Indirizzo di saluto agli amici e benefattori da parte del missionario Antonio Germano | Diocesi di Trivento

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Indirizzo di saluto agli amici e benefattori da parte del missionario Antonio Germano

Indirizzo di saluto agli amici e benefattori da parte del missionario Antonio Germano Carissimi amici,
è passato il Natale ed è passata anche la Pasqua! Fin dall’inizio della mia missione in Bangladesh, via posta o via email, quasi puntualmente vi facevo arrivare due righe di augurio in occasione di questi due grandi eventi della storia della nostra salvezza. Quest’anno invece non mi è riuscito e me ne rammarico con voi.

E’ passato da oltre un mese e mezzo aprile, che è il mese che scandisce gli anni della mia storia in Bangladesh. Eravamo nel secolo scorso ed era il 25 aprile del 1977 quando, a bordo dell’Aerflot, un aereo di linea russo, lasciai l’Italia in volo verso il Bangladesh, dove da 36 anni svolgo la missione che il Signore mi ha affidato, carico sì dei miei ormai 74 anni di età e 50 anni di professione religiosa, ma con dentro sempre la gioia di proclamare la Buona Novella.

Voi tutti siete a conoscenza di quello che il Signore mi ha dato di compiere in tutti questi anni a servizio degli ultimi e per la causa del Vangelo. Cercherò quindi di non ripetermi per non annoiarvi. Siamo ancora in pieno clima pasquale. Il mistero di Gesù morto e risorto spiega e dà consistenza alla missione: siamo in missione quali testimoni della sua Risurrezione. Lo abbiamo sentito a più riprese in questo tempo post-pasquale rileggendo le pagine degli Atti degli Apostoli.

Come saprete, sono rientrato in Bangladesh dopo aver trascorso 3 mesi in Italia per il mio turno di riposo. Durante la mia assenza, P. Yulius, un saveriano indonesiano, che da due anni condivide con me la missione a Chuknagar, ha provveduto a mandare avanti la variegata gamma delle attività della missione. Mi sono reinserito ed il tempo non mi ha dato più tregua. Il 28 ottobre con la partecipazione di alcuni Saveriani, legati alla missione di Chuknagar, abbiamo celebrato il primo anniversario della dedicazione della chiesa intitolata alla Vergine Maria, Regina dei Poveri

L’attività scolastica si è conclusa a dicembre con gli esami finali per ogni grado di scuola. Degno di nota è il fatto che quest’anno 66 studenti del nostro programma, tutti fuori-casta, di cui metà ragazze, hanno concluso felicemente l’High School con gli esami di SSC (Secondary School Certificate). Il 10 dicembre nel salone del nostro centro formativo, inaugurato nell’ottobre del 2011 eintitolato a S. Guido M. Conforti, abbiamo celebrato con una certa enfasi e con larga partecipazione di popolo, in maggioranza giovani, la giornata mondiale dei diritti umani. Quella del 10 dicembre è una data particolarmente significativa per la nostra gente, a cui da secolisono stati negati i diritti fondamentali della persona umana.

Poi è arrivato il Natale con la sua nota tipica di gioia tutta famigliare, innestata sulla speranza donataci dal Figlio di Dio fatto uomo. E’diventata tradizione ormai nella breve storia cristiana di Chuknagar la gara dei presepi. Quest’anno vi hanno partecipato ben 50 famiglie con 50 presepi diversi e con statuine di fango preparate da loro.

In gennaio è ripresa a pieno ritmo l’attività multipla della missione. A livello diocesano si è celebrata l’annuale assemble pastorale di tre giorni con il tema d’obbligo dell’anno della fede. A me è stato chiesto di presentare “I Nuovi Orizzonti della Evangelizzazione”. Ho avuto così modo di dire con una certa forza in presenza del vescovo, del clero diocesano e dei rappresentanti dei vari organismi diocesani che gli orizzonti ci sono già: per vederli occorrono occhi nuovi, gli occhi della fede!

A gennaio è ripresa anche l’attività scolastica. E’ tradizione ormai che all’inizio e alla fine dell’anno scolastico incontriamo genitori e alunni nei 13 villaggi in cui siamo presenti con il nostro programma. Lo scopo di questi incontri non è solo quello di coinvolgere i genitori nell’educazione dei figli, ma anche quello di portare avanti con loro un cammino di liberazione dalle varie forme di oppressione che ancora si fanno sentire pesantemente sui fuori-casta.

Al termine di questa breve sintesi fatta nel tentativo di riallacciare i rapporti con voi, cari amici, mi preme fare anche un piccolo accenno alla precaria situazione economica in cui versa la missione. In questi ultimi anni la crisi globale ha pesato e continua a pesare sulla gestione della missione. Gli aiuti sono più che dimezzati e quindi siamo costretti a ridimensionare tante attività legate alla vostra generosità. Spero mi perdoniate questa conclusione che sembra venata di pessimismo. La fiducia nella Provvidenza è immensa e la missione non è opera nostra, ma opera dello Spirito. Le difficoltà ci aiuteranno a fare meglio la missione. Affidandomi alla vostra preghiera, vi rinnovo il mio grazie con un cordiale saluto. Ufficio comunicazioni socialiP. Antonio Germano Das, S. X., 25 giugno 2013

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