VEGLIA MISSIONARIA 2019 | Diocesi di Trivento

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VEGLIA MISSIONARIA 2019

VEGLIA MISSIONARIA 2019

INTRODUZIONE
G: La veglia di quest'anno si inserisce tra le iniziative che in tutto il mondo celebrano il Mese Missionario Straordinario, voluto da Papa Francesco.
"Battezzati e inviati. La Chiesa di Cristo in missione nel mondo", è il titolo che ispira il momento di preghiera che vivremo insieme, un tempo che vorremmo non si concludesse con questa serata, ma che continuasse nelle nostre realtà, nel nostro quotidiano, laddove il Signore ci IN-VIA come battezzati.

Accogliendo l'iniziativa di Papa Francesco preghiamo gli uni per gli altri perché si ravvivi in ciascuno di noi e in ogni singolo fedele la convinzione che Gesù Cristo è la risposta alle nostre necessità più vere e più profonde; tutti siamo stati creati per quello che il Vangelo ci propone: l'amicizia con Gesù e l'amore fraterno (cfr EG 265).

Il Sinodo per l'Amazzonia, che riunisce Vescovi e laici da tutto il mondo, ci ricordi inoltre che la nostra vita può essere feconda solo nel rispetto della nostra madre terra e nell'accoglienza della vocazione e del carisma di ciascuno, che fa risplendere la Chiesa con i tratti della ministerialità, della sinodalità e della fraternità.

Battezzati e inviati, rinnoviamo il nostro al Vangelo, con l'impegno di un annuncio gioioso e un'appassionata testimonianza di vita.

CANTO INIZIALE
Rito di introduzione
C. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen.
C. Dio, Padre di Gesù Cristo e Padre dell'umanità, aiutaci a camminare nella libertà e nella semplicità del cuore affinché possiamo essere discepoli missionari della gioia che abbiamo scoperto nell'incontro con Gesù Cristo.
T. Benedetto sei Tu Padre!
C. Spirito Santo, Tu sei il Signore che dà la Vita, sei Colui che ci apre al mistero di Dio Amore, donaci il tuo coraggio, la tua tenacia, la tua forza, la tua dolcezza, la tua saggezza affinché possiamo testimoniare il cuore nuovo che abbiamo ricevuto nel dono del Battesimo.
T. Benedetto sei Tu Spirito Santo!
C. Gesù Cristo ti sei fatto uomo e hai conosciuto la sofferenza e il dolore e subìto il male di cui siamo capaci, ma in obbedienza al Padre ci invii ad annunciare il Vangelo fino agli estremi confini della terra, aiutaci a essere come te l'Amico fedele che è capace di amare fino al dono della vita.
T. Benedetto sei Tu Gesù Cristo!
C. Preghiamo:
(Preghiera per il Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019)
Padre nostro, il Tuo Figlio Unigenito Gesù Cristo risorto dai morti, affidò ai Suoi discepoli il mandato di «andare e fare discepoli tutti i popoli»; Tu ci ricordi che attraverso il nostro battesimo siamo resi partecipi della missione della Chiesa. Per i doni del Tuo Santo Spirito, concedi a noi la grazia di essere testimoni del Vangelo, coraggiosi e zelanti, affinché la missione affidata alla Chiesa, ancora lontana dall'essere realizzata, possa trovare nuove ed efficaci espressioni che portino vita e luce al mondo. Aiutaci a far sì che tutti i popoli possano incontrarsi con l'amore salvifico e la misericordia di Gesù Cristo, Lui che è Dio, e vive e regna con Te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
T. Amen.

Invocazione allo Spirito Santo - GESTO
G: Invochiamo ora il dono dello Spirito Santo su ciascun continente, affinché in ogni angolo della Terra, ciascun battezzato continui ad ascoltare e a rispondere all'invio del Padre verso gli ultimi.
La Guida pronuncia il nome di uno dei cinque continenti: una persona si reca all'altare e, attingendo alla fiamma del cero pasquale, accende la candela del continente nominato. Si può cantare un ritornello allo Spirito Santo mentre si ripete il gesto per tutti i cinque continenti.

LITURGIA DELLA PAROLA

Preghiera di lode dell'assemblea (a cori alterni Salmo 112)
Antifona: Su tutti i popoli eccelso è il Signore
(o un ritornello adatto).
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore. (Ant)
Sia benedetto il nome del Signore,
da ora e per sempre. (Ant)
Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria. (Ant)
Chi è come il Signore, nostro Dio,
che siede nell'alto
e si china a guardare
sui cieli e sulla terra? (Ant)
Solleva dalla polvere il debole,
dall'immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i principi,
tra i principi del suo popolo. (Ant)
Fa abitare nella casa la sterile,
come madre gioiosa di figli. Gloria… (Ant)

INTRONIZZAZIONE DELLA PAROLA
Durante il canto si porta processionalmente la Parola di Dio sull'ambone.

PRIMA PARTE - Battezzati
Lettura Atti 10,34-43 Professione di fede di Pietro
Pietro allora prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

GESTO: Rinnovo delle promesse battesimali
G: Rinnoviamo ora insieme le nostre promesse battesimali. Al termine di questo momento, accompagnati da un canto, ci recheremo in fila al fonte battesimale. Lì, come gesto di fraternità e di condivisione della fede, attingeremo all'acqua e con essa faremo il segno della croce sulla fronte della persona che segue dietro a noi.
C. Credete in Gesù Cristo, Figlio unico di Dio, nato da Maria Vergine, morto e risorto per noi, presente nel segno del pane e del vino dell'Eucaristia?
T. Credo.
C. Credete nello Spirito Santo, che ci dà forza e coraggio per vivere da figli e figlie di Dio?
T. Credo.
C. Credete nella Chiesa cattolica, voluta come famiglia di Dio, nella comunione dei santi, nel perdono dei peccati per la risurrezione a vita eterna?
T. Credo.
C. Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla, in Cristo Gesù, Nostro Signore.
T. Amen.
Gesto al fonte battesimale
Recarsi ora in processione al fonte battesimale, accompagnati da un canto. Le persone attingono al fonte e, con il segno della croce, bagnano la fronte della persona che segue.

SECONDA PARTE – Inviati
Lettura Atti 10,44-48 Battesimo di Cornelio e della sua famiglia
Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell'acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Testimonianze
Testimonianza di Sr. Carine Nguimeya (Missionaria dell'Immacolata, originaria del Camerun, inviata in missione in Italia)
Un gran desiderio di Dio
Mi chiamo Carine Nguimeya, sono camerunese, ho 35 anni e sono la seconda di una famiglia cattolica di otto figli (3 maschi e 5 femmine). Papà, oggi in pensione, era una guardia carceraria. Mamma commerciante. All'età di 11 anni, poiché lo stipendio di papà era insufficiente, con i miei fratelli vendevamo frutta e verdura di stagione alla stazione dei pullman. Vivevamo a Doumé nell'Est del Camerun. Nel 1992 papà fu trasferito a Tchollire, al Nord, e tutta la famiglia lo ha seguito. Io e mia sorella maggiore non eravamo ancora battezzate.

Un giorno a scuola ho conosciuto una ragazzina cristiana di 12 anni, Suzanne: siamo diventate amiche. Mi parlava spesso delle sue attività in parrocchia con i bambini dell'Azione Cattolica, delle preghiere che recitava in casa al mattino presto e alla sera prima di andare a letto. La domenica mi veniva a prendere a casa per andare insieme a messa. Questi suoi gesti suscitavano in me meraviglia, così come sentirla parlare di Dio; eppure aveva soltanto un anno più di me. Insieme alla meraviglia provavo una certa tristezza, un senso di vuoto, c'era qualcosa che percepivo in lei e che a me mancava. Una domenica mi portò a salutare le suore della parrocchia. Era una comunità di suore polacche e locali inviate in quel paese un po' sperduto del Camerun, al confine con la Repubblica Centroafricana. Non avevo mai visto delle suore così da vicino, belle nel loro lungo abito azzurro e col velo bianco! Ho pensato che fossero angeli! Quel giorno, qualcosa dentro di me è risuonato in modo forte; non saprei dire cosa è stato, ma l'ho custodito in silenzio.

Suzanne mi presentò a suor Kryspina che ci aveva accolte; poco dopo mi chiese se ero battezzata.
Con un po' di tristezza le risposi di no e subito mi chiese se lo desideravo. Risposi prontamente di sì, ma le espressi anche la paura che avevo di chiederlo ai miei genitori. Tenevano molto agli studi e dicevano spesso che tre anni di catecumenato potevano diventare un freno o sarebbero stati troppo lunghi per noi!

Comprendendo i miei timori, suor Kryspina si offrì di parlare con i miei genitori. Accettai la proposta e così qualche giorno dopo arrivò a casa nostra e parlò a papà del mio desiderio di diventare cristiana. Egli accettò senza difficoltà. Non mi sembrava vero! Iniziai a frequentare anch'io la parrocchia e dopo tre anni, precisamente il 3 aprile 2005 all'età di 15 anni, insieme a mia sorella maggiore ricevetti il battesimo. Fu il giorno più bello della mia adolescenza, una festa per tutta la famiglia; nel vedere i segni e i gesti e nell'udire le parole che venivano pronunciate su di me durante il rito di battesimo ebbi come l'impressione che in quel giorno avesse inizio qualcosa di nuovo. Un incontro personale che mi avrebbe impegnato a ricercare Gesù continuamente, a nutrirmi di Lui, a sperimentare il suo perdono. Ecco, era questo che percepivo nella mia amica Suzanne e che mi mancava!

Dopo il Battesimo, accolsi la raccomandazione del parroco di aderire a uno dei gruppi o al Movimento dell'Azione Cattolica presenti in parrocchia per continuare a fare esperienza di fraternità nella fede e mettere a servizio della comunità i doni ricevuti. Mi inserii nel gruppo dei giovani e poi in un gruppo giovanile di preghiera guidato da sr. Kryspina. Così la mia vita spirituale crebbe nella gioia dell'incontro personale nutrito quotidianamente dalla Parola, dai sacramenti e dalle condivisioni dei coetanei, miei compagni di viaggio, nella ricerca di un senso per la vita. All'età di 18 anni intuii poi un'altra chiamata: quella a una speciale vocazione, alla consacrazione missionaria, per vivere unicamente e pienamente di Dio e per Dio annunciandolo agli altri. Ho incontrato le Missionarie dell'Immacolata ed oggi sono una di loro.

G: Dalla testimonianza di sr. Carine, Missionaria dell'Immacolata a Pozzuoli, alla parola di due padri che ci parlano dell'arrivo dei Missionari della Consolata e della loro presenza storica a Roraima, nel cuore dell'Amazzonia. Ci danno l'occasione di immergerci nelle tematiche del Sinodo per l'Amazzonia e ci ricordano che il nostro essere ‘Battezzati e inviati', ha bisogno di situarsi, ascoltare la gente e incarnarsi nella realtà a cui siamo inviati!

Testimonianza di padre Jaime C. Patias e padre Lírio Girardi (Missionari della Consolata)
La storia della resistenza degli indigeni della terra "Raposa - Serra do Sol " a Roraima, nel nord del Brasile, ha sicuramente molto da dire al "Sinodo per l'Amazzonia". In quelle terre, fino al Concilio Vaticano II (1962) i missionari venivano inviati a battezzare e a far aderire tutti alla fede cattolica. Le cappelle erano poche e così le scuole servivano da spazio privilegiato per questa funzione pastorale. Anche le fazendas del bestiame, introdotte nel 1777, dai ricchi proprietari terrieri, divennero un luogo strategico, un luogo d'appoggio perché i missionari potessero riunire la gente, celebrare la messa e amministrare i sacramenti. Esse segnarono l'arrivo del bestiame in queste regioni e diedero inizio all'invasione, alla dominazione e allo sfruttamento delle terre indigene.

Senza giudicarne le intenzioni, la Chiesa in questo periodo divenne, da una parte partner degli invasori, dall'altra preferì il silenzio, e solo in alcuni momenti mantenne un ruolo profetico.
I documenti del Vaticano II (1962), di Medellin (1968) e di Puebla (1979) portarono a una nuova lettura della realtà, illuminata dalla Parola di Dio. I missionari sperimentarono sulla loro pelle tutta la tensione e i conflitti tra i villaggi indigeni e le fazendas, tra gli abitanti e gli invasori che arrivavano pian piano con le loro mandrie. Il bestiame si moltiplicava a vista d'occhio, invadeva le loro terre e i loro campi portando paura, distruzione e tristezza. Gli indios divennero manodopera a buon prezzo per i fazendeiros e, poco a poco, persero le loro terre, la lingua, le radici e la loro identità. La Chiesa di Roraima, in quegli anni, avviò un netto cambiamento di rotta: da una pastorale sacramentale, fatta nelle fazende e con l'appoggio degli invasori, verso una pastorale profetica e di liberazione a fianco dei popoli indigeni. Le assemblee indigene furono determinanti! Uno dei momenti storici della lotta risale sicuramente al 26 aprile 1977 con l'impegno denominato: "O la va o la spacca", in cui gli indigeni, riuniti a Maturuca, scelsero di dire: "no all'alcool e sì alla comunità" iniziando così un processo di riorganizzazione che è culminato nella creazione del CIR (Consiglio Indigeno di Roraima).

La svolta coraggiosa della Chiesa rafforzò il movimento indigeno grazie anche alla preparazione di agenti di pastorale, alla promozione umana e ai progetti che portarono alla conquista e demarcazione della terra nel 2005, dopo 34 anni di lotta che costarono la vita a 21 indigeni, divenuti il simbolo della resistenza.

La scelta preferenziale per gli indigeni richiese ai missionari e alla Chiesa, almeno tre conversioni:
1. geografica: dalla città alla campagna, dalla fazenda alla moloca, la comunità indigena dove il missionario scelse di abitare;
2. sociologica: la comunità indigena divenne il centro delle attenzioni sociali e religiose; suoi diretti interlocutori i capi della comunità indigena;
3. teologica: una conversione molto più profonda, perché avvenne nella mente e nel cuore del missionario; gli indigeni e le loro comunità diventarono il "luogo teologico" dell'evangelizzazione.
Le comunità indigene oggi, ci evangelizzano. Dio sta in esse e in esse continuamente si rivela! In Amazzonia questa conversione ispira la ricerca di nuove strade per la Chiesa e per l'ecologia integrale che il Sinodo richiede. Il loro processo di liberazione è sofferto e lento, ma sinodale e vittorioso. Battezzati e inviati, oggi accompagnano i popoli della terra Raposa Serra do Sol sei missionari e tre missionarie della Consolata; veri protagonisti sono gli indigeni!

Riflessione del celebrante

PREGHIERE DEI FEDELI
Alle preghiere rispondiamo insieme: Venga il Tuo Regno, Signore!
1. Battezzati e Inviati come Chiesa di Cristo possiamo imparare, dal carisma missionario dell'apostolo Pietro, a lasciarci interrogare dalle novità del contesto sociale in cui viviamo così da abitare, con spirito nuovo, le frontiere dell'umanità ferita. PREGHIAMO
2. Battezzati e inviati come missionari, laici, religiose e sacerdoti ti chiediamo il dono di nuove vocazioni. Accompagna il desiderio di tutti coloro che sentono crescere dentro di sé la chiamata a seguirti più da vicino: libera il loro cuore per la bellezza e la radicalità del Vangelo, e siano testimoni credibili della tua Parola. PREGHIAMO
3. Battezzati e Inviati come testimoni, ti preghiamo per tutti coloro che vivono la propria fede in contesti di violenza e persecuzione, perché la forza del loro credo e la certezza dell'amore di Dio possa sostenerli nel vivere ogni momento della loro vita. PREGHIAMO
4. Battezzati e Inviati come uomini e donne di dialogo, sappiamo cogliere le occasioni di incontro con l'altro come opportunità per condividere le gioie e le fatiche del quotidiano, nella certezza che il dialogo di vita fra le diverse fedi e tradizioni religiose è l'unica vera via alla pace. PREGHIAMO
5. Battezzati e Inviati, come fratelli e sorelle di tutti, ti preghiamo, per coloro che, in molti modi, si stanno avvicinando a Te: possano sperimentare il Tuo volto paterno come presenza fedele sul cammino della loro vita. PREGHIAMO
6. Battezzati e Inviati grazie al dono dello Spirito, ti chiediamo che la sua luce illumini i lavori dei vescovi riuniti per il Sinodo Panamazzonico: possano tracciare nuove strade di evangelizzazione, promuovere ogni cultura e alimentare la consapevolezza dell'urgente custodia del creato, riflesso della Tua bellezza. PREGHIAMO

MANDATO MISSIONARIO
GESTO FINALE: IN-VIA-TI…
G. Ogni battezzato è in-via-to come missionario ad annunciare con la sua vita, nel quotidiano, il Vangelo di Cristo. Ciascuno di noi è ora invitato a prendere uno di questi biglietti, e a riportarvi la "via" attraverso la quale egli è chiamato ad annunciare la buona notizia al suo prossimo.
Scrivere, sui foglietti distribuiti, un'azione o un gesto a cui far fede, come impegno nell'essere missionari nel quotidiano (ES.: In VIA ti… ascolto; In VIA ti… sorrido;…).
Accompagnare questo momento con una musica (possibilmente di altre culture). Al termine del gesto, recitare insieme la seguente preghiera
Preghiamo insieme:
Non è vero che una via o l'altra fa lo stesso!
Non è vero che ogni verità può andare bene.
Non è vero che ciascuno trova comunque
la sorgente della vita.
Se tu sei via, verità, vita per me, lo sei per tutti.
Tu puoi raggiungere le persone su ogni strada,
ma io non ti troverò,
se non cercandoti e annunciandoti
sulle strade dei mie fratelli e sorelle.
Eccomi, Signore, manda me!
Fino ai confini del mondo,lieto e leggero,
come colui che ha trovato l'amore.
So che, mentre indicherò la strada,la troverò!
Mentre cercherò di offrire quel che so di te,
imparerò a conoscerti.
Mentre metterò la vita a disposizione,
scoprirò, finalmente, di vivere!
(Testo di sr. Teresina Caffi, Missionaria Saveriana)
G: in comunione con tutte le sorelle e i fratelli cristiani nel mondo, tenendoci per mano, diciamo insieme la preghiera che Gesù ci ha consegnato:
Padre Nostro…

CONCLUSIONE
C. Preghiamo:
Il Signore ci benedica e ci protegga, faccia brillare il suo volto su di noi e ci dia la pace. Il Signore rivolga su di noi il suo volto e ci conceda di essere zelanti per il Vangelo, discepoli missionari, battezzati e inviati, testimoni della gioia che abbiamo scoperto nell'incontro con Gesù Cristo.
T. Amen.
C. Il Signore sia con voi.
T. E con il tuo spirito.
C. Vi benedica Dio Padre onnipotente: Padre e Figlio e Spirito Santo.
T. Amen.
C. La Gioia del Signore sia la nostra forza. Andiamo in pace.
T. Rendiamo grazie a Dio.

CANTO FINALE

Ufficio comunicazioni socialiDiocesi di Trivento, 23 ottobre 2019

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