Domenica 24 novembre: Giornata delle offerte per i sacerdoti | Diocesi di Trivento

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Domenica 24 novembre: Giornata delle offerte per i sacerdoti

Domenica 24 novembre: Giornata delle offerte per i sacerdoti

Ad oggi lo stato della situazione è un po’ preoccupante, l‘Icsc (Istituto centrale sostentamento clero), l’ente predisposto alla raccolta e redistribuzione equa del reddito minimo, riesce a coprire con le offerte solamente il 2,6 % del sostentamento dei sacerdoti (12 mensilità di una media di 1.000 euro per tutti e37.142 sacerdoti).

La restante parte è coperto grazie all’opera de:

  • Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.) attraverso l’8xmille (61,7 %)
  • Remunerazioni proprie dei sacerdoti derivanti da prestazioni per l’insegnamento nelle scuole e servizio pastorale presso carceri e ospedali (19,3 %)
  • Idsc (Istituti diocesani per il sostentamento del clero) attraverso le rendite dei propri patrimoni immobiliari (8,6 %)
  • Trattenute dalle casse parrocchiali di 0.0723 euro per abitante (7,8 %)
Come puoi facilmente intuire da questi dati le tue donazioni possono davvero fare la differenza, i soldi che tu doni alla chiesa sono soldi che vengono impiegati per la comunità, per lo sviluppo della società, per l’aiuto e l’integrazione dei disadattati e dei bisognosi, per gli aiuti agli ammalati ed i disabili, il sostegno ai tossicodipendenti, ai carcerati, alle mense dei poveri… per non parlare poi di tutte le opere pie sparse per i paesi del terzo mondo.Le offerte versate convogliano verso un unico luogo: l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (ICSC), a Roma. Da Roma l’ICSC ripartisce le Offerte raccolte in forma di remunerazione mensile ai 38.000 sacerdoti diocesani: 35.000 preti in attività nelle 25.600 parrocchie italiane; circa 3.000 preti anziani o malati, venendo loro in aiuto dopo una vita dedicata al servizio; circa 600 preti fidei donum, cioé sacerdoti diocesani in missione nei Paesi del Terzo mondo.

Notare che le Offerte per i sacerdoti vengono dette anche “Offerte deducibili” perché si possono dedurre dalla dichiarazione dei redditi ai fini del calcolo dell’IRPEF fino ad un massimo di 1.032,91 euro (pari a due milioni di vecchie lire) ogni anno. Oggi gli offerenti di questa formula in Italia sono circa 130.000 fedeli in tutta Italia. Non è una cifra paragonabile ai milioni di italiani che firmano l’8xmille destinandolo alla Chiesa Cattolica. Ma è il primo passo di un fronte sempre più vasto, composto da quanti vogliono crescere nella fede, esprimendo in un dono consapevole la corresponsabilità verso la Chiesa. Li riunisce la rivista trimestrale “Sovvenire”, inviata ai sacerdoti e agli offerenti. Gli offerenti di questo tipo vivono un vero amore cristiano che è concreto e comporta piccoli sacrifici. L’Offerta è un dono che costa qualcosa in più. Ma è una scelta irrinunciabile sul piano umano e della fede. È soprattutto l’affetto verso i sacerdoti che fa compiere questa scelta. È l’esempio di quanti vediamo coi nostri occhi dedicarsi agli altri, che fa la differenza. La testimonianza viva cambia la mentalità e ci rende generosi.

In qualsiasi giorno dell’anno si può effettuare un’offerta per i sacerdoti e può essere ripetuta anche più volte l’anno. Ognuno dona quanto può e quanto desidera.

Se si vogliono aver avere maggiori informazioni riguardo alla propria Diocesi come prima cosa ci si rivolgere al parroco, ai componenti del Consiglio parrocchiale per gli affari economici e, se presenti, agli incaricati parrocchiali per il sovvenire, ai volontari impegnati nella formazione sui temi della corresponsabilità economica verso la Chiesa. Il parroco potrà mettervi in contatto con l’incaricato diocesano per il sovvenire. Il parroco può contattare l’incaricato diocesano per organizzare in parrocchia un incontro sul sovvenire, e chiedere testi e materiali di sensibilizzazione.

Le offerte per i sacerdoti sono offerte per il sostentamento di tutti i 38.000 preti diocesani italiani. L'espressione ''offerte per il sostentamento del clero'' risale al 1989, quando questa nuova possibilità di condivisione ecclesiale entrò in vigore.

Come nelle comunità cristiane delle origini, il sacerdote è sostenuto da tutta la comunità, in modo che possa dedicarsi totalmente all'annuncio del Vangelo e alle opere a favore dei fratelli. Ogni fedele, ogni famiglia e ogni parrocchia italiana che dona la sua Offerta ai sacerdoti non contribuisce solo alle necessità quotidiane del suo parroco. Ma a quelle di tanti altri preti, parroci in comunità più piccole e meno fortunate del nostro Paese, lontane geograficamente ma in comunione fraterna le une con le altre.
L'obiettivo delle offerte è assicurare ai sacerdoti diocesani una remunerazione mensile, pari a circa 883 euro, che raggiungono 1.376 euro per un vescovo ai limiti della pensione.

Il sistema delle offerte stabilisce perequazione tra i sacerdoti. Viene cioè in soccorso di quelli che non hanno neppure un reddito di partenza, come ad esempio, stipendi o pensioni da insegnante, e aiuta a stabilire condizioni di maggiore equità.
Questo è possibile perché le offerte di tutti i fedeli italiani vengono raccolte dall'Istituto Centrale sostentamento Clero, che le distribuisce ai sacerdoti della Chiesa italiana, sia quelli in servizio attivo che quelli anziani o malati che non esercitano più il ministero, e dopo aver dedicato la propria vita ai fratelli, vivono un momento di maggiore bisogno.

Le offerte sono una novità recente, nel panorama della Chiesa italiana. Sparita la congrua, lo ''stipendio'' del prete proveniva finora solo dalla quota capitaria. Il nome suona antico, proprio perché è la fonte prima per i sacerdoti. È stabilito infatti che dalle offerte raccolte in chiesa, ogni sacerdote possa trattenere dalla cassa parrocchiale 0,0723 euro al mese per abitante (equivalente a 140 vecchie lire). Ora, metà delle 25.000 parrocchie italiane sono molto popolate, e ai sacerdoti non manca il necessario. Ma l'altra metà delle parrocchie sparse nel nostro territorio peninsulare e insulare, conta in media 1.000 abitanti, e i pastori ricevono così 72,30 euro mensili, o anche meno.
Per questo vengono loro in aiuto le Offerte per i sacerdoti, provenienti da tutti i fedeli italiani.

Sono dette anche offerte deducibili, perché chi le versa può dedurle dalle tasse (fino a 1.032, 91 euro, cioè 2 milioni di vecchie lire, ogni anno). Le offerte sono il primo modo, diretto e raccomandato, per aiutare tutti i preti diocesani italiani, vicini e lontani. Fanno crescere la corresponsabilità dei fedeli verso i sacerdoti, ministri dei sacramenti e operatori di pace.
Ma ci chiamano anche al senso di comunione verso l'unica Chiesa.

Come i sacerdoti si offrono e si affidano con gioia a noi, è anche nostro impegno provvedere con gioia a loro.

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Ufficio comunicazioni sociali21 novembre 2013

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