Vale la pena andare a Capracotta domenica? Sì, perché è la musica sacra che ci porta alla soglia dell’Infinito | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Vale la pena andare a Capracotta domenica? Sì, perché è la musica sacra che ci porta alla soglia dell’Infinito

Vale la pena andare a Capracotta domenica? Sì, perché è la musica sacra che ci porta alla soglia dell’InfinitoLa musica... una parola dolce, di tre sole sillabe, ma che può avere un significato immenso, perché la vita stessa, perché tutto ciò che ci circonda è musica. La musica è melodia, è una poesia infinita, la vita stessa è una sinfonia che non ha mai fine...

Se la musica in genere rispecchia e accompagna le nostre vere emozioni e i nostri comuni stati d'animo, se la musica profana diventa una interpretazione del tutto personale di un insieme di note e pause, se la musica è in grado di trasmettere sentimenti, immagini, pensieri, ricordi, perché non è rumore di fondo, se Alfred de Musset confidava che “E’ stata la musica che mi ha fatto credere in Dio”..

Abbiamo tutti bisogno di musica seria, di musica vera, di musica rigenerante. Sebastian Johann Bach ha lasciato scritto “Io ho lavorato molto. Chiunque si applicherà tanto potrà fare quello che ho fatto. La musica mi aiuta a non sentire dentro il silenzio che c'è fuori” e Ludwig van Beethoven ha aggiunto che “La musica è una rivelazione, più alta di qualsiasi saggezza e di qualsiasi filosofia”

Il nostro papa Benedetto, quando era ancora cardinale, con lungimirante profondità, ha scritto “La Chiesa non può appagarsi dell'ordinario e dell'usuale: deve ridestare la voce del cosmo, glorificando il Creatore e svelando al cosmo la sua magnificenza, renderlo splendido, e quindi bello, abitabile, amabile. L'arte che la Chiesa ha espresso è, accanto ai santi che vi sono maturati, l'unica reale "apologia" che essa può esibire per la sua storia. La magnificenza che esplose ad opera sua accredita il Signore, e non le acute scappatoie che la teologia escogita per gli aspetti terribili di cui purtroppo tanto abbonda la sua storia. Se la Chiesa deve convertire, migliorare, "umanizzare" il mondo, come può farlo e rinunciare nel con tempo alla bellezza, che fa tutt'uno con l'amore e con esso è la vera consolazione, il massimo accostamento possibile al mondo della resurrezione? La Chiesa non deve accontentarsi facilmente; dev'essere un focolare del bello, guidare la lotta per la "spiritualizzazione", senza la quale il mondo diventa "il primo cerchio dell'inferno". Perciò il problema dell'"adatto" deve essere anche e sempre il problema del "degno" e la provocazione a cercare questo "degno". (Joseph Ratzinger, La festa della fede, Jaca Book, 1983)

Un pomeriggio di musica religiosa a Capracotta: perché? Non trovo altre parole più adeguate di quelle con le quali ce lo spiegava bene Leonard Bernstein “La musica può nominare l'innominabile e comunicare l'inconoscibile”. Dio deve essere sempre la musica dell'anima, come la musica nell'universo è vita... Dio è musica, dolce e soave, ai nostri cuori, Lui ci suggerisce sempre ciò che è giusto e cosa non lo è... E’ bello pensare a Lui, è bello lodarLo, ma è altrettanto bello dedicargli tutta la vita come un’unica canzone, una canzone infinita.

Don Mimì Fazioli

di don Mimì FazioliTrivento (CB), 23 novembre 2008

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