Il giorno dopo le elezioni è il tempo dell’azione, il tempo della verità | Diocesi di Trivento

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Il giorno dopo le elezioni è il tempo dell’azione, il tempo della verità

Il giorno dopo le elezioni è il tempo dell’azione, il tempo della veritàIl dado è tratto, i giochi sono fatti, è ormai tempo di passare dalle promesse all’azione, chi è stato scelto ha l’obbligo di privilegiare il bene comune ad ogni altro interesse personale o di parte, se vogliamo che i nostri Comuni rinascano e crescano. Dopo le doverose congratulazioni, gli auguri sinceri, i sorsi di spumante e addirittura in alcuni casi gli spari, questo diciamo spassionatamente e con forza ai nostri cari eletti:
  1. Come indicano l’art. 97 e l’art. 98 della nostra Costituzione, pretendiamo che l’amministrazione sia imparziale e che faccia rispettare le regole a tutti, indipendentemente dalla militanza partitica, che sia al servizio esclusivo dell’intera collettività comunale. In ogni Comune ci deve essere più Stato e meno congreghe di partiti.
  2. I nostri amministratori devono rendere conto periodicamente del loro operato ai cittadini e non ai partiti politici, perciò si devono adoperare a semplificare e non complicare la vita dei cittadini.
  3. Non ne possiamo più di vedere ridotti i cittadini da titolari di diritti in perenni questuanti. Siamo a conoscenza di situazioni nelle quali i cittadini sono stati considerati un elemento di fastidio, mentre sono salutati e ritenuti importanti solo in coincidenza degli appuntamenti elettorali e quando devono pagare le tasse.
  4. L’esigenza della trasparenza nelle procedure amministrative, nei bilanci e in tutte le scelte, che, è utile ricordare, debbono essere effettuate unicamente a beneficio della collettività, è sacrosanta.
  5. I cittadini preferiscono un Comune in cui il personale politico si comporti esemplarmente e non raggiunga o mantenga il potere usando mezzi illeciti, diffamando gli avversari e mentendo con piena coscienza di mentire.
  6. Il Comune virtuoso è quello in cui tutto il personale che vi è impiegato abbia ben chiaro che il suo datore di lavoro sono i cittadini e non la Giunta comunale di turno.
  7. Ogni eletto deve mettersi a servizio del bene comune della città e non essere succube di un comando strategico delle forze partitiche di occupazione del momento.
  8. Gli amministratori locali devono vigilare per evitare la sciatteria e la malafede nella compilazione delle cartelle dei pagamenti dirette ai cittadini e devono rispondere celermente ai cittadini li interpellino per tutelare un proprio diritto o interesse legittimo.
  9. Non è possibile che al tempo di oggi si impieghino mesi per cambiare una lampada dell’illuminazione pubblica stradale o per riparare un semplice tombino.
  10. Noi tutti vorremmo un Comune che, oltre ad interessarsi giustamente di “sanità”, sia molto più attento alle cause che minacciano la “salute” dei cittadini.
Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 6 giugno 2016

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