La gioia del Vangelo | Diocesi di Trivento

Riflessioni

La gioia del Vangelo

La gioia del Vangelo Un'introduzione e cinque capitoli densi di profonde riflessioni di natura teologica, spirituale, pedagogica e perfino politica costituiscono le 220 pagine dell'esortazione apostolica "Evangelii gaudium" di papa Francesco.
In questo documento, che accoglie e sviluppa i temi della XIII assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi dell'ottobre scorso, traspare la bellezza e l'autenticità della fede di un pontefice che nella Chiesa sta provando a riportare a tutti la freschezza e la bellezza del rapporto con l'annuncio della parola di Dio.

Le novità di questa esortazione apostolica sono tante.
Vi è in essa uno stile allo stesso tempo ricercato, ma anche didattico e perciò colloquiale.

La parola chiave è "gioia" che, inserita nel titolo, pervade ogni pagina e segna il fondamento della vita di ogni cristiano che incontra il Vangelo, da cui è guidato ad una conversione continua verso il bene e ad una condizione di missione in un mondo che sembra immerso in "una tristezza individualista che scaturisce da un cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata".

Se la gioia della riscoperta del Vangelo, che torna ad essere il fresco elemento fondamentale della fede al di là e al di sopra di ogni elemento documentale e strutturale, tornerà a permeare il popolo di Dio come Chiesa, questa dal chiuso delle certezze dottrinali e dall' "elitarismo narcisista" sarà capace di trasformarsi in una comunità "in uscita" in grado di trovare strade, linguaggi e tecniche sempre più nuove e creative per l'evangelizzazione che deve partire dal "nucleo essenziale del Vangelo che gli conferisce senso, bellezza e attrattiva".

Certo per questo occorre, secondo Francesco, una conversione dello stesso papato in grado di aprirsi alla collegialità e ad un maggiore coinvolgimento delle Conferenze episcopali, promuovendo contestualmente il ruolo del laicato e delle donne. Per ora sono indicazioni, ma l'augurio è che diventino trasformazioni sostanziali.

La chiesa, dunque, sostiene ancora il papa, come casa del Padre con le porte aperte, dev'essere in grado di fuggire la mentalità del potere e di far crescere in tutto il popolo di Dio la logica del servizio per accogliere e dare a tutti un orizzonte di senso ed una prospettiva di vita.

Sarà capace di farlo se al processo di mondanizzazione individualista promuoverà la difesa della vita che è parte essenziale dei diritti fondamentali dell'uomo e non, come da più parti si sostiene, una visione conservatrice, ideologica o oscurantista.

Molto accurata è nell'esortazione la dimensione sociale dell'evangelizzazione nel quarto capitolo in cui, seguendo l'insegnamento sociale della chiesa, vi è non solo l'invito all'inclusione sociale dei poveri, ma la necessità di una ricerca delle cause strutturali e strumentali dell'economia capitalista con dei chiari e rimarcati "no" all'esclusione, all'inequità, all'idolatria del denaro che governa invece che servire. No in sostanza a tutti gli elementi di un'economia che uccide ed emargina.

Scrive il papa che la solidarietà come concetto e stile di vita si è logorata a qualche gesto sporadico di generosità, mentre essa " è una reazione spontanea di chi riconosce la funzione sociale della proprietà e la destinazione universale dei beni come realtà anteriori alla proprietà privata".

Se poi volete un'idea chiara dell'analisi radicale di papa Francesco ai fondamenti dell'ingiustizia sociale nell'economia alla base del mondo globalizzato, andate a leggere con attenzione sempre nel quarto capitolo il tema "Economia e distribuzione delle entrate" dal punto n.202 al n. 208.

Vi preghiamo davvero di concentrarvi su tali pagine perché la freschezza e l'onestà etica ed intellettuale ivi presenti non le riscontravamo ormai da tempo negli intellettuali e nelle forze politiche che pure formalmente continuano a blaterare in modo finto di giustizia sociale.

Nei successivi capoversi riguardanti "Il bene comune e la pace sociale" troverete affermato con forza che la dignità della persona è il fondamento della convivenza in cui "il tempo è superiore allo spazio, l’unità prevale sul conflitto, la realtà è più importante dell’idea, il tutto è superiore alla parte"

Il documento insiste poi sulla necessità del dialogo tra la fede, la ragione e le scienze, ma anche di quello ecumenico, seguendo la citata, antica profezia di Isaia "Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri" (Is 2,4).
Il quinto capitolo sostanzialmente invita a sentirci popolo di Dio ed indica il cammino dell'evangelizzazione che è quello di mettere al centro della nostra di vita e della testimonianza cristiana agli altri l'incontro forte e personale con l'amore di Gesù che salva e dà la gioia vera del vivere in comunione di servizio con gli altri.

Tutto questo per papa Francesco si ottiene, fissando lo sguardo nell'aiuto di Maria, con una preghiera intesa come "intercessione" ovvero come richiesta della manifestazione della presenza dell'amore di Dio tra il popolo.

È vero che l'esortazione "Evangelii gaudium" è rivolta "ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate e ai fedeli laici, sull’annuncio del vangelo nel mondo attuale", ma a noi piace aggiungervi "a tutte le donne e gli uomini di buona volontà in cerca di dialogo per provare a dare senso ed autenticità alla propria esistenza.Umberto BerardoTrivento (CB), 1 dicembre 2013

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