Pensieri vaganti durante i giorni della sede vacante | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Pensieri vaganti durante i giorni della sede vacante

Pensieri vaganti durante i giorni della sede vacante La notizia, quella delle dimissioni di Papa Ratzinger, inaspettata ed imprevista, è da conservare negli angoli profondi del cuore: sarà la sua un’assenza pesante durante la quale noi ci sentiremo orfani sì, ma non più di tanto, perché potremo vivere nutrendoci dei suoi fulgidi scritti, e saremo gravidi di un ricordo nostalgicamente profondo che scandito sarà da palpiti di vera gratitudine per la testimonianza eccezionale e per l’insegnamento profondo da lui ricevuto.

Se da una parte c’è pure chi ha versato lacrime sul cuscino del rimpianto, bagnandolo di splendidi ricordi, altri rincorrono affannosamente stolti pensieri e improbabili quanto fantastiche macchinazioni segrete, sedimentandole tra le pieghe aride dei chiacchiericci da quattro soldi e facendole riecheggiare nei palloncini pieni di scialbo colore, scagliati contro i millenari graffiti istoriati sulle mura vaticane, sulle quali non si imprimono ma scivolano via tutte quelle parole sterili e prive di verità, anche se bene imbalsamate dai soliti manichini, a mezzo busto o dalla penna velenosa, artefici di una superficiale e scandalosa comunicazione.

Anche se la bocca di Sua Santità Benedetto XVI resterà asciutta di parole mediatiche, se una muta melodia di un dolore risuonerà nel nostro animo, serberemo vivo il ricordo di lui, intessuto nella trama del tappeto dei giorni migliori, incorniciato nel soffice candore del rispetto candido, come il suo bianco vestito, nato spontaneo fin dal momento in cui si presentò al mondo come umile operaio della vigna del Signore.

In questi otto anni lui ha scritto, e noi abbiamo letto avidamente, pagine memorabili, per le quali nei suoi confronti brilleranno sempre, come cristalli lucenti e preziosi, l’amore, la riconoscenza, il rispetto e la commozione. Ci mancherà tanto papa Benedetto, ma non fino a straziarci l’anima, perché le spine dei rimpianti, quelli propri della debole carne mortale, non possono mai varcare l’orlo del destino eterno e noi, pur ascoltando il tempo passare, ci metteremo la mano della fede sul petto per coprire il livido del cuore.

Senza di lui pochi saranno i giorni che passeranno muti... perché presto potremo ascoltare colui che romperà il silenzio del nostro dolore e ci aprirà ad un amore altrettanto grande e vibrante... e sarà il tempo benedetto del nuovo amato pastore che Dio donerà alla sua Chiesa.don Mimì FazioliTrivento (CB), 21 febbraio 2013

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