Domenica 28 aprile è stata la Giornata di sensibilizzazione per le firme per l’otto per mille a favore della Chiesa cattolica. | Diocesi di Trivento

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Domenica 28 aprile è stata la Giornata di sensibilizzazione per le firme per l’otto per mille a favore della Chiesa cattolica.

Domenica 28 aprile è stata la Giornata di sensibilizzazione per le firme per l’otto per mille a favore della Chiesa cattolica. Come vengono spese le quote raccolte? Per le esigenze di culto, interventi caritativi in Italia e nel Terzo Mondo, sostentamento del clero: questi gli ambiti dei fondi destinati alla Chiesa cattolica

Tutte e tre le destinazioni rivestono identica e primaria importanza: per esigenze di culto e di pastorale, per gli interventi caritativi in Italia e nel Terzo Mondo, per il sostentamento del clero diocesano. Questi gli ambiti e gli obiettivi dei fondi derivanti dall’Otto per mille alla Chiesa cattolica, nato dalla revisione del concordato tra Stato e Chiesa cattolica del 1984 e in vigore dal 1990.

La Giornata del 28 aprile è rivolta principalmente ai cattolici delle nostre parrocchie. Ad essi basta ricordare che non è proibito fare del bene alla propria Chiesa. Infatti San Paolo dice: “Poiché ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede” (Gal 6,10). Questo invito vale in particolare quando da questo bene alla Chiesa può venire un bene più grande verso tutti, come nel caso dell’otto per mille.

La Giornata nazionale di sensibilizzazione giunge domenica 28 aprile alla ventiquattresima edizione. Celebrare bene questa Giornata contribuisce senz’altro a far crescere la corresponsabilità e la partecipazione dei fedeli alla vita della Chiesa in quanto l’Otto per mille è un sistema che ha riscosso un ampio apprezzamento tra gli italiani, e che ha permesso alla Chiesa di trasformare le scelte espresse a suo favore in migliaia e migliaia di progetti utili ed efficaci. Ogni firma per la Chiesa dovrebbe essere vissuta da ciascun fedele come un gesto di partecipazione consapevole alla sua missione, per evitare il rischio dell’abitudine e del disimpegno. La chiesa vive ed opera con il contributo di tutti, fosse anche quello “dell’obolo della vedova”.

Infatti è bene qui ricordare che tra coloro che possono firmare vi sono anche quanti hanno percepito solo redditi derivanti dalla pensione, attestati dal modello Cud, e che sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. In questo caso, dopo aver barrato la casella della destinazione a favore della «Chiesa cattolica» e aver firmato nell’apposito spazio, occorre inserire solo la scheda con la scelta in una normale busta bianca recante nome, cognome, il codice fiscale e la dicitura «Scelta della destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’Irpef» e consegnarla in un qualsiasi ufficio postale o a un intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica entro il 31 luglio.

Coloro che desiderassero invece avvalersi dei mezzi che l’informatica mette a disposizione, possono inviare direttamente via internet la propria scelta, sempre entro il 31 luglio. Tutte le informazioni del caso sono presenti nel sito www.8xmille.it - in cui è possibile trovare anche alcuni esempi concreti di progetti caritativi e pastorali sostenuti grazie a quest’importante contributo - o contattando il numero verde 800.348.348, attivo tutti i giorni feriali dalle 9 alle 20 e il sabato fino alle 17.30.

In ogni caso, sarà possibile trovare in tutte le parrocchie un «kit» che, oltre a spiegare le motivazioni della giornata nazionale, è in grado di fornire con completezza il materiale informativo necessario per comprendere le procedure di destinazione, lo schema da seguire per la compilazione e le modalità pratiche di partecipazione alla firma.

Qualcuno sussume malignando che l’otto per mille è uno spreco e va abolito. Dispiace contraddirlo perché chi si è interessato a calcolare quanto lo Stato italiano risparmia nei diversi servizi sociali promossi dalla Chiesa italiana (scuole paritarie, sanità, mense, oratori, comunità terapeutiche, volontariato, beni culturali…), arrivando a valutare in almeno undici miliardi di euro tale somma. Sarebbe una considerazione interessante, soprattutto se la voce “risparmio” rientrasse nelle preoccupazioni dei nostri politici; ma vedendo certi comportamenti c’è motivo di dubitare che a quei livelli ci si preoccupi di spendere uno per risparmiare undici.

C’è da dire infine che grazie ai contribuenti che hanno scelto di firmare per la Chiesa Cattolica, nel 2012 è stato possibile contribuire così a numerosi progetti: per il culto e la pastorale nelle diocesi e nelle parrocchie, per le nuove chiese parrocchiali, per le iniziative nazionali e per il restauro del patrimonio artistico, per le attività di carità in Italia e nel Terzo Mondo e per sostenere i 39mila sacerdoti diocesani, compresi 600 «fidei donum» in missione nei Paesi in via di sviluppo.

Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 29 aprile 2013

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