati, giudicati non degni di venire al mondo e buttati via perché non sono riconosciuti titolari degli stessi diritti rispetto all'embrione di sangue blu, e solo per questo, considerati semplicemente non persone, vengono eliminati ancora nel grembo della madre?

Aldilà della considerazione dell'incoerenza britannica, e non solo, fautrice dell'aborto e nello stesso tempo cultrice del feto reale, tanto che si può applicare la frase della fattoria degli animali di Orwell: "Tutti gli animali sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri".

Con franchezza dobbiamo ammettere che c'è molta ipocrisia nelle società occidentali sul tema dell' aborto. Tutti pronti a osannare le scienze, magari contrapponendole alla religione, ma sono proprio queste che ci dicono che all'atto stesso della fecondazione si mette in movimento un processo il cui risultato naturale è una nuova vita umana. L'ovulo fecondato, che impropriamente e riduttivamente viene chiamato "cellula", è pur sempre una cellula straordinariamente speciale poiché è in potenza già l'essere umano tutto! Da quella cellula poi nasceranno tutte le altre.
Uno degli ultimi dati ufficiali disponibile, relativo al 2010, parla di 2 milioni e mezzo di aborti solo in Europa: un vero genocidio. I giornali e gli altri mezzi di comunicazione hanno paura di rendere noti questi numeri: si preferisce dare voce ai cani morti in un canile o ci si scandalizza, giustamente, per un piccolo maltrattamento ad un animale, ma di fronte a 2,5 milioni di bambini morti l'anno, nella nostra civile Europa, non ci si indigna affatto.

È bene ricordare che in Italia esistono i CAV centri aiuto alla vita che contro la mentalità comune fanno volontariato attivo per sensibilizzare ed aiutare le donne in crisi. È un piccolo segno, piccolo sì, ma tanto vivo e presente
Il pargolo reale, così amato da tutti, è già diventato un bambino da telenovela, figlio di genitori giovani e belli, ricchi e famosi, al centro dell'attenzione mediatica a 360°: troppo facile in questo caso appassionarsi a lui. Tutto questo clamore intorno a un concepimento di poche settimane, non dovrebbe suscitare qualche meditazione critica sul ruolo della "razza superiore" inglese? Purtroppo è nei fatti che gli inglesi e gli americani dominano il mondo, hanno licenza di uccidere (anche in modo automatico, con i micidiali aerei senza pilota) senza che nessuno li possa fermare e solo in pochi li contestano.

Papa Benedetto parla spesso in difesa della vita umana dalla nascita alla morte. Noi cristiani dobbiamo credere in questa battaglia, crederci veramente e fino in fondo. In una società tanto malata come la nostra, dove i valori sono di celluloide e i giovani hanno come massima aspirazione fare le veline o i calciatori, occorre che tutti siano ricondotti alle vere priorità, poi le cose potrebbero andar meglio...

Facciamo tesoro di quanto dice Benedetto XVI: «In una società complessa, fortemente influenzata dalle dinamiche della produttività e dalle esigenze dell'economia le persone fragili e le famiglie più povere rischiano, nei momenti di difficoltà economica e/o di malattia, di essere travolte. Sempre più si trovano nelle grandi città persone anziane e sole, anche nei momenti di malattia grave e in prossimità della morte. In tali situazioni, le spinte eutanasistiche diventano pressanti soprattutto quando si insinua una visione utilitaristica nei confronti della persona. A questo proposito, colgo l'occasione per ribadire, ancora una volta, la ferma e costante condanna etica di ogni forma di eutanasia diretta, secondo il plurisecolare insegnamento della Chiesa».

Una considerazione finale di condanna esplicita verso ogni razzismo, che tende a proclamare la diseguaglianza fra gli uomini in fatto di vita umana, dalla quella nascente a quella terminale, per un cattolico è semplicemente doverosa, no? Ci preoccupiamo tanto del nascente principino/a della casa reale inglese con un'ansia e una gioia piena di caldo interesse che sarebbe bene riservare, sempre e tutta, tanto al protagonista della divina incarnazione, al nostro divin Redentore, quanto ad ogni altro nascituro su questa terra.don Mimì FazioliTrivento (CB), 6 dicembre 2012

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