NATALE CAROVILLESE, TRA RAPPRESENTAZIONI E CELEBRAZIONI | Diocesi di Trivento

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NATALE CAROVILLESE, TRA RAPPRESENTAZIONI E CELEBRAZIONI

NATALE CAROVILLESE, TRA RAPPRESENTAZIONI E CELEBRAZIONIDall’ultima domenica di novembre Carovilli, ed in particolare la sua frazione dei Fontecurelli, è in fermento in vista di Natale. Ma ciò non è tanto frutto della società consumistica, come si sarebbe portati a pensare in analogia con gli addobbi natalizi delle strade e dei negozi e supermercati, quanto piuttosto per il tempo richiesto per i preparativi per il presepe vivente.

In questa iniziativa, poco conosciuta ma molto significativa, a detta di molti visitatori, si coinvolge la maggior parte della sua popolazione attiva, oltre a molti del paese, così da raggiungere la bella cifra di una ottantina di comparse. E non disdegna di farvi parte neanche qualche forestiero, che fatta esperienza del clima di amicizia che si instaura nel necessario lavoro di preparazione, tutto in volontariato, vi si coinvolge totalmente.

L’amicizia, la fraternità, la semplicità, l’attaccamento alle antiche tradizioni che non si vuol far morire oltre che al rimando del messaggio spirituale, che si fa strada pian piano nel cuore dei protagonisti, sono i frutti più nascosti e più veri che si vivono in questa sacra rappresentazione.

Ma ecco che domenica dopo domenica, arriva l’ultima domenica di avvento che, ormai da 18 anni, vede tutti gli uomini darsi appuntamento per la DUE SERE UOMINI. Sono due sere dedicate solo agli uomini. Sollecitati singolarmente a partecipare, si riuniscono la prima sera per i vespri, la preparazione dei canti per la celebrazione,  l’esame di coscienza per le confessioni del giorno successivo, e poi per una bella cena comune con canti e tanta amicizia.

Il giorno successivo nel pomeriggio iniziano le confessioni, che procedono poi con l’arrivo di altri sacerdoti alle 18,30. Segue la S. Messa con le comunioni solo per gli uomini che riempiono la chiesa e poi accendono i simboli del Natale avviando così il tempo dell’imminente Natale. Vederli in tanti è un’emozione solo da provare.
E le confessioni continuano poi nei giorni successivi con le donne, ragazzi e giovani, soprattutto nella vigilia.

Dopo la dimensione sacramentale scatta quella rappresentativa del presepe vivente, il 26 dicembre pomeriggio.

Quest’anno l’affluenza di visitatori arrivati da fuori paese è paese  è cresciuta notevolmente. Oltre ai Carovillesi, i viaggiatori di un treno speciale di circa 400 persone e 4 pullmans, con persone provenienti anche dall’ Abruzzo e Lazio, hanno dato vita ad un’affollata fiaccolata che, con un’altra che scendeva dalla montagna ed una proveniente da Castiglione di Carovilli, è confluita all’area del presepe.

Qui tra le varie capanne, dove veniva rivissuta la vita semplice della civiltà contadina, con pastori, pecore, lavandaie, artigiani vari intenti ai loro rispettivi mestieri, ragazzi e personaggi in cammino nei vari ambiti, col sottofondo di un recitante, si è rivissuta la storia dell’annunciazione, dell’accoglienza di Maria da parte di Giuseppe, il viaggio a Betlemme ed infine la ricerca di un rifugio e la nascita del Redentore.

A fare la parte del Bambinello quest’anno è toccato al piccolo Federico Ionata, che con la mamma Monica ed il papà Antonio ci ha ridato il commovente ricordo della santa famiglia.

E’ durata solo un’ora la sacra rappresentazione ma ha dato emozioni fortissime che fanno venir proprio la voglia di tornare il prossimo anno. L’emozione provata, è il caso di dirlo, è stata pari alla mole di lavoro svolto per la preparazione.

Un plauso caloroso e tanta gratitudine va a Girolamo Carano, presidente degli amici delle tradizioni paesane di Carovilli che, a dispetto di tante contrarietà riesce a darci questo significativo momento di vita paesana a religiosa.

Alcune foto del Natale carovillese









Don Mario FangioCarovilli (IS), 14 gennaio 2016

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