Domenico Angelo Scotti conferisce al seminarista Beniamino Ciolfi il ministero dell’accolitato | Diocesi di Trivento

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Domenico Angelo Scotti conferisce al seminarista Beniamino Ciolfi il ministero dell’accolitato

Domenico Angelo Scotti conferisce al seminarista Beniamino Ciolfi il ministero dell’accolitato Domenica 20 ottobre, nel pomeriggio nella chiesa di Santa Maria delle Grazie in Castropignano mons. Domenico Angelo Scotti conferirà al seminarista Beniamino Ciolfi il ministero dell’accolitato.

La cerimonia si svolgerà nella bellae artistica cinquecentesca chiesa di Santa Maria delle Grazie, dato che la chiesa parrocchiale è ancora in restauro. Beniamino studia nel Seminario Regionale di Chieti e ha svolto e svolge le attività pastorali di fine settimana presso le opere parrocchiali di santa Maria di Costantinopoli in Agnone.

Il parroco di Castropignano don Alessandro Porfirio e l’Azione Cattolica parrocchiale, associazione nella quale Beniaminosi è formato, stanno curando la preparazione spirituale in parrocchia, con la preghiera e le catechesi opportune. Certamente quello di domenica è un grande evento sia per i fedeli che per il cammino dello stesso Beniamino nel suo avvicinamento progressivo al grande momento del conferimento degli ordini sacri del Diaconato e del Presbiterato, cosa che avverrà nel prossimo anno.

Per capire chi è e cosa fa l’accolito bisogna risalire a Paolo VI che ha definito,riformando l’uso della chiesa latina, «ministeri» il lettorato e l’accolitato e dando la possibilità di conferirli anche ai laici, perché solo con il diaconato avviene l’ingresso nello stato clericale (cf Paolo VI, Lettera apostolica Ministeria quaedam)e così descrive competenze e servizi relativi alle due figure ministeriali del lettore e dell’accolito.L’accolito viene «istituito per aiutare il diacono e per fare da ministro al sacerdote. E’ dunque suo compito curare il servizio dell’altare, aiutare il diacono e il sacerdote nelle azioni liturgiche, specialmente nella celebrazione della santa Messa». Per conoscere il modo concreto con cui avviene questo servizio liturgico dobbiamo far riferimento alle indicazioni date dai Principi e norme per l’uso del Messale romano (del 3 aprile 1969, indicati con PNMR), ai nn° 142-147. Nel rito d’ingresso, se avviene una processione, l’accolito porta la croce e poi prende posto accanto al sacerdote e al diacono per aiutarli durante la celebrazione (PNMR nn° 143-144). In mancanza del diacono, spetta all’accolito disporre sull’altare corporale, purificatoio, calice e messale; aiuta il sacerdote a ricevere i doni e gli presenta pane e vino (PNMR n° 145). Come ministro straordinario, può aiutare il sacerdote nella distribuzione della comunione al popolo, quando ve ne fosse bisogno secondo le condizioni stabilite in Ministeria quaedam (impedimento da parte del sacerdote o grande numero dei comunicanti; PNMR n° 146). Infine, l’accolito aiuta nella purificazione dei vasi sacri. In mancanza del diacono lui stesso li purifica, ma non all’altare: li porta alla credenza dove li purifica e riordina (PNMR n° 147).

Come si vede si tratta di compiti che in parte sono propri dell’accolito, in parte il loro svolgimento è rilasciato all’opportunità, secondo il discernimento del sacerdote che celebra. Invece, la lettura del Vangelo non è delegabile all’accolito. Nel rispetto delle norme e dei gesti significativi che regolano la liturgia, un accolito non può leggere il Vangelo durante la celebrazione eucaristica: si tratta di un servizio tipicamente diaconale, e in mancanza di questa figura resta a carico del presbitero. Nelle situazioni ordinarie, non vi sono motivi perché si debba venire meno a queste indicazioni.

Ritornando ai compiti del nostro ministero in questione, quando l’accolito svolge delle funzioni in mancanza del diacono, le rubriche indicano piccole differenze per distinguere il ruolo di un ministro ordinato da quello di un ministro laico (per esempio la purificazione dei vasi dopo la comunione, che il diacono può compiere all’altare, mentre l’accolito deve farla alla credenza). La mens della riforma liturgica conciliare, tuttavia, invita a distribuire il più possibili i compiti liturgici per manifestare la ricchezza della ministerialità nella Chiesa. Possiamo aggiungere che l’accolito può svolgere il suo ruolo in una adorazione eucaristica, in assenza di ministri ordinati: espone il santissimo Sacramento e lo ripone al termine della preghiera, senza però in nessun caso dare la benedizione.

Oltre ad assicurare la preghiera da parte dei sacerdoti e dei fedeli della Diocesi di Trivento, porgiamo anche gli auguri più sentiti, affettuosi, cordiali e sinceri al giovane Beniamino, il quale con tanta generosità e genuina spontaneità ha corrisposto alla chiamata del Signore, e un grazie diciamo alla sua famiglia, di lunga e laboriosa tradizione imprenditoriale, che lo sta accompagnando da sempre con sacrifici personali nel denso e delicato percorso formativo.Ufficio comunicazioni sociali18 ottobre 2013

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