Martiri e Martirio nel Cristianesimo Antico. Il terzo incontro del ciclo "COLLOQUI DI STORIA ECCLESIASTICA" | Diocesi di Trivento

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Martiri e Martirio nel Cristianesimo Antico. Il terzo incontro del ciclo "COLLOQUI DI STORIA ECCLESIASTICA"

Celenza sul Trigno. Di nuovo un pubblico numeroso e attento presso il Santuario di San Donato per ascoltare con vivo interesse l’ultima conferenza dei tre cicli programmati di "Colloqui di Storia Ecclesiastica" del Prof. Tanzarella, per continuare ad apprendere, riflettere e crescere nella Cultura e nella Fede.

Con parole chiare ed efficaci ha sintetizzato il contenuto dei due precedenti incontri.
Sgombrare il campo da convinzioni comuni: le persecuzioni sono state circoscritte in un tempo e in uno spazio ben precisi. Lo stesso meccanismo persecutorio degli accusatori dell’Impero Romano, era ricco di contraddizioni. Il Cristiano era un capro espiatorio che una società in crisi cercava una responsabilità".

Conseguenza del fenomeno persecutorio, sono stati i Martiri.

Atti e Passioni dei Martiri, documenti scritti in greco e in latino, ci sono pervenuti attraverso codici trascritti dai monaci nel corso dei secoli.
Perché è stato riportato il tutto?

A sostenere il fratello cristiano denunciato, incarcerato e processato, veniva scelto in seno alla comunità cristiana una persona che seguiva , registrava con puntigliosità e stendeva il documento.
La cronaca del testimone, oltre a far conoscere gli avvenimenti alla altre Chiese, veniva inserita nella Liturgia e letta insieme alle Sacre Scritture con lo stesso effetto: il Martire manifestava la forza di Cristo che operava nella comunità. Non era un eroe, un super uomo, ma una persona comune, fragile, debole, impaurita, vulnerabile.

Non storie straordinarie, meravigliose per impressionare ( come da documenti ritenuti falsi), ma veritiere ( come da fonti sicure vicine ai processi).

Il Proconsole a Felicita : "Abbi pietà di te, o giovane, sacrifica affinchè tu viva: soprattutto perché vedo che hai una creatura in seno".
E Felicita : "Io sono cristiana. Fa quello che vuoi, non potrai persuadermi".
Rivolto a Perpetua il proconsole domandò: "E tu che dici Perpetua? Sacrifichi?".
E Perpetua : "Sono cristiana".
Il padre le gettò al collo il figlioletto lattante e lui stesso, la madre e il marito tra le lacrime baciandola le dicevano: "Abbi pietà di noi, vivi con noi".
Perpetua : "Padre, non temere tua figlia la possederai in perpetuo."
Altro documento... altra testimonianza.
Il Prefetto Rustico a Giustino ( filosofo orientale convertitosi al Cristianesimo): "I discorsi dei Cristiani ti piacciono?"
Giustino rispose: "Si, li seguo e ne accetto la dottrina".
-"Qual è questa dottrina?".
-"Noi veneriamo Dio e il figlio Gesù Cristo che anticamente i Profeti ne predissero la venuta".
-"Dunque sei cristiano?".
E Giustino:" Si sono cristiano".
Battute secche, precise, taglienti !!!
Il Prefetto Rustico rivolto a Caritone: "Anche tu sei cristiano?"
-"Sono cristiano per volontà di Dio !"
Rustico : "E tu Carito?"
-"Sono cristiana per grazia di Dio!".
Risposte sintetiche, ma profonde nella Fede, non per tradizione , non per cultura.
Ancora il Prefetto Rustico a Euelpisto:" E tu chi sei?".
-Anch’io sono cristiano e condivido la stessa speranza.
Le parole danno sostanza allo Spirito: comunione e condivisione.
Tutto si traduce nella speranza, non nella rassegnazione.
Non esiste un Cristianesimo al singolare ! Non ci si può salvare da soli ! Sarebbe solo un’appartenenza anagrafica e la ritualità supererebbe l’essenza, la sostanza.
Il vero legame tra i Cristiani è "la relazione". Avere Fede non è credere in una serie di dogmi,
ma condividere laSperanza.
Continua il Prefetto rivolto a Giustino:" Se sarai flagellato e decapitato sei convinto che salirai in cielo?"
-"Spero di ottenerlo con la mia resistenza e so che anche a coloro che hanno vissuto rettamente, è riservata la ricompensa divina. Ne sono convinto! Noi ci auguriamo di ottenere, in seguito al tuo supplizio, la salvezza."
I Santi Martiri compirono il Martirio e glorificarono Dio.
Altra testimonianza....
Il proconsole Dione a Massimiliano: "Devi fare il soldato e prendere la piastrina"
-"Non posso fare il soldato, non posso fare del male a nessuno! La piastrina non la prendo. Ho già il segno di Cristo, il mio Dio."
Dione: "Devi fare il soldato, se non vuoi fare una brutta fine".
-"Io non faccio nessuna brutta fine perché il mio nome è già presso il Signore."
Dione lesse la sentenza: "Massimiliano è condannato alla decapitazione per spada".
E lui : "Dio sia benedetto!"

Testimonianze semplici, ma forti significative che spingono a pensare, a scuotersi per scegliere e operare in modo più consapevole e giusto il proprio Credo ! I Martiri veri modelli di spiritualità e di amore verso Cristo che dovremmo imitare.

Come concludere?
Gratitudine e riconoscenza al Prof. Tanzarella e al Parroco Don Erminio. Maria Di Nunzio10 aprile 2013

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