Sarà colpa del gran caldo di questi giorni passati | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Sarà colpa del gran caldo di questi giorni passati

Sarà colpa del gran caldo di questi giorni passati Sarà colpa delle variazioni climatiche, gran caldo improvvisamente iniziato due settimane fa e da qualche giorno già finito, che queste mi infondono quella stanchezza che comincia a farsi sentire e a pesare un po' troppo!

Come? Avrei tante parole in mente... ma proprio tante, poi tutto si confonde e si rimescola così che ogni parola mi sembra alla fine banale e quasi scontata. Sono rimasti come prigionieri in fuga, oggi, i miei pensieri, e nel cielo, che è più increspato del mare, li ho dispersi come pesci impauriti tra le nubi e mi sento ciondolare la testa, come un barca senza meta.

Ho così tante riflessioni in cantiere e già sulla punta della penna o, per meglio dire, che rimbalzano sulla tastiera, ma poi, con un rapido tratto di mouse, volontariamente, resetto tutto e mi resta sul desktop il candore di una bella pagina bianca.

È meglio così o è peggio? Azzerare o continuare? Proprio non so! Il corpo cerca riposo e la mente ne è grata, in quell'atto di resa essa trova la quiete, attorniandosi tutta di amici sogni e di fragili fantasie, mentre le assurde illusioni si dileguano, come ombre al primo raggio di sole.

Qualcuno ritiene che annoiarsi sia un privilegio, ma sicuramente non lo è per tutti, né io in questo momento mi sento un privilegiato. Per me la noia è un po' come la febbre: non è un male in sé, ma il sintomo di un male, di un vuoto più profondo.

Mi resta dentro sempre la voglia di spazi più ampi, di idee più feconde, di orizzonti diversi e di cieli azzurri dove lo sguardo si perde nell'infinito splendore del creato.

E, pensando alla grandezza del Creatore, avrei voglia di spogliarmi di tutte le mie incertezze, delle mie insicurezze, delle tante mie illusioni ed anche delle delusioni, dei vari miei pregiudizi, di qualche mia inibizione.

Èproprio pensando a Dio che posso sentirmi libero, libero nelle mie preghiere e nei miei pensieri.

Libero di ascoltarLo, libero di meditare e di assimilare la sua Parola, offrendoGli il mio silenzio e gustando il Suo dolce respiro... e così come una nuova magia, che Egli mi scuote nell'intimo e tutto mi fa vibrare, mi riempie di emozioni e sensazioni che elevano ed incantano.

Dio sa quanto mi potrebbe mancare e come sarei perso senza di Lui, ci deve essere assolutamente un posto per Lui anche in quelle ore di malinconia, perché basta la Sua presenza ad alleviare il dolore, a liberarmi dall'angoscia, a ridarmi la speranza.

Perché, anche se ci fosse un momento nero, il momento della notte dell'animo, la si può considerare la notte come la faccia tenera del giorno, fasciata di dolce silenzio e incorniciata dall'incantevole luccichio delle stelle.

È l'Amore divino che squarcia il buio della noia, della notte e dell'attesa per rendere concreti i nostri progetti di pace.don Mimì FazioliTrivento (CB), 7 luglio 2013

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