La lettera pastorale del Vescovo Claudio, nella ricorrenza della solennità di San Giuseppe | Diocesi di Trivento

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La lettera pastorale del Vescovo Claudio, nella ricorrenza della solennità di San Giuseppe

La statua di San Giuseppe della cattedrale di Trivento

Il vescovo Claudio Palumbo ha scritto questa bella e interessante lettera pastorale nella ricorrenza della solennità di san Giuseppe, allorquando inizia l'Anno Famiglia Amoris laetitia, un'iniziativa che coinvolge le Chiese di tutto il mondo a cinque anni dalla pubblicazione dell'esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia, a cui papa Francesco ha dedicato un anno speciale per il 150° della sua proclamazione a patrono della Chiesa universale.

L'anno "Amoris Laetitia" è stato indetto da Papa Francesco il 27 dicembre 2020 e si concluderà il 26 giugno 2022, con il decimo Incontro mondiale delle famiglie. Tutte le riflessioni che matureranno in questo periodo saranno messe a disposizione delle comunità ecclesiali e delle famiglie, per accompagnarle nel loro cammino.

Il contributo offertoci dal nostro Vescovo Claudio ci dà l'occasione per assaporare meglio, con l'ausilio della preghiera e della riflessione, quest'anno dedicato a San Giuseppe con uno sguardo particolare alla famiglia voluta da Dio come cardine e fondamento di ogni società civile.

Papa Francesco in 'Amoris laetitia', citando il racconto che accompagna il rito della cena pasquale ebraica, sottolineava l'importanza della narrazione delle meraviglie del Signore di generazione in generazione: «Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato non lo terremo nascosto ai nostri figli».

Il realismo cristiano è fatto di memoria, condivisione, tenerezza ed accoglienza: «Tante volte, nella nostra vita – scriveva il Papa – accadono avvenimenti di cui non comprendiamo il significato. La nostra prima reazione è spesso di delusione e ribellione. Giuseppe lascia da parte i suoi ragionamenti per fare spazio a ciò che accade e, per quanto possa apparire ai suoi occhi misterioso, egli lo accoglie, se ne assume la responsabilità e si riconcilia con la propria storia».
In questo momento particolare di ansia, di paure e di incertezza, a volte, la vita appare chiusa, le strade sbarrate. Le cronache quotidiane sono piene anche di intemperanze giovanili, di incapacità genitoriali, di scarsa comunicazione tra i coniugi che scavano il solco anche in circostanze apparentemente ordinarie. Ma dal recente epocale viaggio del Papa in Iraq rimbalza nelle nostre case una parola chiave: perdono. L'Amoris laetitia ce ne indica la fonte: nelle nostre famiglie deve sempre risuonare il primo annuncio, il "kerygma", «non c'è nulla di più solido, di più profondo, di più sicuro, di più consistente e di più saggio».

La meditazione sulle virtù di Giuseppe, e anche della sua castità, sintesi di un atteggiamento che esprime libertà dal possesso, ci può aprire all'attesa della sorpresa, dell'«inedito, del rinnovamento.

Il nostro Vescovo Claudio ci invita, con il suo pregevole e stimolante contributo, ad affidare alla Santa Famiglia di Nazareth, in particolare a San Giuseppe sposo e padre sollecito, questo cammino di riflessione e di rinnovamento insieme con le famiglie di tutto il mondo. E insieme preghiamo la Vergine Maria perché interceda per noi ed ottenga alle famiglie della nostra Diocesi e del mondo intero di essere sempre più affascinate dall'ideale evangelico della Santa Famiglia, così da diventare fermento di nuova umanità e di una solidarietà concreta e universale.

Con semplicità ed orgoglio, quindi, rendiamo grazie a Dio per il dono delle nostre famiglie, così belle e così fragili, così bisognose di essere custodite nell'ascolto di Dio. Come ci ha insegnato San Giuseppe e sarebbe molto bello che ciascuno di noi nella propria casa inizi quest'anno dedicato alle famiglie e continui, giorno dopo giorno, con una preghiera quotidiana che veda tutti insieme i membri della famiglia stessa riunirsi in gioiosa comunione.

Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 18 marzo 2021

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