Pensieri sparsi di una piccola ‘rivoluzione’ prima delle elezioni. | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Pensieri sparsi di una piccola ‘rivoluzione’ prima delle elezioni.

Pensieri sparsi di una piccola ‘rivoluzione’ prima delle elezioni. In questo mese e mezzo ci saranno i 'comizi elettorali': spesso li odiamo, ma continuiamo però a frequentarli. A mio parere essi sono una delle invenzione più contraddittorie che siano mai state costruite. Aiutati inconsciamente da noi e dai nostri sogni, i comizianti sono in grado di mostrarci molte cose: chi siamo, chi siamo stati e chi saremo. Senza offrirci quella giusta percezione che nemmeno il più saggio tra tutti gli uomini riuscirebbe ad assumere, ci relegano in una illusoria grande realtà della quale noi stessi possiamo diventare artefici.

Ognuno di noi è prigioniero del proprio gruppo politico, anzi ognuno di noi diventa prigioniero della illusione mediatica proposta dalla propria corrispondente corrente politica. Ma quanto di veritiero c'è dietro?

Invenzione malefica codesta propaganda politica, non riflette infatti esattamente ciò che vediamo, ma solo ciò che ci vogliono far vedere. Continuando ad illuderci, silenziosamente, tenta di rappresentare un nemico, l'altra parte politica, di fronte al quale, senza il 'capitano coraggioso di turno', ci troveremmo inermi perché da soli siamo privi di una corretta percezione e, dicono che, senza di loro non saremmo in grado di capire ciò che realmente abbiamo davanti e cosa fare di conseguenza.

Cercherò di scappare di fronte a tutti i comizi e alle stucchevoli trasmissioni elettorali: potrei anche porgere ai loro autori un complimento, per l'equilibrismo dialettico, ma non potrò mai fidarmi troppo di quanto dicono e promettono, perché, secondo me, ci viene offerta una illusione distorta di poter essere noi i protagonisti dei prossimi cambiamenti: allora sarebbe come dire che siamo responsabili di tutti i disastri economici, finanziari e involutivi che stiamo sperimentando?

Avete mai trovato un politico che ha chiesto pubblicamente scusa del proprio operato? Ho sentito, da sempre, dire che i meriti di qualsiasi progresso sono del 'comiziante' e del proprio gruppo politico, mentre i tanti fallimenti e tutti i guai che stiamo passando sono sempre e solo avvenuti per colpa della parte avversa.

Ora, leggendo dei vari apparentamenti prima delle elezioni ricordo questo breve di Gianni Rodari: "Ho visto una formica, in un giorno freddo e triste, donare alla cicala metà delle sue provviste. Tutto cambia: le nuvole, le favole, le persone... la formica si fa generosa... è una rivoluzione!".
No, sono sempre le furbe cicale che continuano a rubare alle ingenue ed oneste formiche.

Invece Antony Di Mello ha raccontato che: "Il grande maestro di Zen Riokan viveva una vita semplicissima ai piedi di una montagna. Un giorno che lui non era in casa un ladro penetrò nella sua capanna, ma non vi trovò nulla da rubare. In quel momento, il maestro rientrò, trovò il ladro nella capanna e disse: "Devi essere venuto da molto lontano per incontrarmi, non te ne puoi andar via a mani vuote". Così gli diede le sue coperte e i suoi vestiti. Il ladro, frastornato, prese coperte e indumenti e se la svignò. Quando se ne fu andato, il maestro sedette sulla soglia della capanna e guardò la splendida luna piena, pensando: "Poveretto, avrei voluto potergli dare questa splendida luna!".

La luna ce la promettono tutti, i vantaggi, i vitalizi e i benefit li tengono strettamente riservati per sé.

Intanto, io come comune elettore, cosa posso fare?

Non potendo fare più di tanto, ma stigmatizzando tutto quanto di losco si dice e si macchina nelle stanze segrete, semplicemente prometto a me stesso e mi impegno seriamente con questi propositi rimodulati da una dolce nenia indiana: "Tieniti stretto ciò che è buono, anche se è solo un pugno di terra. Tieniti stretto ciò in cui credi, anche se è un albero solitario. Tieniti stretto ciò che devi fare, anche se ti porta molto lontano da qui. Tieniti stretta la vita, anche se è più facile lasciarsi andare. Tieni stretta la mia mano, anche quando mi sono allontanato da te".

Un vecchio proverbio cinese ammonisce: "Se vuoi cambiare il mondo devi iniziare dal tuo paese. Se vuoi cambiare il tuo paese devi iniziare dal tuo villaggio. Se vuoi cambiare il tuo villaggio devi iniziare dalla tua casa. Se vuoi cambiare la tua casa devi iniziare da te stesso".

Quando c'è una meta anche nel deserto possiamo trovare la strada.

E continuiamo a batterci, tutti uniti, per le idee giuste e sane in favore della solidarietà e del Bene Comune. don Mimì FazioliTrivento (CB), 4 gennaio 2013

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